BONIFICHE DI PORTO TORRES, QUALCUNO SVEGLI IL PRESIDENTE PIGLIARU: RISORSE CHE VAGANO COME FANTASMI

il Governatore Pigliaru

di Argentino Tellini

Nei giorni scorsi il Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru non ha nascosto la sua soddisfazione per la conferma di Eni dei 530 milioni previsti per le bonifiche di Porto Torres. In realtà il Governatore avrebbe dovuto avere tutti i motivi per esternare il contrario. C’è infatti poco da stare allegri, le vicende sono andate in altro modo e procedono in tutt’altra direzione. Questi famigerati 530 milioni di euro (che sia ben chiaro, non bastano per l’intera bonifica del sito, lo sanno anche i sassi) vagano come fantasmi in Sardegna da vari anni: sono stati infatti ufficialmente previsti da Eni nell’accordo con i Sindacati del lontano 19 Ottobre del 2009. Quell’accordo, firmato a Porto Torres, in pratica suggellò definitivamente la chiusura del petrolchimico e scatenò furiose polemiche all’interno dei sindacati locali, in particolar modo nella Cgil, ma soprattutto nella base dei lavoratori. Dopo qualche mese, nel Febbraio del 2010, sarebbe infatti incominciata la clamorosa protesta dei lavoratori del petrolchimico della Vinyls, che occuparono per un anno il carcere dell’Asinara. Dopo l’accordo comunque chiusero in pratica tutti gli impianti, ma la parte sulle bonifiche, i famosi 530 milioni stanziati da Eni, non è stata ancora attuata, e sono passati oltre 5 anni. Da allora sulle bonifiche si sono registrati grandi convegni, annunci roboanti, ma nessun passo concreto in avanti: l’Eni di quei 530 milioni preventivati già nel 2009 non ha speso nemmeno un euro. Nei mesi scorsi una grossa fetta degli appalti per le bonifiche è stata aggiudicata, una grossa parte se l’è aggiudicata l’Astaldi, ma a tutt’oggi nessun atto definitivo è stato firmato fra Eni e aziende vincitrici, fra quest’ultime ed eventuali aziende locali di sub appalto. Anche sull’inizio dei lavori vige ancora molta incertezza. Si parlerebbe di Luglio 2015, ma non esistono conferme ufficiali. Nel frattempo a Porto Torres anche il progetto della Chimica Verde è stato ridimensionato da Matrica, joint venture fra Eni stessa e Novamont. La centrale a bio massa infatti sarà più piccola di quella preventivata ( quindi con minori investimenti) e sui rimanenti 5 impianti “green” da costruire vige ancora il buio assoluto. Tornando alle bonifiche di Porto Torres non si può gettare la croce addosso solo su Eni: l’iter delle autorizzazioni è proceduto sinora a passo estremamente lento e sul punto, in una delle ultime Conferenze di Servizi a Roma, ci sarebbe stato addirittura un clamoroso rimpallo di responsabilità fra Ministero dell’Ambiente e Regione stessa. Qualcuno quindi svegli il Presidente Pigliaru e gli dica queste cose, prima che sia troppo tardi e soprattutto prima che questi investimenti prendano altre direzioni.

Cagliari Globalist

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