IL NONNINO DI SILIQUA : PER TZIU MUNDICU PIRODDI SONO 109 ANNI

Valerio Piroddi di Siliqua


di Roberto Collu

Tziu Mundicu Piroddi è il nonnino siliquese: il 13 novembre ha compiuto la bellezza di 109 anni, e consolida così il suo record di longevità. Nella storia di Siliqua, infatti, nessun’ altra persona è mai arrivata a quest’età. Tra l’altro, è la seconda persona più longeva d’Italia e l’undicesima in Europa. Il paese attualmente ha anche un’altra ultracentenaria: tzia Peppina Farris che il 24 gennaio del prossimo anno compirà 102 anni. Gli altri siliquesi che hanno varcato il secolo di vita sono: tziu Ferdinandu Secci (che si era fermato a 101 anni), Maria Deidda deceduta all’età di 107 anni, Angelica Medda (morta nel 2000 all’età di 100 anni) e Raimondo Saiu ed Efisia Locci che si sono spenti qualche tempo fa a 100 anni compiuti.  Tziu Mundicu, ovvero Valerio Piroddi (questo è il suo vero nome), è nato a Villamassargia il 13 novembre 1905 nel villaggio minerario di Orbai. Rimase orfano del padre da bambino, quando aveva appena otto anni, poi si era trasferito a Siliqua assieme alla madre Maria Zedda (siliquese). Era stato il padre Nicolò a registrarlo all’anagrafe col nome Valerio. La madre, invece, lo voleva chiamare Raimondo ed è per questo motivo che lo chiamarono “Mundicu”. Il nonnino siliquese, che da alcuni anni vive col figlio Aldo e la nuora Silvana ad Assemini, dove sarà festeggiato con una cenetta in famiglia. «A mio nonno non piacciono le cerimonie pubbliche», fa sapere la nipote Federica Piroddi, «quando proviamo a convincerlo dice di no e un pò si altera. Ormai lo sappiamo e non glielo proponiamo più. Preferisce festeggiare i compleanni con i suoi familiari. Diciamo che con gli anni è diventato un po’ estroverso». Tziu Mundicu si era sposato con Antonia Cadeddu (mancata alcuni anni fa) dalla cui relazione sono nati tre figli: Aldo, Rosina e Anna. Sei sono invece i suoi nipoti e tre i pronipoti. Fino all’età di 87 anni, l’arzillo nonnino andava a lavorare in vigna con la sua bici. E fumava anche il sigaro sino all’età di 80 anni. A tavola mangia di tutto, ma predilige le lumache al sugo, la trippa, il maialetto e le anguille arrosto. A volte si accontenta anche di due uova fritte con cipolla. Il suo primo piatto preferito, invece, è la fregola sarda con la salsiccia. Poi, un buon bicchiere di vino durante i pasti principali non deve mai mancare. E’ sempre autonomo e lucido, guarda e commenta i programmi tv. Il suo medico, dr. Putzu, quando lo visita, dice che il suo cuore e la pressione sono sempre perfetti. Quando gli è stato chiesto qual è il segreto della sua longevità ha risposto senza esitare: «Un vita all’aria aperta con cibo genuino, cucinato alla sarda, senza gli intrugli che vanno tanto di moda in questi tempi». Nella sua vita ha svolto principalmente il lavoro di bracciante agricolo, poi ha lavorato anche come minatore, manovale e carbonaio. Ha conosciuto le due guerre mondiali, malgrado non abbia prestato il servizio di leva: fu riformato perché orfano di padre.

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Un commento

  1. Giovanni Urracci

    tziu Mundicu, bistu ca’ fostei non gradescidi festasa in pubblicu… tanduru feusu una cosa… narausu a i vostrusu familiari si de fai una cena in domu de fostei e nosu beneusu a pappai e buffai.. anzisi a cantai puri… geu di mandu una ottava in Limba mia… logudoresa..
    ricevi Como sos saludos mios
    ca mes dovere Como de tilos dare
    cun bellos augurios e avvios
    in modo chi ti potan cunfortare
    tiche mando sos de muzzere e mio
    in modu de ti podere cunfortare
    ricevidi como una strinta e manu
    bona fortuna e abbarrami sanu
    Autore Giovanni Urracci Fordongianus

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