BERNARDO DE MURO, DALLA VOCE LIMPIDA E DALLA POTENZA CHE TOGLIE IL RESPIRO: TRA IL LIRICO E IL DRAMMATICO, UNA BREVE E APPASSIONANTE CARRIERA NEL '900

Bernardo De Muro

di Ennio Porceddu

Figlio di Antonio Maria (un semplice possidente terriero) e di Giovanna Maria De Muro, era nato a Tempio Pausania il 6 gennaio 1881. Bernardo De Muro all’età di vent’anni parte per Roma e ottiene un’audizione da A. Cotogni. Nel 1903 partecipa al concorso per l’ammissione al conservatorio di S. Cecilia e vince uno dei due posti. Studia canto sotto la guida di Giovanni Sbriscia e si perfeziona con il maestro A. Martino (1905). Il suo esordio e del 1910 al Teatro Costanzi di Roma  (l’attuale Teatro dell’Opera) nel ruolo di  Turiddu nella Cavalleria Rusticana di Mascagni. L’interpretazione di De Muro e la musica di Mascagni conquistano subito il pubblico che sembra segnare una svolta nel gusto melodrammatico italiano ed è non priva di una loro irruenta originalità. Nel gennaio 1911 lo troviamo al Petruzzelli di Bari con Madama Butterfly di G. Puccini. Nel mese di giugno dello stesso anno Bernardo De Muro è ancora a Bari, per prendere parte alle due rappresentazioni speciali di Ruy Blas, alle quali seguono sei recite diCarmen di G. Bizet, un’opera cui il tenore tempiese interpreta per la prima volta e alla quale unisce il suo nome. Il 20 gennaio 1912 debutta alla Scala di Milano con l’opera Isabeau dello stesso autore, nel ruolo di Folco, un personaggio che diviene ben presto il suo cavallo di battaglia. La critica indicò i maggiori pregi della sua voce “nella bella uguaglianza dei registri, nella facilità e nel calore dell’emissione, nell’impeto che non eccede mai nell’enfasi volgare” (La Perseveranza – 21 gennaio). Il critico musicale G. Landini scrive del tenore sardo: “Ascoltarlo fa capire perché non fu riproposta:  senza Bernardo De Muro è impossibile”. Un anno più tardi l’opera “Iris” di Mascagni entra a far parte del repertorio di De Muro ed è rappresentata circa 25 volte non solo in Italia ma anche all’estero, principalmente in Sud America e in Spagna. Nel 1913 canta a Buenos Aires, Rio de Janeiro e Rosario con un programma iniziale contenuto ai titoli di sicuro successo quali: IsabeauCarmenCavalleria rusticana e Iris di Mascagni ottenendo un grande successo, anche se la critica, nel rimarcare la forza del registro acuto, non manca di evidenziare che l’emissione è a volte forzata, mettendo in pericolo il timbro vocale. Carmen è stata l’opera del suo debutto in Spagna, al teatro Liceo di Barcellona nel 1913. Poi rientra in Italia, al Costanzi di Roma, e anche questa volta la critica rileva una certa confusione nel modo di cantare. Sempre al Costanzi esegue Isabeau e la Cavalleria rusticana; il 1 novembre è al Comunale di Bologna; a febbraio e marzo 1915 è nuovamente a Roma con La fanciulla del West di G. Puccini e Aida di G. Verdi, che interpreta per la prima volta  al teatro Costanzi di Roma, mentre la Cavalleria rusticana la presenta nel ristrutturato teatro Quirino, con C. Gagliardi e G. Besanzoni. Poi parte per una nuova in tournée in Sudamerica, al teatro Colón di Buenos Aires in una grande stagione nella quale partecipano anche Enrico Caruso e H. Lazaro. Qui ottiene uno straordinario successo in opere del suo repertorio con una compagnia di canto formata da Gilda Dalla Rizza, Titta Ruffò, R. Raisa. Poi si esibisce per la seconda e ultima volta a Rosario con l’Aida Carmen, diretto nuovamente dal maestro G. Marinuzzi. Rientrato in Italia nel 1916, l’ormai famoso, si arruola nell’esercito e si guadagna il grado di caporale nella Sanità a Milano, ma non abbandona il canto e nello stesso anno, si esibisce in concerti di beneficenza, ma anche al teatro Regio di Parma con Aida, e per la prima volta nel Trovatore al Dal Verme di Milano; poi va al teatro Carlo Felice di Genova con la Carmen. Finito il periodo bellico, riprende l’attività nel 1918, al Politeama di Genova con Andrea Chénier di U. Giordano che (insieme alla Carmen) presenta al teatro Real di Madrid. In Spagna porta anche Aida e il Trovatore, quest’ultima opera la interpreta ben 190 volte in tutti i teatri del pianeta. Poi si cimenta con Chénier un ruolo: particolarmente adatto per il tenore tempiese. Non è una coincidenza che la registrazione discografica dell’aria del primo atto “Un di all’azzurro spazio” è una delle più belle esistenti, soprattutto per la grande qualità di dettagli espressivi che il De Muro . svolse con grande ingegno e emotività. Nel 1920 lo troviamo a Buenos Aires. L’anno successivo è, a Cuba e in Italia al Carlo Felice di Genova. Nel 1922 fu per la prima, e unica volta, interpreta Chénier al teatro Regio di Torino. Nel 1923 a Roma, al teatro Costanzi per una recita straordinaria di Aida con E. Poli Randaccio, G. Zinetti e E. Molinari, diretto dal maestro Mascagni. Nel 1924 è di nuovo scritturato a Roma e al San Carlo di Napoli. Poi è invitato dal presidente del Perù per partecipare ai festeggiamenti per il centesimo anniversario della battaglia di Ayacucho, dove tiene parecchi concerti. Il 2 novembre 1927 a Cristobal (Panama) contrae matrimonio con la cantante Elena Wait Graham, conosciuta durante un viaggio a Perù, dalla quale ha una figlia Jeanna Elena. Dopo le nozze De Muro prende parte alle stagioni liriche popolari negli Stati Uniti. Il tenore sardo si allontana dalle scene nel 1938 dopo aver cantato per l’ultima volta Isabeau alle Terme di Caracalla, diretta dallo stesso Mascagni. La sua carriera artistica finisce negli Stati Uniti: il 21 agosto 1944 canta Carmen in una rappresentazione all’aperto al Polo Ground di New York, e il 15 ottobre all’Accademia di musica di Brooklyn da addio alle scene, interpretando per l’ultima volta l’Aida. Alla fine Bernardo De Muro si stabilisce in una città nel Michigan e si dedica esclusivamente all’insegnamento del canto. Pur essendo dotato di notevoli qualità vocali, era di bassa statura, e questa caratteristica fisica era per il tenore considerata un handicap: “se avessi avuto altri dieci centimetri di statura, avrei cantato Norma, Otello e altre opere che … richiedono una figura decorativa…”. Durante uno dei suoi viaggia in Italia, il tenore tempiese muore. Era il 27 ottobre 1955. A Tempio c’è un museo dedicato a De Muro, dove sono custoditi costumi di scena, foto, oggetti personali, locandine delle rappresentazioni e diverse registrazioni. 

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