PRESENTATO A PESARO A CURA DELL’ASSOCIAZIONE “ELEONORA D’ARBOREA” IL LIBRO “LA GHIANDA E’ UNA CILIEGIA” DI GIACOMO MAMELI


di Luigi Lilliu

Il giorno 20 febbraio 2015, l’Associazione Culturale Sarda “Eleonora d’Arborea” di Pesaro ha presentato il libro “La ghianda è una ciliegia” di Giacomo Mameli,  edito dalla CUEC (Cooperativa Universitaria Editrice  Cagliaritana), nel Salone nobile di Palazzo Gradari, assiepato da autorità, personalità della cultura, arte e professioni e naturalmente dal pubblico. E’ stato un successo strepitoso.

Com’è noto ai tantissimi lettori, il libro – mirabilmente scritto – racconta frammenti di storia della terribile e unica storia riguardante la seconda guerra mondiale, che ha causato distruzione e sofferenze indicibili con lutti, disperazione,  privazioni e fame, testimoniati da undici  reduci  di Perdasdefogu (concittadini dell’autore) che combatterono in Africa e nell’Europa orientale, miracolosamente sopravvissuti al sanguinoso fronte del Don ed ai campi di concentramento nazisti.

Correlate ai terribili fatti bellici, sebbene lontano dai teatri di guerra, ci sono anche storie al femminile contrassegnate da miseria e umiliazioni subite  in Perdasdefogu da quattro donne discriminate dalla società dell’epoca ma al tempo stesso protagoniste in positivo.  Per tutti, la fame era implacabile e faceva desiderare le ghiande come fossero ciliegie.

Una microstoria certificata dall’autenticità delle fonti e quindi di notevole importanza per l’interpretazione dei fatti storici generali cui essa appartiene, dei quali i nostri umili protagonisti ignoravano motivazioni politiche, strategia e dinamiche operative.  Aiutati dal destino più che dagli uomini che ne avevano la responsabilità, hanno avuto la fortuna di tornare a casa e reintegrarsi nei loro affetti e attività, arricchiti di esperienza e narratori orali di ciò che diversamente non avremmo potuto mai sapere nè immaginare.

Dopo una breve introduzione del Presidente dell’Associazione ed il saluto sia del Sindaco che del Prefetto di Pesaro e Urbino, l’opera – marcatamente sarda – è stata presentata dal Senatore Luigi Enrico Zanda, Presidente del Gruppo PD al Senato. Invitato in quanto sardo e socio sostenitore dell’Associazione Eleonora d’Arborea, egli  ha fornito un’analisi di grande spessore storico, umano e culturale, facendo precisi riferimenti agli orrori del passato, che nonostante il monito di cui essi sono capaci, riaffiorano in vari modi e crudeli realtà, minacciosi della pace.

Del libro hanno altresì parlato l’autore e, con acume, il giornalista de “il Resto del Carlino” Franco Bertini, che di par suo ha intervistato Giacomo Mameli, che ha anche letto significativi e toccanti brani del volume.

L’evento, malgrado analoghe e contemporanee iniziative cittadine assai importanti, è stato  partecipato con viva soddisfazione degli astanti, molti dei quali interessati anche a conoscere  Giacomo Mameli, che nella vicina Urbino si è laureato in sociologia ed ha conseguito il titolo di giornalista professionista, per cogliere gli aspetti più salienti dell’opera, autografata, a fine cerimonia, ai numerosi lettori.  

Si è trattato di una giornata speciale per Mameli, per la città di Pesaro e soprattutto per la cultura sarda di qualità, che nell’olimpo del sapere interagisce con altre culture di respiro nazionale e internazionale.

In circostanze come questa l’orgoglio dei sardi cosiddetti di fuori (definizione corrente che a me non piace perché ritengo che ovunque ci si trovi si è sardi e basta) è ovviamente tanta e contribuisce ad accrescere lo spirito di appartenenza che da senso alle radici.

La serata non poteva che concludersi con una cena sociale alla sarda nell’accogliente Ristorante “Il Portico” della nostra cara socia Gonaria Puggioni, preparata e servita con particolare cura e professionalità dalla stessa Gonaria, dal marito Pasquale e dalla deliziosa figlia Sara.

La calda atmosfera e la squisitezza delle pietanze, degne delle migliori specialità culinarie sarde (malloreddus, ravioli, porcetto e pardulas), hanno esaltato la tradizione che Gonaria e famiglia rispettano e riproducono in terra marchigiana, riscuotendo l’apprezzamento generale  dei commensali anche meno esperti di cultura gastronomica. Complimenti a Gonaria e famiglia.   

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