IL MONDO DELL’EMIGRAZIONE SARDA ORGANIZZATA SEMPRE PIU’ PREOCCUPATO PER IL SUO FUTURO: LETTERA AL GOVERNATORE PIGLIARU

rappresentanti dell'emigrazione sarda organizzata, da sinistra: Domenico Scala, Carla Cividini, Onorio Boi

riferisce Domenico Scala

Ampi e profondi sono stati i cambiamenti intervenuti negli ultimi quindici anni nel mondo: essi hanno riguardato l’economia e la finanza, la tecnologia e il lavoro, la società e gli stili di vita, le comunicazioni e le emigrazioni. In tale quadro, profondamente mutato e persino sconvolto, la Sardegna pareva porsi in una posizione di vantaggio, data l’attenzione in passato riservata ai problemi del lavoro e a quelli dei nostri emigrati in Italia e nel mondo.

Le politiche messe in atto ieri possono oggi apparire superate, di certo non sono superati i gravi problemi posti dal fenomeno emigrazione sarda che – non dimentichiamolo – riguarda il trenta per cento dei sardi, con quote sempre crescenti di laureati, diplomati e lavoratori specializzati. Questo dato rappresenta una sfida assolutamente nuova per la rete capillarmente diffusa dei Circoli sardi, i quali per decenni sono stati il perno delle politiche del lavoro fuori dall’Isola, nonché il riferimento per migliaia di sardi costretti ad emigrare (le rimesse frutto del loro lavoro sono di assoluto rilievo: le pensioni estere dei nostri ex-emigranti tornati a vivere in Italia e in Sardegna che entrano nelle casse dello Stato sono di oltre 5 Miliardi di euro l’anno. Si pensi che nel 2013 sono rifluiti solo dalla Svizzera verso l’Italia ben 1 miliardo e 600 milioni di euro di sole pensioni).  È superfluo sottolineare – tanto è intuibile e nota – l’importante funzione sociale e culturale e di promozione degli interessi generali della Sardegna svolta da questi Circoli.

Ora, di fronte ad una situazione di grave emergenza come quella attuale, sembra che si voglia procedere cancellando i Circoli dei Sardi, cominciando da 7 Circoli su 12 nella sola Germania. Insomma, si pensa di risolvere il problema della presenza dell’emigrazione sarda organizzata, semplicemente eliminando i soggetti (i Circoli) grazie ai quali esso era stato affrontato.  Le Federazioni e i Circoli dei Sardi nel mondo, consapevoli della gravità dell’ora presente, chiedono al Presidente della Regione la nomina urgente della Consulta dell’emigrazione e all’Assessore al Lavoro la immediata convocazione di questo fondamentale organismo consultivo, previsto e rigorosamente regolamentato dalla L.R. n. 7/1991, per discutere e programmare una nuova politica di rilancio dei Circoli, delle loro funzioni, del loro coordinamento.

Le Federazioni e i Circoli dei Sardi nel mondo chiedono al Presidente della Regione un confronto sulla loro rappresentanza nell’ambito di un organismo (ad esempio un Ufficio Regionale ad hoc) che ne comprenda la specificità e ne coordini le iniziative. In questa richiesta sono sostenuti dalla convinzione che, dentro e fuori della Sardegna, la complessa realtà del lavoro può affrontarsi solo nell’ambito di una strategia politica organica e lungimirante. Certi che nessuno possa ragionevolmente mettere in dubbio l’efficacia del lavoro sinora svolto, Federazioni e Circoli sardi lanciano un appello al Presidente della Regione Sardegna perché promuova un incontro-confronto per la definizione delle linee del loro rilancio e sviluppo nell’ambito della mutata situazione odierna.

Presidenti delle Federazioni dei Circoli sardi in Europa e in Argentina: Argentina Marga Tavera; Belgio Carlo Murgia;      Francia Francesco Laconi; Germania Gianni Manca; Italia Serafina Mascia; Olanda Mario Agus; Svizzera Antonio Mura. Ufficio Presidenza Consulta: Domenico Scala; Tonino Mulas; Vittorio Vargiu; Pino Dessì.

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