LE PIANTE OFFICINALI DALL'ANTICA SARDEGNA: LA FORZA DELLA LAVANDA


di Serena Guidoni

Tra le piante del bacino del Mediterraneo, appartenenti alla famiglia della Labiatae, la lavandula, comunemente denominata lavanda, è una delle più diffuse. Lavandula angustifolia (officinalis),Lavandula latifoliaLavandula spicaLavandula hybrida burnamii (lavandino) sono le principali specie, delle quali la prima fornisce l’essenza più pregiata, oltre ad essere l’unica di uso officinale. 

Per creare i diversi prodotti si utilizzano la droga, costituita dalle infiorescenze raccolte appena prima che il fiore sbocci, e l’essenza. La dottoressa Giacomina Cocco, specialista presso Iliana (azienda di Bio-ecocosmesi dove tutti gli estratti vegetali provengono, dove possibile, da agricoltura biologica), ci spiega le innumerevoli proprietà e utilizzi di questa erba che in Sardegna ha il suo habitat naturale.

«La lavanda consta diverse proprietà e i benefici che si traggono dall’utilizzo, estrazione o elaborazione di questa incredibile pianta, sono numerosissimi. Sotto forma di creme, unguenti, olii e prodotti officinali, è indicata per diverse problematiche. Ad esempio costituisce un ottimo antinfiammatorio, decongestionante, analgesico, e cicatrizzante. Agevola il rilassamento, sia a livello muscolare come nel caso di sciatalgie, che a livello psicofisico qualora ci concedessimo un bagno aromatico, da preparare disciogliendo qualche goccia dell’olio essenziale nell’acqua. Fra le indicazioni terapeutiche principali – prosegue –  la lavanda può essere utilizzata per la cura di affezioni cutanee (acne, ferite, piccole ustioni, arrossamenti, micosi, forfora, punture di insetto, piccole chiazze di psoriasi), essendo indicata per tutti i tipi di pelle. Una particolarità di questa pianta riguarda il suo impiego nell’aromaterapia: agisce, infatti, oltremodo sul nervosismo, i disturbi del sonno e lo stress. La lavanda, inoltre, è un ottimo decongestionante contro i raffreddori e l’influenza».

Nel periodo della fioritura il paesaggio della Sardegna viene “inghiottito” dalle distese di lavanda che crescono spontaneamente, dallo splendido colore caratteristico fra l’azzurrino e il lilla e dall’inconfondibile e inebriante profumo: «La Lavandula sthoechas – continua la dottoressa Cocco – è presente in vaste zone della Sardegna. Secondo la tradizione erboristica sarda ha proprietà emostatiche e diuretiche, per le quali viene utilizzata, sin dalle origini, specialmente sotto forma di infusi. In Sardegna, inoltre, la lavanda viene impiegata come pianta mellifera (che fornisce nettare alle api) poiché se ne trae un ottimo miele per la tosse».

Se si pensa all’origine del nome di questa pianta (lavanda, da lavare, ovvero detergere il corpo), non si può che considerarla un indispensabile prodotto per la cura di se stessi. L’olio essenziale ricavato dalla pianta, infatti, può essere utilizzato per produrre diversi estratti e prodotti cosmetici naturali come il sapone, il bagno aromatico e il latte detergente, ma uno degli usi più frequenti è la sua declinazione come essenza per ambiente. Nel caso vi capitasse di fare una gita in campagna durante il periodo primaverile, non esitate a raccogliere qualche fiore: una volta essiccati mantengono a lungo ed intatta la loro fragranza, e se inseriti in sacchetti, appositamente confezionati e riposti nei vostri armadi e cassetti, ogni volta che li aprirete vi sembrerà di essere immersi nella natura dalla quale li avete raccolti.

*LaDonnaSarda

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