DAL CIRCOLO “SU NURAGHE” DI BIELLA UN CONTRIBUTO PER IL GRANDE ALLESTIMENTO: MUSEO DI GINEVRA, DIVERSITA’ DELLE CULTURE, RICCHEZZA DELLE DIFFERENZE


di Salvatorica Oppes

Il nuovo MEG, Musée d’ethnographie de Genève, sarà visitabile da venerdì 31 Ottobre 2014, con inaugurazione alle ore 18.Una sfida culturale importante inizia con tre giorni di festeggiamenti in occasione della riapertura della nuova sede espositiva progettata dallo studio di architettura Graber Pulver di Zurigo, vincitore del 1° premio di un concorso internazionale. È il risultato della volontà di sviluppare un programma ambizioso per dare alle collezioni etnografiche, provenienti dai cinque continenti, un contesto degno del loro interesse, rendendole accessibili al maggior numero di persone possibile. Attraverso mostre permanenti e temporanee, ricerca e mediazione, il museo presenta la diversità delle culture e la ricchezza delle loro differenze. In una società che diventa sempre più complessa, il MEG vuole essere una nuova attrazione per la costruzione di relazioni a livello locale, regionale e internazionale, basandosi su interattività con tutti gli spettatori. Nelle sale del dipartimento Europa, alcune vetrine riguardano l’Italia. Da Biella, la collaborazione e il contributo di Battista Saiu, etnologo, ricercatore di tradizioni popolari con particolare riferimento alla ritualità e alla cerimonialità contadina del Piemonte e della Sardegna si concretizza in un breve filmato, realizzato dalla Noise+srl di Novara, presieduta dal Biellese Luca Ghiardo. La consulenza scientifica di Battista Saiu illustra aspetti della religiosità del Piemonte, attraverso la sacra rappresentazione che ancora oggi percorre le vie di Verolengo (Torino), inserita nella liturgia del Venerdì santo; le vetrine di Ginevra accolgono alcuni attrezzi della Passione utilizzati dagli adolescenti che partecipano al funerale di Gesù La Sardegna viene rappresentata con pani cerimoniali e rituali provenienti da Orani (Nuoro), Pozzomaggiore (Sassari) e Tertenia (Ogliastra): pani di riconciliazione tra vivi realizzati e distribuiti in suffragio dei morti; corone di pane portate in testa su cercini di pervinca o appesi su canne verdi nei riti domestici del matrimonio e nelle cerimonie pubbliche che l’accompagnano.

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