GRINTA E DETERMINAZIONE PER EVITARE LA SCONFITTA CON LA SAMPDORIA: 2 A 2 AL SANT’ELIA FRA MILLE DIFFICOLTA’


Con cuore e orgoglio, grinta e determinazione: il Cagliari rimonta due gol alla Sampdoria e recupera una partita che a un certo punto pareva ormai persa. Sarebbe stata la terza sconfitta in casa su tre incontri: è arrivato invece il primo punto in casa, che dà morale e se non migliora di tanto la classifica, è fondamentale per acquisire fiducia. Perchè questo Cagliari vale di più, l’ha dimostrato anche oggi, tirando fuori l’orgoglio e gli attributi nel momento più difficile. Certo, ha influito l’espulsione di Cacciatore che ha costretto la Sampdoria a giocare l’ultima mezz’ora in dieci; ma gli episodi nel calcio contano, e del resto prima della rete del vantaggio di Gabbiadini che ha spezzato l’equilibrio di un match sin li equilibrato, erano state del Cagliari le occasioni migliori per segnare. Prima con un cross basso di Cossu, sul quale Ibarbo aveva mancato di un niente la deviazione; quindi con lo stesso Ibarbo, il cui colpo di testa schiacciato si era perso di poco fuori. La Sampdoria aveva già effettuato un cambio forzato in porta, con Romero al posto dell’infortunato Viviano. Al 28′ il lampo Samp: punizione dal limite battuta intelligentemente da Palombo a smarcare Gabbiadini, tutto solo davanti a Cragno: tocco al volo preciso oltre il portiere rossoblù. Una mazzata immeritata per il Cagliari, che dieci minuti dopo ha incassato anche il raddoppio: stavolta una prodezza di Obiang, che partito dalla destra si è accentrato e ha scaricato un bolide a mezz’altezza, imparabile per Cragno. La Sampdoria acquistava sicurezza e ad inizio ripresa andava pure vicinissima al terzo gol che avrebbe chiuso la partita. Gran volata di Okaka, palla al centro per Gabbiadini che si destreggiava in mezzo a tre e da posizione decentrata colpiva il palo. La palla schizzava a centro area, dove raccoglieva Obiang che batteva a colpo sicuro: era bravissimo Benedetti (un esordio splendido il suo, così come quello di Capuano) a salvare sulla linea, tenendo il Cagliari in linea di galleggiamento. Perchè il calcio è così, basta un niente per cambiare una partita. Infatti al 58′ Ibarbo trovava un varco per involarsi verso la porta, Cacciatore in recupero toccava la palla ma anche il piede del colombiano che volava a terra in piena area. Rigore indiscutibile e secondo giallo per il difensore doriano, che lasciava la sua squadra in dieci. Il piede mancino di Avelar non tremava dal dischetto: esecuzione precisa, sotto l’incrocio alla sinistra di Romero. Per Danilo è il primo gol in rossoblù dopo tre anni. Zeman attingeva dalla panchina: Donsah e Caio Rangel al posto di Dessena e Ekdal. I due ragazzini davano nuovo sprint all’assedio rossoblù, mentre Mihajlovic era costretto a coprirsi inserendo i difensori Mesbah e Romagnoli. Sau metteva al centro un cross invitante, sul quale De Silvestri precedeva Cossu. La palla del possibile 2-2 capitava sui piedi di Pisano, che servito da Ibarbo, calciava subito dall’interno dell’area, trovando la risposta di Romero. Il sospirato pareggio giungeva al 76′: ancora Avelar, instancabile, stringeva verso il centro e serviva un pallone forte per Sau, che controllava di destro e di contro balzo scaricava nell’angolo alla destra del portiere. Un gesto tecnico stupendo da parte del centravanti rossoblù. La Sampdoria mirava a spezzare il ritmo, ma ogni tanto si distendeva in contropiede e sfiorava anche il terzo gol: ancora Okaka scattava via e crossava per Mesbah che in spaccata spediva alto. L’ultima occasione per il Cagliari al 4′ di recupero. Cross di Cossu, stacco di Benedetti e tap-in vincente di Longo, subentrato a Sau, ma l’arbitro aveva già fermato il gioco rilevando una carica di Benedetti piuttosto discutibile.

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