QUATTRO STORICHE CON CAGLIARI CITTA’ METROPOLITANA: PROVINCE IN SARDEGNA, SI TORNA ALL’ANTICA

Cagliari

Per ora restano le quattro storiche “protette” dallo Statuto, ma la Sardegna dà l’addio alle quattro nuove Province di Carbonia Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia Tempio, mentre nasce la città metropolitana di Cagliari. L’ente di Cagliari muterà il nome in Provincia del sud Sardegna, invariate Oristano, Nuoro e Sassari. Questa, in estrema sintesi, la nuova geografia degli enti locali disegnata con il ddl di riforma presentato dall’assessore Cristiano Erriu e approvato in Giunta proprio mentre sta per scattare l’obbligo della legge Delrio che impone ai Comuni la gestione associata di alcune funzioni.  La riforma varata nell’isola punta sulle Unioni dei Comuni e le associazioni delle Unioni. Lo svolgimento delle funzioni, invece, passerà per gli Ambiti Ottimali e gli Ambiti Territoriali Strategici, tenendo conto delle regioni storiche, della continuità territoriale dei Comuni e della coerenza con i Plus (Piani locali unitari dei servizi alla Persona). “I Comuni sono i veri protagonisti del cambiamento – ha detto Erriu – i livelli amministrativi e di governo diventano essenzialmente due: la Regione e i Comuni. Prevediamo un rafforzamento dell’associazionismo comunale attraverso l’Unione di Comuni (e l’Associazione di unioni), a cui è obbligatorio aderire”. Ha aggiunto Erriu: “I Comuni, in forma singola o associata, svolgono dunque i compiti di indirizzo, programmazione, controllo e funzioni amministrative. Sarà inoltre istituita la città metropolitana di Cagliari di tipo ristretto, estesa cioè ai soli 16 Comuni limitrofi: altri potranno unirsi successivamente. Alla Provincia del Sud Sardegna farà capo tutto il Medio Campidano, il territorio di Carbonia Iglesias e i Comuni della Provincia di Cagliari che non sono compresi nella Città metropolitana. Restano Oristano, Nuoro (nel cui territorio sarà compresa anche l’Ogliastra), Sassari (che ricomprenderà l’ex Provincia di Olbia Tempio). Queste Province – ha concluso Erriu – resteranno temporaneamente, sino all’approvazione della legge costituzionale di modifica dell’articolo 43 dello Statuto regionale”.

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