UN’AVE MARIA IN SARDO CHE DA LOURDES ARRIVA SINO AL SANTO PADRE: MARIA GIOVANNA CHERCHI, LA REGINA DI CUORI

Maria Giovanna Cherchi

di Maria Patrizia Floris

Maria Giovanna Cherchi una luce artistica che brilla in Sardegna e conquista grandi cuori. Una tra le realtà musicali sarde più  importanti,  la vede al fianco di artisti come  Antonella Ruggero, Mango, Marras e altri… fino ad emozionarci tutti  con l’ Ave Maria in sardo prima a Lourdes e poi davanti a Papa Francesco.  Un’esperienza unica che Maria Giovanna descrive così: ”l’aria freschissima di Lourdes, a raffreddarmi la faccia e il calore di tanti sardi presenti a riscaldarmi il cuore, mi hanno sostenuto e cantato con me, io nell’angolo della grotta senza microfono ho chiuso gli occhi e ho pregato con Deus ti salvet Maria, da pellegrina, come fanno tutti a Lourdes, ho goduto dell’abbraccio materno della Mamma del Cielo, sentito ancora di essere amata, fortunata, responsabile di un dono ricevuto da usare nel migliore dei modi per il bene”.

Maria Giovanna, tu e la musica come è iniziato questa passione? Da sempre ho intonato note musicali, già da piccolissima, ereditando la stessa voce di mio padre Pietrino e la sua passione per la musica. Cantavo di tutto, le sigle dei cartoni, i brani alla radio e dischi che avevamo a casa, tutti i generi, soprattutto la musica della Sardegna che mi ha conquistato attraverso la voce di Anna Maria Puggioni ( la mia Preferita da bambina) e di tutti i grandi interpreti del canto popolare, I cantadores, i poeti estemporanei, Maria Carta, Piero Marras. La prima volta in tv fu a Macomer, Azzurra Televisione, 7 anni, cantai in sardo e da allora non mi sono mai fermata.

Lavorare con Piero Marras cosa rappresenta per te? Il primo disco che mio padre mi regalò fu Abbardente e poi Funtana Frisca di Piero Marras, conoscevo tutta la sua discografia e adoravo quei suoni, quando ebbi la possibilità di conoscerlo e lavorare con lui in studio fu veramente come realizzare un sogno, ho impara rato molto, sentire la sua voce al mio fianco una grande soddisfazione. Credo che Unu Frore che a tie ( il primo brano che ha scritto per me) resti ancora il più bello della mia carriera fino ad ora.

Hai avuto modo i partecipare a diverse trasmissioni e di lavorare con cantanti famosi. A quale esperienza sei più legata? E’ stato bello condivide il canto con Elio, Antonella Ruggero, ma devo ringraziare tutti gli artisti sardi che hanno collaborato con me, nella nostra isola c’è tanta gente che fa questo lavoro in modo serio e fuori dalla Sardegna ci rispettano, ho avuto modo da poco di collaborare con La Sony e mi hanno fatto i complimenti per le nostre produzioni. Lavorare con Gino Marielli ad esempio per me è sempre molto produttivo,  sa leggere nei miei desideri di interprete e da vita alle mie canzoni.

Con chi ti piacerebbe duettare? Ho avuto il piacere di lavorare con Mango, 3 anni fà mi chiamarono per aprire il suo concerto il 1 Gennaio a Sant’ Teodoro, lo incontrai in camerino, ci presentammo e io gli espressi il desiderio di unire le nostre voci. Con grande passione lui mi raccontò della sua passione per la Sardegna e soprattutto per la nostra canzone d’amore. Da quel giorno ci sentimmo spesso per parlare di musica ed per condividere esperienze e emozioni, io ero innamorata della sua voce da sempre e lui aveva scoperto e amato la mia.  Quando mi propose  un arrangiamento di No potho reposare, da prima fui un po’ scettica, (non è mai facile per noi sardi concedere a chi non lo è di rivestire di nuovi suoni i nostri classici), ma appena ascoltai il suo provino   ne fui subito conquistata. Ho pensato, al primo ascolto, che si trattava di una nuova fioritura, una nuova vita, stranamente coinvolgente, una potenza: solo un grande talento come Pino poteva dare a questo brano una veste cosi radiofonicamente giovane, fresca. Mi recai a Lagonegro a casa sua spesso, dove abbiamo lavorato in studio braccio a braccio con i musicisti, notte e giorno,cantato e ricantato perché fosse perfetta nell’esecuzione. Pino era un perfezionista, il duetto non doveva essere solo l’abbraccio di due voci, ma una strada in salita che arriva fino alla vetta da dove si ammira un panorama mozzafiato. Punto di partenza fisso: doveva restare l’inno che tutti conosco e amano ma le note la dovevano fare vibrare…. ancora . Ho provato una grande emozione nel cantarla con questo arrangiamento, bella come sempre, rispettata nella sua essenza ma ora più appassionata e appassionante. Tutti coloro che ci sentivano cantare in prova si emozionavano, piangevano, alla Sony a Milano tutti si alzarono in piedi per applaudire, nota dopo nota, ci siamo convinti che doveva stare dentro quel disco dedicato alla canzoni d’amore che Mango aveva in mente da sempre,  che era degna di un disco pubblicato dalla Sony e destinato a chi ama e conosce il talento di un vero artista, un vero cantante. Niente è stato lasciato al caso, la qualità raggiunta mi ha dato serenità….tre anni per aspettarla, per riascoltarla senza farla sentire a nessuno come un bellissimo segreto. Poi finalmente a fine Maggio la presentazione ufficiale a Milano, le radio che la trasmetto e la presentazione qui in Sardegna con tantissimi fan, in una settimana era già tra i dischi più venduti e più scaricati. Sono veramente soddisfatta, i nostri canti vivono nel tempo solo perché c’è qualcuno che li canta, penso che dare nuova vita alle canzoni sia possibile e stimolante. L’approccio deve essere serio e qualificato, non avrei mai permesso che venisse snaturata e Mango ha concentrato in questo brano tutte le sue energie, tutto il suo talento perché era veramente innamorato dell’amore che in questo testo è contenuto. Io ho usato la mia voce per intonarla con tutta la passione possibile, come ho sempre fatto,in studio la intonavo con fierezza, mi sentivo fortissima perché tutto quello che No potho reposare è per i sardi, tutti dovevano percepirlo.

Nel 2007 hai interpretato l’Ave Maria in sardo nella grotta di Lourdes che emozioni hai provato? Quasi difficile descrivere questo momento, la mattina prestissimo sono arrivata in Grotta, davanti a me centinaia di pellegrini che aspettavano la Messa, l’aria freschissima di Lourdes, a raffreddarmi la faccia e il calore di tanti sardi presenti a riscaldarmi il cuore, mi hanno sostenuto e cantato con me, io nell’angolo della grotta senza microfono ho chiuso gli occhi e ho pregato con Deus ti salvet Maria, da pellegrina, come fanno tutti a Lourdes, ho goduto dell’abbraccio materno della Mamma del Cielo, sentito ancora di essere amata, fortunata, responsabile di un dono ricevuto da usare nel migliore dei modi per il bene.

Sei stata scelta per cantare anche davanti al Papa il 7 Settembre. Raccontaci questa esperienza… Tante volte avevo intonato quel canto, non vado mai via da una piazza senza cantarla, ma quando mi hanno detto che dovevo intonarla per il Santo Padre ho avuto un sussulto, avevo paura di sbagliare le parola, che il microfono non funzionasse, di non essere all’ altezza…, la paura ha lasciato il posto alla concentrazione e alla gioia di poterlo avere cosi vicino e poterlo salutare. Lo scorso settembre poi la gioia di cantare per Papa Francesco in Seminario a Cagliari, lui davanti a me con gli occhi chiusi che godeva della nostra preghiera in sardo, ho pensato: è veramente una lingua unica che conquista cuori grandi.

Come è cambiato il tuo percorso artistico in questi anni? Ho ora più consapevolezza del mio dono ma sento più responsabilità, sò che non posso permettermi di fare cose affrettate, voglio che tutto sia fatto nel rispetto delle nostre tradizioni ma con l’intento di non fossilizzarsi, scelgo con accuratezza i brani e gli arrangiamenti, per rispetto di chi mi ha dato fiducia e mi segue. Il pubblico dell’’isola è esigente e  mi piace distinguermi con discrezione. Voglio portare in giro una immagine della Sardegna elegante.

A cosa hai dovuto rinunciare per il canto? Forse a qualche serata con gli amici e a qualche momento intimo con la persona che amo ma ogni giorno ringrazio per l’affetto della gente e mi sento privilegiata, tanto amata.

Un consiglio per chi vuole diventare una cantante? Gavetta, umiltà, fiducia.

2 risposte a “UN’AVE MARIA IN SARDO CHE DA LOURDES ARRIVA SINO AL SANTO PADRE: MARIA GIOVANNA CHERCHI, LA REGINA DI CUORI”

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