FINALMENTE IL CAGLIARI GIOCA COME MISTER ZEMAN INSEGNA. SBANCATO SAN SIRO: 4 A 1 ALL’INTER

l'esultanza di Sau e Cossu a San Siro

Galattici, devastanti, implacabili, stupendi: si può saccheggiare il vocabolario degli aggettivi per commentare la vittoria del Cagliari a San Siro contro l’Inter. 4-1 che ci sta tutto, pienamente meritato, e l’espulsione di Nagatomo a metà del primo tempo che ha ridotto i nerazzurri in dieci c’entra sino a un certo punto. Perchè Cossu e compagni hanno giocato una partita strepitosa, dal primo all’ultimo minuto, replicando forse un altro 4-1 storico, quello inflitto alla Roma allora allenato proprio da Zeman. Nell’occasione più importante, si è visto il Cagliari che tutti volevano e si aspettavano in estate: coraggioso, intraprendente, aggressivo. La difesa dell’Inter è stata messa a ferro e a fuoco dai tagli di Sau, dagli affondi di Balzano e Ibarbo, dalle giocate geniali di Cossu. Soprattutto è stata la grandissima giornata di Albin Ekdal, autore di una tripletta: tre gol, quanti ne aveva segnati in altrettante stagioni al Cagliari. Un successo che scaccia streghe e fantasmi e che può costituire la giornata della svolta nella stagione rossoblù. Cagliari subito ad attuare il pressing alto atto a frenare l’impostazione del gioco dei difensori e recuperare palla nei pressi della porta nerazzurra. Al 9′ è già gol: lancio di Crisetig, perfetto vice-Conti, Nagatomo devia di testa all’indietro, di fatto servendo Sau oltre la linea difensori: il bomber non ci pensa due volte a scagliare una folgore in rete. Come vuole Zeman, il Cagliari non si accontenta, continua a pressare e attaccare. Al 18′ però l’unica ingenuità costa il pareggio. Fallo di Ceppitelli un paio di metri fuori area su Palacio. L’argentino è furbo a battere in fretta la punizione, i difensori rossoblù non abbastanza svegli per impedirglielo: Osvaldo, tutto solo, non può esimersi da depositare in rete. Festa finita? Niente affatto perchè il Cagliari c’è. Una mano gliela dà Nagatomo che si fa ammonire due volte in due minuti per altrettanti falli su Cossu: inevitabile il rosso. Al 29′ inizia lo show di Ekdal. Dessena, innescato da un retropassaggio di Balzano, fa partire un tiro fortissimo sul quale Handanovic effettua una prodezza: Sau protegge la palla, Albin interviene e scarica nell’angolo. Al 34′ lo svedese fa il bis, ma molto merito va a Ibarbo che con una accelerazione sensazionale si beve due difensori prima di dare all’indietro al compagno che insacca. Al 43′ Sau è steso in area da Vidic: rigore indiscutibile. Il tiro di Cossu però è parato da Handanovic, specialista numero uno sui rigori. Gioia del quarto gol appena rinviata. Angolo di Ibarbo, Ceppitelli devia al volo, un difensore ribatte, la palla carambola ancora sul piede di Ekdal che di destro infila Handanovic. Nella ripresa il Cagliari insiste e sfiora un paio di volte il quinto gol. In particolare quando un contropiede vertiginoso porta Cossu in perfetta solitudine davanti a Handanovic, ma il numero 7 rossoblù cerca Sau anzichè tentare la conclusione e Hernanes recupera; quindi è Farias, messo in azione da una invenzione di Ekdal, spara sull’esterno della rete. L’Inter, scoraggiata, non crea pericoli ad una squadra rossoblù che non abbassa il livello di forza e aggressività: raddoppi e anticipi, a spezzare le iniziative nerazzurre. Applausi anche per Cragno, bravo a precedere Osvaldo in uscita bassa. Zeman dà spazio a Farias, Longo e nel finale anche a Joao Pedro. Il 4-1 del primo tempo resiste per altri 45′: il Cagliari sale a quota 4 e può guardare al futuro con fiducia.

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