I GIOVANI LAUREATI SARDI ATTRATTI DALLA CAMPAGNA: IN TRE ANNI IN SARDEGNA SONO QUASI RADDOPPIATE LE AZIENDE INCENTRATE SULL’AGRICOLTURA

immagine di Giovanni Angeli

Col lavoro ‘tradizionale’ che è sempre più un miraggio, i giovani che non vogliono ancora gettare la spugna e emigrare in chissà quale spicchio del mondo, si rimboccano le maniche e vanno per campi. Volontà di lavorare, certo, ma se si possono far fruttare determinate competenze tutto è più facile. In tanti casi, infatti, questa o quella laurea universitaria si rivela utile per portare nelle campagne il bagaglio di conoscenze acquisite tra le aule universitarie. Tra il 2012 e il 2014 sono quasi raddoppiate le realtà imprenditoriali agricole gestite da chi non ha ancora trent’anni. Quattrocentosettanta quelle censite e riconosciute ufficialmente, sparse dal nord al sud dell’Isola. Insomma, il trend nazionale – con 60mila nuove aziende condotte da ragazzi e ragazze nati non prima degli anni ’80 – viene rispettato in pieno anche in Sardegna. I dati arrivano dalla Coldiretti regionale: “Il ritorno alla terra è reale, è cambiato il modo di approcciarsi da parte dei giovani, oggi scelgono di avviare un’impresa agricola in modo consapevole e non perchè spinti dall’urgenza di trovare un lavoro”, osserva Battista Cualbu, presidente della Coldiretti sarda. “Molti di loro sono laureati o diplomati, e portano nel mondo agricolo la loro innovazione e creatività”. Dopo le osservazioni dell’Unione europea “in Regione si sta operando per la stesura definitiva della Pac. Sono previsti per i giovani diverse misure come quella sul primo insediamento ed il pacchetto giovani – si tratta del sostegno agli investimenti nelle aziende agricole – ma si sta pensando anche ad aiuti per l’acquisto delle terre pubbliche abbandonate e la maggiorazione dei valori dei titoli”. E al momento ballano “50 milioni di euro, per un premio a domanda di 50 mila euro. Che, in teoria, dovrebbero sostenere l’avvio di mille nuove imprese in sei anni”. “Il primo insediamento”, aggiunge il direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba, “deve essere concretamente uno strumento che contribuisce ad avviare le startup e non i furbi che non conoscono i sacrifici del sudare quotidiano in campagna. Per questo si sta prevedendo la liquidazione del premio in due trance, con la seconda solo dopo aver raggiunto gli obiettivi del business plan”.

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