INCONTRO CON IL CINEMA SARDO A ROMA: L’EVENTO ORGANIZZATO DALL’ASSOCIAZIONE “IL GREMIO”

Alcuni dei cineasti presenti in sala. Da sinistra: VANNI FOIS ( attore), BONIFACIO ANGIUS (regista), ROBERTO CARTA ( regista), GIANNI CESARACCIO (regista) ANTONIO MARIA MASIA. Presidente de " Il Gremio"), ILARIA ONORATO ( attrice), FRANCA FARINA (dirigente de "Il Gremio" , Cineteca Nazionale), BRUNO CULEDDU, ALESSANDRO PALA ( attore), ALESSANDRA PERALTA (programmista e regista RAI), DANIELE MONACHELLA (attore), PIERO FANCELLU (Fonico), AMBROGIO NIEDDU (Montatore)

di Bruno Culeddu

Gran parata del Cinema Sardo ieri a Roma: in stretta sequenza sono stati proposti dieci film sardi alla presenza di  registi, attori e cineasti.

La manifestazione si è tenuta nel centralissimo Cinema Trevi a cura del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale con la collaborazione della FASI,  della Cineteca Sarda – Società Umanitaria e della Cineteca di Bologna.

L’evento, organizzato dal Circolo “Il Gremio” di Roma, dal suo presidente Antonio Maria Masia, coadiuvato dalla  preziosa Franca Farina, ben si inserisce nell’attività di promozione e di diffusione della cinematografia della Sardegna svolta dalla FASI attraverso la rete dei suoi 72 Circoli.

Questa missione è favorita da una generazione di nuovi registi che, pur con diverse declinazioni stilistiche e differenti intenti estetici, si esprimono con opere di sicuro valore.

La maratona si è aperta alle 16.30 con “Sa Gràscia” e si è chiusa alle 23.30 con “Perfidia”: entrambi film che rappresentano magnificamente  il livello artistico del nostro cinema.

Bonifacio Angius in sede di dibattito ha usato toccanti parole per presentare “Sa Gràscia”, opera prima  a cui è molto legato. La  storia, che trae origine dai racconti di un suo  antenato, si snoda in una Ploaghe antica, soleggiata  e magica. Il bambino,  in viaggio  per raggiungere la chiesa del santo  per una grazia ricevuta, incontra personaggi buffi, amabili e bizzarri che spariscono e ricompaiono in un mondo onirico in cui il bene e il male si mescolano con toni favolistici, grotteschi e surreali. Emblematico è l’incontro di Antoneddu con l’orchestra gitana. “Ho usato il grammelot” , ha detto Bonifacio rispondendo ad un quesito di  Antonio Maria Masia, perché non ho voluto rappresentare una Sardegna stereotipata e folkloristica ma un  non-luogo, un  aldilà, un altrove, insomma  una Sardegna come luogo universale di ogni uomo.

Dopo Bonifacio Angius,  la rassegna ha voluto rendere omaggio al regista Gianni Cesaraccio, autore di “Noi siamo il male”, un dramma dalle sfumature noir che vede come protagonista un giovane prete con dubbi di fede inviato in una remota chiesa di campagna.  Grazie all’aiuto della sorella sembrerà ritrovare la fede, ma le parole dette con troppa leggerezza a un uomo disperato lo condurranno ad un nuovo mondo di orrore. Interprete di eccezione è Antonello Grimaldi. La chiesa in questione è quella di Nostra Signora di Bonaria ad Osilo: ma anche in questo film la rappresentazione della Sardegna, pur di una abbacinante bellezza, rifugge da ogni folklore per essere  sede universale delle nostre angosce e inquietudini .

Dopo l’inquietante film di Cesaraccio sono stati proiettati i magnifici sette finalisti del Concorso “Visioni sarde” voluto dalla FASI per far conoscere e promuovere i nuovi talenti della Cinematografia sarda.

Accolti da calorosi applausi  sono stati proiettati, nell’ordine: “Come foglie … ” di Theo Putzu, “La storia di Spet” di Ugo Murgia, “SENZaria” di Massimo Loi e Gianluca Mangiasciutti, “La gita” di Giampiero Bazzu, “Sinuaria” di Roberto Carta, Grazie a te! ” di Jacopo Cullin e “Lost Citizens” di Sebastiana e Carla Etzo.

Particolarmente calorosa è stata l’accoglienza riservata dal pubblico a “Sinuaria” di Roberto Carta che racconta la storia di un parrucchiere detenuto  nel carcere dell’Asinara .

Il film già vincitore del premio Avisa 2013 promosso dall’Istituto superiore etnografico sardo e segnalato con menzione speciale al concorso “Visioni sarde” è entrato nella cinquina dei migliori cortometraggi selezionati per il David di Donatello, l’Oscar italiano.

Roberto Carta ha voluto ringraziare gli amici e parenti e tutte le persone straordinarie che hanno reso possibili le riprese all’Asinara,  isola sprovvista di tutti i beni primari,  dall’acqua  potabile  ai viveri e ad un bar.

Con emozione, Carta ha raccontato di aver preceduto di alcuni giorni le riprese, sempre all’Asinara, di “La stoffa dei sogni” del suo maestro  Gianfranco Cabiddu.

 Gianfranco Cabiddu, che ha voluto partecipare alla serata, ha quindi  parlato del suo ultimo film e dello straordinario successo riservato in questi giorni al suo  “Faber in Sardegna
 “La stoffa dei sogni“, che si avvale di un cast di primordine: Sergio RubiniEnnio FantastichiniGaia BellugiTeresa SaponangeloRenato CarpentieriFrancesco Di LevaCiro PetroneLuca De FilippoJacopo Cullin, Nicola Di PintoAnna Paglia,  è un film ormai terminato di cui si attende la distribuzione nelle sale.

“Faber in Sardegna“, dopo il successo ottenuto nella programmazione speciale del 27 e 28 maggio scorso, torna in programmazione ordinaria nelle sale italiane a partire da giovedì 4 giugno. Il film concerto, tributo a uno dei più grandi cantautori italiani, è un’opera a duplice impianto che unisce armoniosamente, in due ore di musica indimenticabile, il racconto del rapporto tra Fabrizio De André e un luogo speciale come l’Agnata, con l’ultimo memorabile concerto del cantautore genovese, ripreso dal vivo al Teatro Brancaccio di Roma nel 1998.

L’incontro con i registi presenti in sala è stato completato dagli interventi via skype di Sebatiana Etzo da Londra e di Nevina Satta da Cagliari.

Sebastiana Etzo, regista con la sorella Carla di “Lost citizens“, film  vincitore ex aequo di “Visioni Sarde” ha risposto con grande disponibilità alle domande avanzate da Antonio Maria Masia e dalla programmista e regista RAI Alessandra Peralta.

Lost Citizens” è un’opera incentrata sul più grave problema che attanaglia l’Isola: la crisi del lavoro, il dramma della disoccupazione e del precariato, l’inevitabile  conflitto generazionale. La realizzazione del film è stata resa possibile da una riuscita campagna di crowdfunding organizzata su una piattaforma on line specializzata.

Nevina Satta, ha brevemente illustrato funzioni e compiti della Fondazione Sardegna Film Commission  di cui è Direttrice. Invitata da Alessandra Peralta ha quindi parlato delle linee guida per la produzione dei film sostenibili.

La Sardegna è la  prima regione italiana pioniera dei Green Protocols, ha assicurato Nevina Satta, e insieme all’Italian Film Commissions (IFC),  da oltre un anno, promuove l’attenzione internazionale sulla sostenibilità dei set cinematografici e propone nuove strategie di formazione dei professionisti dell’audiovisivo, con specifiche azioni di promozione e scambio tra i produttori europei e le Film Commissions Internazionali.

 Si tratta, in particolare, del progetto Heroes 20.20.20 che, grazie alla  promozione delle pratiche green, rafforza il rapporto tra industria audiovisiva e risparmio energetico, promuovendo azioni sostenibili a livello europeo e regionale.

Nel rispondere ad una specifica richiesta avanzata da Bonifacio Angius, Nevina Satta ha  voluto anticipare  che i nuovi bandi saranno emanati  al più presto.

 Antonio Maria Masia, ha infine chiuso la straordinaria giornata dedicata al Cinema sardo segnalando ad un pubblico che, attento e partecipe, è rimasto incollato alle poltrone per oltre sette ore, le prossime iniziative messe in programma da “Il Gremio”. 

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