LA MANIFESTAZIONE CONTRO LA COSTRUZIONE DI UN TERZO INCENERITORE A TOSSILO


di Fabio Forma

Sono tornato qualche minuto fa dalla manifestazione contro la costruzione di un terzo inceneritore a Tossilo. Le cose da dire sono tante e cercherò di sintetizzarle. Ieri il consiglio regionale presieduto da Pigliaru si è riunito ed ha deliberato in favore dell’avvio lavori (40 milioni di euro) per la costruzione di un terzo forno di incenerimento. Evidentemente l’inquinamento relativo alle polveri sottili emesse nell’atmosfera aumenterebbe (+ 13%) rispetto alla situazione attuale. Ho apprezzato molto la presenza di due politici di Borore (Daniela Forma, consigliere regionale, e Michele Piras, deputato). Avrei gradito un intervento di Daniela, ma la sua presenza già manifesta la sua volontà di rappresentare il territorio che l’ha eletta come rappresentante. Ho gradito molto l’intervento di Michele, che è tornato da Roma apposta ed ha già detto a chiare lettere cosa pensi di questa porcata istituzionale. Pigliaru ha dimostrato di essersi dimenticato di un passaggio fondamentale: l’interpellanza popolare per decisioni che riguardano la salute del cittadino. Per quanto riguarda la politica macomerese, il suo rappresentante in regione, che avrebbe molta voce in capitolo, ha preferito disertare, dimenticandosi del suo territorio. Avrei gradito un suo intervento, argomentando il perché sia contrario o favorevole al nuovo inceneritore, ed eventualmente rassicurando l’elettorato riguardo il fatto che l’impennata nel numero di casi di tumore a Macomer e Borore non abbia a che fare con la presenza sul territorio di questa azienda. Detto questo, quel che mi fa arrabbiare di più è il menefreghismo della popolazione. Quattrocento persone sono troppo poche per manifestare contro un inceneritore che inquina la nostra aria. Oltre metà di queste hanno partecipato per solidarietà e provenivano da Villacidro, Siniscola, Nuoro e Porto Torres. Personalmente sono stato due anni fa al sit-in organizzato ad Arborea contro il progetto Eleonora. Sono andato per ascoltare, non schierandomi a favore o contro, ma una cosa era palese: la popolazione di Arborea si è schierata contro, dimostrando un’unità a noi del tutto sconosciuta. Sono riusciti a bloccare un progetto già avviato, portato avanti da regione e Saras, amministrata dai Moratti, una delle famiglie più potenti a livello nazionale. Riusciremo noi a bloccare la costruzione di questo terzo inceneritore? Non lo so, fino a stamane ero fiducioso, ora molto meno. Finché penseremo solo al nostro orticello, finché ci indigneremo solo dietro una tastiera, finché ci saranno complottisti che si arrovellano per le scie chimiche, per i rettiliani o gli esperimenti nell’Area 51, ma poi quando gli si costruisce un inceneritore a quattro chilometri se ne stanno a casa, finché ci saranno interessi clientelari, di pochi, perché trenta posti di lavoro in più vanno bene, poco male se nel frattempo viene avvelenata una popolazione di ventimila persone, finché questo vento continuerà a soffiare prevalentemente da nord verso sud, quindi verso Borore (ma al vento non è che si possa fare una colpa), finché sedicenti amministratori continueranno a fare i loro affari, sistemando su una bella poltrona il trombato di turno, e trenta amici che gli porteranno trecento voti alle prossime elezioni…Beh, finché continueremo a chiudere gli occhi, la bocca ed anche il naso, allora avremo quel che meritiamo. Non occupazione ecosostenibile e duratura, ma un terzo, inutile inceneritore.

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