UNA PERSONALE DAL VALORE UNIVERSALE ALLA GALLERIA “IL PORTICO” DI NUORO: “MAMAI” DI PAOLETTA DESSI’ DAL 14 FEBBRAIO AL 5 MARZO

Paoletta Dessì

di Fabio Marceddu

Ci sono artisti che partono dalla Sardegna e decidono di non tornare pur mantenendo un forte legame con la terra d’origine, altri che per vicende personali emigrano e poi per scelta ritrovano in seno alla Madre Terra il loro eden perduto o comunque lo spazio ideale dove poter agire la propria arte.

Paoletta Dessì, che esporrà dal 14 febbraio al 5 marzo presso la Galleria Il Portico di Nuoro, è una di quelle; partita da Escalaplano ancora infante, si è diplomata al Liceo artistico di Brera (Milano), nel 1979 nel pieno della contestazione politica e nel vivo delle avanguardie Milanesi.

L’anno successivo rientra a Cagliari; dopo metà percorso in Giurisprudenza (ha sostenuto 11 esami), consegue nel 1987 l’attestato di Scenografa teatrale presso l’Ente Lirico di Cagliari, dove lavora come Capo Reparto (come scenografa artigiana, cioè che realizza) fino al 1998.

… Forse perché della fatal quiete…, o forse perché l’Arte con la A maiuscola poco si presta ai meccanismi di “Palazzo”, decide di crearsi un suo laboratorio creativo nel cuore di Cagliari, nel quartiere di Villanova, prima che diventasse il salotto glam della città di Cagliari.

Qui crea, collabora e sperimenta con le realtà teatrali e museali dell’isola “costruendo artigianalmente” le scene di molte produzioni.

A un certo punto il suo animo libero mai pago, avverte il fascino e il richiamo della Campagna, l’Origine du Monde, che è diventato quindi il neoluogo del suo processo di  CRE-Azione.

Poco lontano da Cagliari, in un laboratorio/casa immerso nel verde, dove il rumore del vento fra le foglie si intona con i campanacci delle pecore, ha iniziato la sua nuova avventura.

Dapprima dipingendo il suo Mondo esterno, con una personale che alla luce del suo percorso artistico spirituale la ricollegava alla Simbologia nuragica, e poi approdando al Culto dell’Acqua della Sardegna pre-nuragica e alla Dea Madre.

Partendo dallo studio dei pozzi sacri della Sardegna, durante le sue peregrinazioni si è imbattuta casualmente in “vecchie ossa di animali” che sono diventate naturalmente le basi delle sue successive creazioni artistiche.

All’inizio ha utilizzato l’osso come piedistallo ma poi, spinta dal rispetto riverenziale per questo dono della terra, per le sue forme perfette e sorprendenti, queste ossa sono diventate parte integranti delle sculture. L’energia creativa ha poi unito le sue conoscenze “scenografiche” per creare attraverso una miscela di pasta d’argilla con “inserti d’ossa” (simbolo di transitorietà e eternità allo stesso tempo), delle statuine che rimandano al culto della Dea Madre.

Tali statuine di svariate forme e dimensione sono accomunate dal fatto che si ricollegano al culto di Mamai (Mater mediterranea) ancora molto presente in Sardegna e tipico delle culture mediterranee.
La Madre è l’energia femminile che in sé contiene anche il maschile, quella parte di creazione in cui si può intuire l’assoluto e trascendere qualsiasi tipo di diversità. Tutte le figure sono gravide, portano in seno il seme rigenerativo della vita stessa, la continuità della specie.

Queste originalissime sculture sono allo stesso tempo mito e storia, passato e presente.

Paoletta sarà presente con una sua creazione della Dea Madre, in questi giorni al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari per Matrilineare, e dopo i riscontri altamente positivi di pubblico e critica ricevuti durante l’esposizione presso Sa Corona Arrubia, è in programma entro l’anno una mostra in un luogo dove l’Artista e la DEA Madre possano ricevere le giuste attenzioni.

Paoletta è un essere raro, in grado di rigenerare e rigenerarsi attraverso le sue Creazioni, che sono Materia Viva, in continua evoluzione.

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