UN FANTASY DI ANTHONY LAMOLINARA SCRITTO DAL SULCITANO ANDREA ATZORI: IL FILM E’ TRATTO DA “ISKIDA DELLA TERRA DI NURAK”

nella foto da sinistra: Andrea Atzori e Anthony Lamolinara

di Claudio Moica

C’è sempre tanto clamore e molta diffusione da parte dell’informazione quando si organizzano sagre alimentari o spettacoli fini a se stessi. Peccato che si latiti molto quando ad assurgere all’onore della cronaca sia una evento letterario o un libro. Sembra che il successo di un territorio, specialmente nel Sulcis, sia limitato solo al riempimento della pancia o alle file interminabili di gazebo che mettono in mostra prodotti alimentari il più delle volte senza portare alcuna novità. Se poi un premio oscar come Anthony LaMolinara sceglie il libro “Iskìda della Terra di Nurak”(Condaghes), dello scrittore sulcitano Andrea Atzori, e viene in Sardegna per girare un teaser di una pellicola da lui sceneggiata e diretta, da proporre, successivamente, a una produzione internazionale con la partecipazione dell’attrice Caterina Murino, nessuno esulta ne tantomeno gli amministratori sembrano essere tanto estasiati da amplificarne la notizia. Probabilmente è più importante partecipare ad un talent televisivo perché, si sa, il mezzo televisivo da notorietà un po’ a tutti e figuriamoci se un qualsiasi amministratore non sia tentato di far vedere il suo faccione a tutta l’Italia, per quanto possa fregare ai telespettatori poi di vederlo quel viso sconosciuto ai più. Poco importa sapere che Anthony LaMolinara scrittore, scultore, cameraman, animatore con all’attivo l’Oscar per gli effetti speciali in Spider-Man 2. LaMolinara, inoltre, è stato capo animatore della prestigiosa Imageworks per il film Stuart Little (1999) e animation director per il film Hollow Man (2000). Quindi poca cosa confronto al maialetto arrosto e alla sagra del carciofo. Se non può interessare il curriculum del poliedrico artista italo-americano figuriamoci se ci si può ricordare di Andrea Atzori, scrittore e giornalista originario di Carbonia, laureato in Storia all’Università di Cagliari, nel 2011 ha conseguito un master in editoria al Politecnico di Oxford (Oxford

Brookes University), dove ha lavorato come assistente editoriale per la David Fickling Books. Diciamo nell’insieme che questi due personaggi non sono meritevoli di interesse. Probabilmente non lo sono per chi  colleziona palchi dove fidelizzare elettori con una fetta di prosciutto cotto ma, per fortuna, di notevole importanza lo sono per chi ha a cuore la cultura, quella con la “C” maiuscola, e riconosce, per davvero, a chi ha merito il giusto spazio. Attraverso la fantasia di Atzori con il suo libro liberamente ispirato alla Sardegna e incentrato sui miti dell’isola con creature fiabesche, la Sardegna non sarà solo un nome nella cartina geografica o ricordata solo per le belle spiagge. “Nurak (il nome del luogo) non è un’isola. Per i Clan che la abitano Nurak è l’unica terra. Oltre c’è solo il Nulla del mare. Essa si ispira a un periodo preistorico che è quello del passaggio tra l’Eneolitico (o Età del Rame) e l’Età del Bronzo, quella che in Sardegna diede vita alla prospera Civiltà Nuragica. (fonte web)”. Finora le riprese sono state girate nelle regioni costiere di Planargia e Montiferru, tra la provincia di Oristano e Nuoro. La produzione del progetto, però, dovrebbe svolgersi anche in molti altri posti della Sardegna. La storia di Iskìda delle Valli di Lùn è stata pubblicata dal 2013 al 2014 da Edizioni Condaghes, ed è arricchita dalle illustrazioni di Daniela Orrù e Daniela Serri, autrici di fumetti e illustratrici freelance. Quindi un’idea completamente sarda che, a partire dall’autore passando dalla casa editrice e per terminare con l’attrice principale, varcherà i confini regionali per spingersi, sicuramente, a conseguire molti successi nel campo letterario e cinematografico. Questa è una valida testimonianza per sbugiardare l’allora Ministro Tremonti che disse “Con la cultura non si mangia!” e a scalare, probabilmente, tutti i politici, amministratori compresi, che la pensano allo stesso modo. Chissà che prima o poi non si possa vedere un Ministro o un Assessore alla cultura che veramente ha a cuore il suo incarico promuovendo con forza il settore e non solo limitandosi a parlare alle masse con un politichese che ormai non usano nemmeno i cabarettisti per creare ilarità!

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