LA MEGLIO GIOVENTU’: INTERVISTA AD ALEXANDRA PORCU, PRESIDENTE DEL CIRCOLO SARDO DI BERLINO

Alexandra Porcu

di Alessandra Guigoni

Alexandra è una giovane volitiva, chi bazzica nel mondo dei circoli dei Sardi in giro per il mondo conosce il suo nome; abbiamo deciso di intervistarla perché rappresenta a nostro giudizio “la meglio gioventù” europea, una gioventù multiculturale, dinamica e capace di pensare in grande lavorando con passione e dedizione.

Alexandra mi racconti la tua bio in poche righe? Io sono nata in Germania 1978, vivo a Berlino. Mio padre è tedesco e mia madre è sarda. Ho preso il cognome di mia madre, cosa non rara in Germania. Non ho mai vissuto in Sardegna, ci sono andata solo per le vacanze.

Sei la presidentessa del Sardisches Kulturzentrum di Berlino, giusto? Che cos’è e che attività svolgete? Sì, sono la presidente del Circolo Sardo di Berlino. Il Circolo Sardo di Berlino è uno dei 12 circoli sardi in Germania e fa parte della Federazione dei Circoli Sardi in Germania. In tutto il mondo esistono oltre 100 Circoli, in Canada, Sudamerica, Australia, Europa eccetera. I Circoli sono delle associazioni che sono nate come posti e sedi di aggregamento dei lavoratori sardi. Oggigiorno però svolgono anche la funzione di essere delle piccole ambasciate per aiutare nuovi emigrati e per promuovere la Sardegna. La Regione Autonoma della Sardegna dà, tramite l’Assessorato al lavoro, un contributo a tutti i circoli riconosciuti.

Cosa occorre perché un circolo sia riconosciuto? Un circolo per essere riconosciuto deve fare almeno 3 anni di attività e avere più di cento iscritti sardi. I presidenti possono essere anche sposati con Sardi o figli di emigrati sardi, come nel mio caso.

Parlami del tuo circolo! Il nostro circolo è molto giovane, fondato nel 1999. Si distingue dagli altri circoli anche per via della città di Berlino: una metropoli che non dorme mai e dove la gente è in continuo movimento. Proprio per questo ci siamo adattati ai ritmi e agli interessi dei Berlinesi o dei Sardi che vanno a Berlino. Cerchiamo di fare meno folklorismo, piuttosto di promuovere l’arte sarda moderna. Prevalentemente offriamo letture in italiano e sardo, concerti di musica moderna, conferenze sull’ambiente, cinema e mostre d’arte di fotografia, pittura eccetera e certamente la maggior parte delle serate sono spesso accompagnate di rinfreschi di tipici prodotti sardi.

Gli emigrati sardi in Germania sono molti, che tipo di vita fanno, sono integrati, esiste una rete dei circoli dei Sardi all’estero e in modo particolare in Germania? Sì, i sardi in Germania sono tanti. Specialmente nelle zone dove esistevano industrie e fabbriche. Un grande numero risiede a Wolfsburg, dove c’è la Volkswagen, ma anche nelle miniere della Ruhr-Gebiet e nel sud della Germania: Stoccarda, Monaco, Norimberga ecc. La vita dei primi emigrati nelle altre zone della Germania era un po’ diversa dalla realtà berlinese. Di solito lavoravano nelle fabbriche o facevano i manovali, ma si distinguevano anche già nella ristorazione. Di solito l’emigrato medio negli anni ’50 e ’70 era un uomo, età media 20 anni, poco istruito, che arrivava tramite un parente o amico, cioè possiamo anche parlare di “chain-migration” o emigrazione a catena. Di solito questi Sardi si sono sposati con donne tedesche e hanno messo su famiglia, sebbene una gran parte di loro non parlasse bene il tedesco. Spesso e volentieri invece le mogli parlano un ottimo italiano. A volte questi emigrati vivevano in paesi fuori delle grandi città e lì per sentirsi un pochino più a casa hanno fondato i circoli. In fondo erano dei bar, dove si giocava carte e si parlava o guardava la televisione e via discorrendo;  in tanti circoli si fa ancora, ma oggigiorno si fa molto di più.Ormai i circoli fanno parte della società e organizzano anche serate per condividere la nostra cultura con i Tedeschi.

Prima mi ha tracciato il profilo dell’emigrato sardo degli anni ’50… come sono i figli di questi emigrati? I figli degli emigrati di solito sono perfettamente bilingui o trilingui. Tedesco/italiano, tedesco/sardo, tedesco/italiano/sardo e la maggior parte di loro ha fatto la scuola in Germania, ha gli amici qui e va in vacanza in Sardegna per vedere i nonni e i parenti insomma. Di solito svolgono dei lavori più “prestigiosi”, nel senso di non manuali. Spesso sono laureati. A Berlino la situazione degli emigrati era un pochino diversa… gli emigrati lavoravano prevalentemente nella ristorazione e sono venuti in Germania negli anni Ottanta… conosco pochi sardi che c’erano prima di quell’epoca. Pensa che solo a Berlino ci sono 35 ristoranti sardi!  Offrono prevalentemente cibi e ricette sardi. Spesso e volentieri i loro figli lavorano nei ristoranti dei genitori, ma non tutti, anche qui tanti si sono laureati e integrati nella società locale. Credo che però a Berlino mentre siamo appena alla “seconda generazione” di Sardi, nelle altre città, di cui ti parlavo prima, sono già alla terza generazione. Cioè i primi emigrati sono già nonni… ovviamente sto parlando di una media, le eccezioni ci sono sempre e l’emigrazione verso la Germania sta continuando. A Berlino ormai i “nuovi Sardi” non lavorano solo nella ristorazione, ma fanno anche altro. Vengono per studiare, per imparare il tedesco. Abbiamo anche tanti artisti perché Berlino ora forse è una delle città più artistiche per quanto riguarda l’arte contemporanea, vengono qui per arricchire il proprio bagaglio culturale. Io però personalmente sono molto legata alla ristorazione. I miei genitori sono entrambi cuochi e ho finanziato i miei studi da sola, facendo la cameriera. Un mestiere che mi è sempre molto piaciuto. Perché mi piace il contatto con la gente e il servizio, sei tutto il tempo in movimento e mangi sempre bene e poi si guadagna molto bene per via delle mance. Addirittura guadagnavo quasi il doppio facendo la cameriera di quello che guadagnavo in una ditta col ruolo di assistente manager e di quello che prendevo per insegnare lingue. A volte se mi prende o se mi voglio guadagnare una vacanza faccio ancora un paio di turni al ristorante e mi diverto tantissimo. Tante persone non lo capiscono, ma io sono cresciuta così e per me è un lavoro dignitoso e pulito.

Tu e il cibo: mangi sardo, italiano o tedesco? Io mangio di tutto! Noi qui non abbiamo degli orari fissi di mangiare… si mangia quando si vuole, anche nella metropolitana, degli snack o un kebab veloce. Adoro ogni tipo di cucina. Mi piace il piccante e le salsine. Nei gusti sono un pochino tedesca e infatti i Sardi mi guardano spesso un pochino male, se vedono che aggiungo dappertutto roba come ketchup, mayonnaise o peperoncino. Non ci posso fare niente! La cucina tedesca a Berlino non è molto avanzata secondo me; ovviamente ci sono degli ottimi ristoranti tedeschi dove fanno carne e pesce, insalate e patate ecc. ma la “tipica” cucina tedesca, tipo maiale, crauti e knödel, è roba che mangiamo prevalentemente a Natale o che mangiano nella Germania meridionale. Essendo la Germania un paese con una forte immigrazione, troviamo anche ristoranti cinesi, indiani, turchi, vietnamiti, greci, italiani eccetera. Io mangio tutto, mangio anche tanto pesce e tanta insalata… adoro anche il sushi tra l’altro.  

Quali sono i tuoi comfort food, quelli che ti ricordano l’Isola e leniscono la nostalgia? Sinceramente sono più le bevande che mi ricordano alla Sardegna… vini, la vernaccia e il mirto. Della cucina sarda adoro quasi tutto… ovviamente il porcetto e ogni altro tipo di carne mi piacciono… in Germania ne mangio poca sinceramente. A Berlino vado spesso nei ristoranti sardi, ce ne sono tanti e ovviamente conosco tutti i proprietari. La maggior parte di loro fanno culurgionis e gnocchetti alla campidanese. Qualcuno anche la fregula… e quando mi prende la nostalgia, vado a cenare in uno di questi ristoranti, adoro anche lo zafferano e la bottarga. Ma ciò che proprio mi manca è sa pratzida con peperoni o melanzane… e per quanto riguarda i dolci le pardule… e il caffè sardo è molto buono… la Tazza d’Oro intendo. 

La Sardegna è conosciuta dai tedeschi dal punto di vista alimentare? Come circolo cosa fate di specificatamente enogastronomico? I tedeschi conoscono soprattutto la cucina italiana in generale e un paio di “esperti” italofili conoscono anche le cucine regionali. Ci sono ovviamente anche tanti ristoranti napoletani, calabresi o toscani ecc. che fanno roba italiana e poi hanno delle ricette e dei vini dalle loro zone. Io vado pazza per la caponata. Buonissima! E adoro per esempio l’Amaro Lucano ed altri prodotti delle cucine regionali. Credo che le persone che vanno in Sardegna conoscano la cucina sarda e ovviamente quelli che vanno spesso nei ristoranti sardi la conosceranno. Devo però dire che nei ristoranti tedeschi dove lavoravo vendevano spesso vini sardi… il Vermentino, il Cannonau. Negli ultimi anni in quasi ogni occasione abbiamo abbiamo fatto un rinfresco dopo gli eventi. Abbiamo sempre vino, pane carasau, formaggio, salsiccia  e olive. In queste occasioni anche tanti Italiani e Tedeschi hanno provato queste cose semplici e poi chiesto dove le possono comprare. Credo che potenzialmente ogni Sardo al mondo sia un piccolo ambasciatore dei prodotti sardi e li possa consigliare a tutti gli amici… non solo! Io sono una spacciatrice di libri di scrittori sardi per esempio! E ho fatto fare un paio di corsi di lingua e letteratura sarda all’università. Per non parlare del fatto di quante volte i Tedeschi grazie al mio consiglio hanno fatto le vacanze in Sardegna! E questo vale anche per la cucina e per i prodotti sardi. A un amico avevo regalato una bottiglia di mirto al suo compleanno. Se tu andassi ora a casa sua troveresti liquore di mirto perché ha sostituito l’amaro Ramazzotti col mirto. Un altro mio amico umbro ha assaggiato la bottarga e gli è molto piaciuta… quando gliel’ho regalata, intera, da grattugiare,  lui non capiva nemmeno che fosse. Oggi è innamorato perso della bottarga. Gli altri circoli, diciamo quelli più “tradizionali” fanno veramente delle mega cene sarde con 5 portate, per Tedeschi e altri Italiani. In questo il Circolo sardo “Su Nuraghe” di Stoccarda è il numero uno. Collaborano con un cuoco tedesco, Andreas Walker, che ha scritto un libro di cucina in tedesco con ricette sarde “Sardinien: su coru sardu” con la collaborazione di Pieteo Antonio Deiana.  Il Circolo sardo di Stoccarda è molto attivo per quanto riguarda la cucina, forse il più attivo. Partecipano alle feste tedesche del sud della Germania ed a eventi culturali laddove a volte si cucina per quattrocento persone, fanno tutto fresco e a mano… questo piace molto ai Tedeschi. 

Ho visto che dove lavori offrite anche corsi di cucina, ci vuoi parlare di questa iniziativa e di altre affini in progetto? Noi non facciamo direttamente queste cose, ma collaboriamo anche a feste dove facciamo promozione per vini prevalentemente e partecipiamo alle feste grandi a Berlino, al BerlItalia e al Carnevale delle Culture dove distribuiamo anche biglietti da visita dei nostri ristoranti sardi preferiti come Terra Sarda, I due migranti, Vino e Libri ed altri. Tra i nostri partner si trova anche il Caffè degli Artisti che vende solo ed esclusivamente prodotti sardi e dove abbiamo organizzato una serie di eventi, letture, mostre e concerti laddove il Caffè ci ha fornito con il catering sardo. Il corso di cucina lo offre un altro partner nostro, la Scuola lingue Pirandello che esiste anche a Cagliari, e ha una piccola sede anche a Berlino. Qui si tratta di aver abbinato ricette vegetariane italiane con un corso d’Italiano per Tedeschi. In Germania ci sono tanti vegetariani e vegani e tanta gente che non mangia carne e pesce. Hanno aperto tanti ristoranti vegetariani in alcuni quartieri alternativi…. E in tutti i menu si trova sempre qualcosa di vegetariano. Al corso di cucina però ci saranno anche un paio di ricette sarde. In questo momento siamo anche in contatto con la Dalos srl in Sardegna per organizzare un tour di food&bevarage in Sardegna per tre giorni a fine settembre. Sarà per ristoratori, manager e fornitori italiani e tedeschi che vivono in Germania. Faranno un viaggio educativo in Sardegna per conoscere meglio i nostri prodotti e la nostra terra: speriamo di offrire un bella promozione alle nostre ricchezze culinarie e a tutte le altre cose meravigliose che la Sardegna offre.

Ascolto Alexandra e mi sembra l’esempio perfetto dei nuovi Europei: aperti, cosmopoliti, spesso lavorano in proprio (il mito del posto fisso, magari statale, è tramontato in tutta Europa con la crisi economica), non hanno paura di viaggiare, di essere transnazionali, di mescolare tradizioni, di innovare e rinnovarsi pur sentendosi “di qualche parte” cioè avendo radici, che non impediscono loro di provare a volare alto.

* Sandalyon.it

5 risposte a “LA MEGLIO GIOVENTU’: INTERVISTA AD ALEXANDRA PORCU, PRESIDENTE DEL CIRCOLO SARDO DI BERLINO”

  1. Ciao Alexsandra,i miei complimenti per la tua interessante dedizione ai Circoli e alla Sardegna.
    Federazione Circoli Sardi Svizzera Antonio Mura.

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