NEMO PROPHETA IN PATRIA: ALESSANDRA ASUNI, AMBASCIATRICE DI CAGLIARI E DELLA SARDEGNA


di Fabio Marceddu

Circa vent’ anni fa dopo esperienze professionali con alcune compagnie isolane Alessandra Asuni lasciò Cagliari, per continuare a studiare come attrice e proseguire il suo personale percorso di formazione. La sua sete di ricerca l’ha portata dapprima a Parigi dove ha incontrato alcuni dei Maestri attori (Jean Paul Denizon, Tapa Sudana) provenienti dall’atelier di Peter Brook, e poi nel cosiddetto Continente dove ha lavorato con alcune delle compagnie professionali più rappresentative del teatro contemporaneo sia classico che di ricerca, alternando le sue doti di attrice, di “improvvisatrice canora”, di regista e formatrice. Citiamo fra i tanti, Maddalena Crippa, Elisabetta Pozzi, Maurizio Donadoni, Peppino Mazzotta, Cristina Pezzoli, Andrea de Rosa, Elio e non ultima Giuliana Musso. Alterne vicende l’hanno portata da dieci anni a trasferirsi a Napoli, dove ormai dal 2012 in compagnia di Marina Rippa e della loro associazione F. pl. femminile plurale, Alessandra ha “messo in atto” il suo personale percorso artistico, che la vede protagonista assoluta in qualità di autrice attrice e qualcosa di più. Quel qualcosa di più è quello che rende unico il lavoro di Alessandra Asuni, unico ed irripetibile. Da circa tre anni, ha indagato sul rito, affondando a piene mani sulla materia legata alla sua terra d’origine: la Sardegna. E tale “marchio” lo condivide attraverso una Trilogia, che la vede impegnata in punta di piedi, nei luoghi più impensabili del teatro senza essere teatro. Il percorso “ritico” iniziato con Accabbai (che chiameremo spettacolo per facilità, ma che spettacolo non è), rimanda alla figura de S’ Accabbadora, attestata e operante in Sardegna fino alla fine della seconda guerra mondiale. Con Matrici, ha affrontato il tema della Nascita e della Ri-nascita, ed infine con A-bisso, dove il lavoro dell’unica tessitrice al mondo di bisso (Chiara Vigo, di Sant’Antioco), diventa occasione per ri-avvolgere i fili della matassa (vita). Ogni suo rito-viaggio è uno spazio non spazio, un luogo non luogo, un tempo senza tempo, dove gli spettatori smettono di essere spettatori passivi, ma diventano partecipi del rito dove “Il corpo e il sangue” di Asuni Attrice, diviene mezzo di catarsi collettiva. Così dopo vent’anni Asuni, offre il suo percorso di Artista intriso di Sarditudine, facendo della sua storia, la storia della Mater Sardegna, di cui è figlia e madre, e lo fa nella città Partenopea, Napoli, Capitale del teatro per antonomasia. Un atto di coraggio, di offerta sublime e assoluta, che conquista “i detentori” della tradizione teatrale per eccellenza, attraverso quel qualcos’altro, che non è definibile, ma c’è esiste, sposta ed emoziona. Lo fa con le “Divinas Palabras” (per citare Valle Inclàn) della lingua Mater, del sardo, che diventa preghiera e lingua d’accesso a mondi altri, mondi sconosciuti ma comprensibili se si ci affida a colei, che conosce i segreti avendoli sperimentati sulla propria pelle, a colei che dice: Io sono sarda, e questa è la mia storia. Così la storia di Alessandra Asuni, che conquista la città del teatro, attraverso il suo teatro che teatro solo non è, diventa l’emblema di un’isola punto di partenza e d’approdo,Madre e Matrigna, che non riesce a condividere il Rito nel suo stesso ventre dopo averlo generato. E altamente significativo, che molti di coloro che l’hanno vista in giro per l’Italia, hanno scelto di venire in Sardegna per conoscere il suo mondo, e che quel mondo di teatri e teatranti sardi, non sia ancora riuscita ad inserirla in una programmazione in cui dovrebbe entrare di diritto.

Nemo propheta in patria. Eppur si muove.

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