VILLACIDRO IN COMUNITA’, IL PRIMO ROMANZO DI SILVIA FERRAU


di Francesca Virdis

Originaria di Villacidro, Silvia Ferrau è una studentessa di lettere di 26 anni con un sogno importante nel cassetto: diventare scrittrice “per donare storie, emozioni e un pizzico di fantasia a tutti”. A settembre una piccola parte del suo sogno si è avverata nei locali del Caffè Letterario di piazza Zampillo, grazie al contributo di ITTE Itinerari, del Club di Jane Austen e di coloro che sono intervenuti per assistere alla presentazione del suo primo romanzo, “Villacidro in comunità”. «Il mio libro – spiega Silvia Ferrau – è ambientato a Villacidro, più precisamente a Magusu, una delle aree più impervie della Sardegna, caratterizzata da profondi canali, costoni inaccessibili, creste e crinali simili alle guglie di un castello gotico. Un luogo ai confini dello spazio e del tempo, ricco di un fascino atavico che mi ha ispirato a scrivere della delusione d’amore in cui cadrà la giovane Anna e del potere salvifico della bellezza, del contatto con la natura e delle vere amicizie. Teatro della rinascita della giovane protagonista, le acque cristalline e i boschi silenziosi della comunità montana: quasi un perdersi per ritrovarsi». «Detesto stare lontana dalla Sardegna- sorride Silvia Ferrau – e il distacco prolungato da lei, dalla campagna in cui vivo e dalla mia famiglia mi provoca sofferenza. Villacidro in comunità – prosegue la giovane scrittrice – è la testimonianza di questo fortissimo legame tra me e la terra da cui provengo. Anna, la mia protagonista, commette il grave errore di sottovalutare l’immenso potere della solidarietà reciproca e degli affetti, che spesso trascuriamo troppo presi dai piccoli problemi. La risposta più che positiva del pubblico alla presentazione del romanzo mi ha fatto pensare che, dopotutto, quelle descritte sono tematiche che ci accomunano». «Ho iniziato a scrivere grazie all’amore per la lettura: sono figlia d’arte, in questo senso, perché la mia famiglia è una banda di divoratori di libri. Non c’è posto migliore al mondo in cui scrivere che non sia il letto della mia camera: è così comodo! Personalmente adoro i classici come Shakespeare o Flaubert, per la mia inguaribile anima romantica, ma anche la letteratura sarda, con Grazia Deledda, e poi Montale, Zanzotto, Sereni, persino l’horror di Stephen King. Però tendo a non ispirarmi a nessuno di loro, preferisco acquisire uno stile del tutto personale».
«I ringraziamenti più sentiti vanno certamente alla mia grande, numerosa famiglia: ai miei genitori, che da sempre mi supportano e spronano a dare il meglio, credendo nei miei sogni e nelle mie possibilità, e alle mie sorelle che non smettono mai di darmi forza e saggi consigli. Grazie alle donne del club di Jane Austen, di cui faccio parte, per il calore e la sincerità della loro amicizia, e a tutti coloro che sono intervenuti al Caffè letterario contribuendo alla realizzazione del mio sogno. Finora nessuno mi ha scoraggiata dal percorrere quello che so essere un cammino difficile, ma in ogni caso tengo i piedi ben saldi per terra. Però – conclude, con un sorriso e una luce negli occhi verde mare – sappiate che altri due romanzi sono già pronti!»

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