LE LINGUE MINORITARIE: MUSICA, VERSI, RACCONTI E CANZONI: UN CONVEGNO A ROMA ORGANIZZATO DAL “GREMIO” E DA “GIA COMUNICAZIONI”

da sx: Alex Pascoli, Ignazio Pepicelli, Stefania Masala, Giorgio Ariu, Antonio Maria Masia, Daniele Monachella.

di Luisa Saba

L’incontro   che  si svolge alla Casa delle Regioni di via Aldrovandi/Roma su “Comunicazione  e lingue minoritarie”organizzato dal Gremio e dalla Gia Comunicazioni di Giorgio Ariu, con la partecipazione del Circolo della Famiglia  Friulana, del Corecom regionale sardo, di cantanti e attori sardi e non solo:Giammy Sax, Daniele Monachella, Stefania Masala, Alex Pascoli, Ignazio Pepicelli, ognuno con la sua poesia la sua canzone presenta un’interessante Koine’  di relazioni, testimonianze, poesie , musiche, sapori….  a riprova  e nel tentativo di  abbracciare in questa  manifestazione  culturale i vari linguaggi con cui le lingue minoritarie, in questo caso il sardo ed il friulano, si esprimono e comunicano.

Il Presidente del Gremio, AntonioMaria Masia, dedica a questa iniziativa una sua poesia, “Antiga Limba”, che, nella successiva manifestazione del 20 giugno, dedicata alle musiche del Maestro Ennio Porrino e alla presentazione del libro sulla storia del Gremio, scritto dallo stesso Masia,avra’ la forza di ispirare un bellissimo brano musicale alla pianista Daniela Sabatini, studiosa e interprete della musica del maestro Porrino. Poesia che, invitato da Giorgio Ariu, viene declamata dall’autore nel suo sardo logudorese.

Che il sardo non sia solo un modo di parlare, ma soprattutto un modo di pensare, di concettualizzare, di poetare, di comunicare, di stare insieme, patrimonio anche dei sardi non parlanti sardo,dei sardi che hanno lasciato l’isola, di amici che si sentono sardi ad onorem, perche’ hanno parenti, legami, conoscenze in Sardegna, di tutto questo e’ testimonianza l’incontro, a cui partecipa un folto pubblico che riempie la sala Italia ed oltre.

 Lo spirito dominante della serata e’ ben descritto da Giorgio Ariu, l’ideatore dell’a manifestazione Isola che c’e-Sardegna incontra Roma”, l’eventoculturale ed enogastronomico annualmente organizzato con in Gremio e ches’è rivelato sempre più importante per rafforzare il legame tra i sardi presenti a Roma e le principali realta’ e anche criticita’ vissute dall’isola in questi anni. 

 Giorgio Ariu,noto e apprezzato editore, scrittore, presentatore radiotelevisivo e giornalista di lungo corso,insieme  a Mario Cabasino presidente del Comitato Sardegna  del CORECOM  e  i rappresentanti  del Fogolar Friulan Carlo Donati e Carmen Cargnieluti (che ci danno un saggio d’ascolto della parlata friulana)descrivono la situazione critica  in cui  versa  in Europa la garanzia  del  multiculturalismo e del plurilinguismo, di cui le  espressioni linguistiche minoritarie sono una parte importante.

 L’elenco delle lingue tutelate in UE è lungo e viene continuamente aggiornato dagli esperti che si occupano di questa materia, ma l’ampiezza del fenomeno è tale che tutte le regioni hanno al loro interno almeno una, ma spesso più di una minoranza linguistica da tutelare.

Il documento principe che tutela il pluralismo linguistico e’ rappresentato dalla Carta europea delle lingue regionali e minoritarie, approvata dal Parlamento di Strasburgo il 5 novembre del 1992 e ratificata da tutti gli stati occidentali dell’Unione, ma non ancora da Francia e Italia.

 Nella realta’ sarda per la tutela della lingua si fa ricorso a due leggi, una regionale, la n.26 del 1997, che si occupa di progetti culturali,” Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna”,l’altra statale 482/99, che invece si occupa soprattutto di Pubblica Amministrazione. Attingendo alle possibilità sia della legge regionale sia della legge statale sono stati realizzati progetti sperimentali di istruzione in lingua sarda, mentre grazie all’articolo 14 della legge regionale 26/97 vengono finanziati progetti di comunicazione sui mass media in lingua sarda, anche radiofonici e televisivi, tramite provvedimenti a favore di enti locali, di università, diassociazioni, tra cui anche   i Circoli.  Molte delle attivita’ del Gremio sono state sostenute a questi finanziamenti, ed i motivi della restrizione di risorse che oggi colpisce il comparto devono far riflettere. 

 Secondo opinioni diffuse una causa che incide fortemente e’ rappresentata dal fenomeno della globalizzazione che crea spinte contrastanti.Da una parte l’ingresso in Europa degli stati dell’Europa dell’Est poneuna serie di problematiche legate alla protezione di nuove minoranze, dall’altra la crisi fiscale porta le Amministrazioni Pubbliche a privilegiare misure emergenziali, tra le quali la lingua non è compresa.

In  questo sconfortante quadro di  misure emergenziali vengono inquadrate  le vicende  che hanno portato alla  scomparsa   delle trasmissioni  radiofoniche  in sardo   dalla sede Rai, come sottolinea il noto giornalista Vanni Loriga presente all’incontro, la riduzione a minime percentuali delle risorse economiche  previste  in  bilancio  regionale  a favore delle politiche linguistiche, ma , soprattutto  l’arresto  nella  scuola  dell’insegnamento del sardo curriculare, come  era stato previsto dalla legge 3/2009, il declassamento del  servizio della lingua sarda regionale, il silenzio dell’Osservatorio, l’ assenza  della  lingua nel progetto Iscol@, mentre il Piano Triennale  sulla Lingua Sarda, scaduto da due anni, non e’ stato  ancora  riscritto.

Tuttavia la spinta contrastante piu’ critica prodotta dalla globalizzazione e’ rappresentata dal bisogno crescente delle comunità locali di resistere alla omologazione politica dei mercati e di farlo cercando di rafforzarsi sul piano culturale, economico, ambientale.

 Sul piano della Comunicazione e della lingua le nuove tecnologie tendono a fare da compressione verso tutte quelle forme linguistico espressive che non privilegiano forme ompresse, minimali, sbrigative, telegrafiche tese a sacrificare in larga misura la parola scritta.Paradossalmente proprio la straordinaria ricchezza de “Sa Limba”può diventare la causa della sua fine! Infatti la “modernita’” della lingua webb non sopporta le lentezze di una lingua complessa e discorsiva,impone di comunicare con velocità, in maniera scorrevole, semplificata e soprattutto in tempi reali!   La mentalità del rullo schiacciatutto, che vuol razionalizzare e rottamare tutto cio’ che sembra complicato e pleonastico, mette al bando le lingue minoritarie e i linguaggi che pensano ancora di dover dare al pensiero le forme più adatte ad esprimerlo. Il limite tassativo delle 40 parole, non una di più, praticato dai media di ogni ordine e tipo, per non parlare degli sms, dei messaggi già predisposti usati da milioni di giovani, tutto questo fa capire che non c’e molto pensiero da esprimere dovunque ci sia l’esigenza di comunicare il nulla, e dove la velocità di trasmissione del comunicare è più importante delmessaggio che si vuol comunicare.

 Questo aspetto e’ particolarmente fastidioso per noi sardi, ma i friulani, sostiene Carlo Donati sono in sintonia con noi, che continuiamo a parlare in sardo anche quando parliamo italiano, nel senso che facciamo confluire nell’italiano una maturità discorsiva che si distingue dalle forme di poverta’ e incoerenza tematica che si riscontrano nei registri della normale parlata italofona.

Quindi non siamo contrari ai vantaggi offerti dalle nuove forme di comunicare, come non eravamo a suo tempo contrari alla introduzione dell’italiano,poiche’ sappiamo che la nostra lingua minoritaria come non è stata compressa e sopraffatta dall’italiano, a cui, anzi, può dare linfa e ricchezza di senso, cosi non sarà sopraffatta dalle nuove tecnologie, che potranno invece contribuire a farla conoscere e circolare nel mondo. Come altre volte è successo nella storia, può succedere che proprio nel momento in cui una lingua è più minacciata e sembra destinata a finire, se ne recuperi invece il suo valore.

 Valore straordinario testimoniato a giovani artisti sardi, ai quali con consumata maestria dà i tempi e la parola Giorgio Ariu. 

Si susseguono sul palco, la bella e brava Stefania Masia di Sassari, attualmente 1° protagonista con Giorgio Albertazzi nella oltre ventennale replica del famoso spettacolo “Memorie di Adriano”, Daniele Monachella di Sassari-Ozieri che abbiamo di recente  ammirato in teatro con  “Un anno sull’altopiano” tratto dal famoso romanzo di Emilio Lussu, Alex Pascoli attore di teatro e di cinema, pronipote di Giovanni Pascoli con una bellissima poesia del suo prozio Giovanni Pascoli letta in romagnolo e in italiano, Ignazio Pepicelli di Carloforte che ci delizia con i suoi testi in tabarchino, e il cantante chitarrista Gian Marco Caboni (in arte Giammy Sax)di Calaseta, che ci ha commossocon una sua speciale interpretazione di “No pothoreposare” la più bella e tenera canzone d’amore sui versi del poeta  Gavino Sini di Sarule e musiche di Peppino Rachel.   Ci raccontano di aver sentito appartenenza e desiderio di identita’ dopo aver lasciato l’isola, secondo quel percorso virtuale che porta, attraverso lo scambio e il confronto, a tornare in maniera consapevole sulle proprie radici.  Tornarci con il teatro, per trovare nel passato il senso da dare al futuro, tornarci con il cinema, in grado di farci sperare che il profondo spirito comunitario dei sardi non è morto, al contrario può rinascere da una realta’ marginale come di recente, nel corso del periodico “Incontro con il Cinema Sardo organizzato dal Gremio, abbiamo visto nel cortometraggio “Sinuaria” di Roberto Carta). Asinara come simbolodi un luogo di riferimento,così come il Gremio, che sappia essere uno spazio di confronto tra vecchi e nuovi linguaggi, di incontro tra lingue diverse, di comunicazione tra le vecchie e le nuove generazioni,uno spazio di convivialita’ e di accoglienza non scontato.

L’incontro su lingue minoritarie, quindi, non solo un riconoscimento per la bravura dei sardi che tengono alta la bandiera della cultura isolana in continente, o l’ennesima discussione sulle differenze fonetiche che caratterizzano le tante parlate dell’Isola,dal logudorese al tabarchino, al catalano, al gallurese ecc., ma un impegno a portare avanti, nelle forme più adatte ai tempi, i valori della nostra identita’, di cui la lingua abbiamo visto essere il cuore.

Se si perde la lingua ha concluso il presidente del Gremio, si perde irrimediabilmente identità, appartenenza e valori, quei valori che ci hanno lasciato “sosgiagios” (i nostri avi) e che dobbiamo conservare e trasmettere a “sosfizos” (ai figli).

 Come?Attraverso la ricerca e sperimentazione di modelli di comunicazione feconda, che possa accompagnare la convivenza di gruppi di diverse etnie, attraverso il confronto con altri gruppi e circoli di altri luoghi, per costruire modalita’ innovative di essere comunita’ospitali e accoglienti  Sfida  per vincere il pericolo dell’individualismo e della disappartenenza e   ricostruire identità, culturale , psichica, affettiva spirituale attraverso uno  Stare insieme, un  tottus in pare , solidale  , gioioso,  umanizzante.

                                                 ANTIGA LIMBA(Antonio Maria Masia)                                                                

 

A mie,
fizu e istranzu in log’anzenu,
de accunortu mi ses e de amparu,
antiga limba ‘e s’Isola nadia,
ca mi das ammentos mai drommidos
e memorias
chi non poto ismentigare,
ca mi pones in cara un’istinchidda
e mi torras pitzinnu a bidda mia,
cando abbemidu e cuntentu
chiscaia
dies benidoras
giaras e lughentes.
 
Tue,
cantaru mannu ses de poesia
incustu tribuladu mundu ‘e oe
ses dulche cantu e suave armonia,
e cun disizu ti carigno che fiore
cando in laras mi brottat calchi versu
de amargura ifustu e de amore.
Tando, a s’istante,
cun ojos ispamparriados de allegria,
luego m’allutto ‘e fogu, cun fieresa,
pro cussas bonas raighinas
chi m’hat dadu
sa tua  eterna galana gentilesa.
 
 

                                                   (antoniomariamasia).

Antica Lingua 

                                            (traduzione letterale)

 A me,                                                                            Tu,

figlio e ospite  in  terra straniera,                                    fontana grande sei di poesia          

di conforto mi sei e di riparo,                                          in questo tribolato mondo di oggi

antica lingua dell’Isola natia,                                         sei dolce canto e soave armonia,

perché mi dai ricordi mai sopiti                                      e con desiderio ti accarezzo come un fiore

e memorie                                                                        quando nelle labbra mi germoglia qualche verso

che non posso dimenticare,                                             di malinconia bagnato e d’amore.

perché mi poni nel viso una scintilla                               Allora, all’istante,

e mi riporti, ragazzo, al paese mio,                                  con occhi spalancati di allegria,

quando ansioso e contento                                               presto m’incendio di fuoco, con fierezza,

cercavo                                                                             per quelle buone radici

giorni futuri                                                                     che mi ha dato

chiari e luminosi.                                                             la tua eterna graziosa gentilezza.

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