“IO, FEDERICO PERNA”, IL NUOVO LIBRO DI PAOLO MONTALDO

Paolo Montaldo

di Carmen Salis

Un libro, l’ultimo lavoro di Paolo Montaldo che oltre a toccare il cuore costringe alla riflessione. Montaldo ha raccontato, sotto forma di diario, la sofferenza e il dolore di Federico Perna, 34enne di Pomezia tossicodipendente fin da quando ne aveva 14. Federico viene arrestato e condannato a nove anni per reati commessi con la droga: malato di cirrosi epatica, con  problemi di coagulazione del sangue e disturbi psichici, rimbalzato nelle carceri di mezza Italia, da Velletri a Cassino, Viterbo, Secondigliano, Benevento, fino a Poggioreale dove è morto l’otto novembre del 2013. Ufficialmente il decesso è stato causato da patologie cardiache  e sono da  escludersi lesioni riconducibili a violenze, ma i legali e la madre  stanno conducendo una battaglia per dimostrare il contrario.

Paolo, un libro che a differenza delle altre tue opere ti ha coinvolto emotivamente. Questo è stato il libro che non avrei mai voluto scrivere ma che… ho dovuto scrivere. Non lo avrei mai voluto scrivere perché è una storia vera in cui si parla della morte di una persona, di un ragazzo come posso essere io. Ma ho dovuto scriverlo perché non mi è stato possibile lasciare che una madre, come può essere la mia, venisse oltraggiata in quella maniera.

Il libro è stato presentato sia a Capoterra, il paese in cui risiedi ,che a Roma, città di Federico, ma si prospetta un lungo tour per questa storia.  Sì, ci saranno altre presentazioni a Cagliari sabato 28 febbraio, Villa San Pietro, Avellino, Salerno e Napoli, oltre che una nuovamente a Roma e dovunque si voglia sentire una… storia vera.

Cosa ti ha convinto ad ascoltare e raccontare una storia così dura e dolorosa? Il fatto che io sia un vero e proprio cumulo di difetti, uno più grande dell’altro ma fra tutti i difetti che appunto ho, non vi è l’ingiustizia. E di fronte ad una tanto lapalissiana ingiustizia come quella subita da Federico Perna, mi è stato impossibile, per quel che valgono le mie parole, stare zitto. 

Federico Perna si racconta attraverso le tue parole. Inizialmente, quando mi son deciso a raccontare questa storia tanto dolorosa, non aveva idea di come scriverla. E la mia mente limitata mi ha suggerito l’unica cosa buona che mi sia venuta in mente, ovvero il raccontarla in prima persona, come se fosse Federico stesso a parlare. Come se fosse Federico stesso a raccontare con i suoi occhi e con le sue parole quello che ha patito. È stato… l’unico modo in cui avrei mai potuto compiere un lavoro del genere.

Una madre che chiede giustizia, un libro che aiuterà a portare giustizia? Onestamente non lo so. Non penso che questo libro posso avere tanta forza. Però so una cosa: questo libro porterà verità. Questo libro porterà riflessioni. Questo libro porterà pensieri e giudizi e commenti. E più verrà letto più la madre di Federico non si sentirà mai sola nella lotta che sta combattendo.

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