O MIO BABBINO CARO: RAPPRESENTAZIONE TEEATRALE AL CIRCOLO “MONTANARU” DI UDINE


di Paolo Cerno

Per stare ad ammirare il sardo Fabio Aru che, in un tripudio di folla, tagliava vittorioso il traguardo sul Sestriere per la seconda volta in due giorni, io in grave ritardo sul orario d’inizio, arrancavo trafelato verso il Circolo dei Sardi” Montanaru” di Udine dove si teneva un concerto degli allievi del notissimo, per noi del circolo, Balzani prof. Domenico, pure lui sardo “doc” ed una “piece” teatral/musicale del rinomato Gruppodacamera ” Amaranta” di Salò.  Non ero il solo in ritardo, innanzi a me saliva le scale per nulla trafelata ma,fresca e Qimpante, l’assessore reg.le ai lavori pubblici del EV.G. Maria Grazia Santoro, amica di lunga data del Circolo fin dai tempi in-curera a-ssessore comunale di-Udine e èollega dell’attuale presidente del consiglio comunale e nostro socio, prof. Carmelo Spiga.  Mentre sfumavano le note del penultimo dei tredici pezzi in repertorio :”prendi per me sei libero” dall’Elisir d’amore di Donizetti ed il maestro Balzani chiudeva il concerto annunciando il “O mio babbino caro” dal Gianni Schicchi di Puccini, io per quegli scherzi della mente che spesso ti sorprendono con degli accostamenti inattesi, ho travisato il titolo del brano che tenero si dipanava, con un ” o mio nonnino caro” ispirato dalle due coccarde, una rosa ed una azzurra ,che pendevano allegre dallo stipite della porta del nostro presidente Domenico Mannoni, orgoglioso neo “nonnino” di due frugo letti. Mi si perdoni se approfitto di questo scarso e raffazzonato resoconto, impostato d’altronde in prima persona, per esternare anche le mie sincere felicitazioni al nostro presidente per il lieto, fausto evento.  Rapido cambio di sala, visti i tempi ristretti, con discesa nei locali seminterrati ove ci attendeva il gruppo, tutto al femminile, delle” Amaranta “. Rapido e conciso anche l’indirizzo di saluto dell’assessora Santoro, che si è scusata di non poter assistere al secondo tempo di quanto organizzato poiché attesa in città per un precedente impegno; si è tuttavia congratulata con il Circolo, per le sue sempre apprezzate attività e col maestro e gli allievi del Conservatorio per il poco che è riuscita a sentire ma che ascolta sempre volentieri, come quando ha modo d’ascoltarli abitando dalle parti delle aule di musica. .,  Buio in sala; lievi e soffuse le note de .. “Il Piave mormorava calmo e placido …. ” si sono levate dal pianoforte accarezzato da Marcella Mondanici che ci ha immersi nell’atmosfera tragico/gloriosa della 1′” guerra.  Per oltre un’ora, è stato tutto un susseguirsi di brani recitati e cantati dalle cinque bravissime attrici che ci hanno emotivamente coinvolti nelle vicende private di soldati e delle loro famiglie travolti, sempre con risvolti dolorosi, nella grande guerra.  Tanti gli applausi, sentiti e calorosi, che la “performance” delle Amaranta si sono meritate. La “location” del nostro Circolo non è certo delle più sfarzo se, ma l’affettuosa, sincera accoglienza, forse non si riscontra in ambienti più rinomati e le attrici lo hanno appieno captato ed apprezzato. Il ritardo d’inizio si è sommato all’ora, piacevolmente trascorsa, innanzi all’usuale tavolata sarda riccamente imbandita. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *