LE CONDIZIONI NON SONO CAMBIATE E L’IMPIANTO NON E’ PIU’ COMPETITIVO: ALCOA, ADDIO A PORTOVESME

foto di Vincenzo Pinto

Chiude lo stabilimento Alcoa di Portovesme. Ad annunciare la decisione è la stessa azienda che nel polo del Sulcis Iglesiente produceva alluminio primario. “La chiusura ridurrà la capacita produttiva complessiva di Alcoa di 150.000 tonnellate a 3,6 milioni tonnellate annue – si legge in una nota – L’interruzione della produzione era stata attuata nel 2012 per gli elevati costi di produzione, tra i più alti negli smelter di Alcoa, e delle limitate prospettive di competitivita? dell’impianto”. Una decisione che indirettamente è anche una denuncia politica, perchè “le ragioni di fondo che rendevano non competitivo l’impianto di Portovesme non sono purtroppo cambiate”, ha dichiarato Bob Wilt, presidente di Alcoa Global Primary Products, riferendosi agli alti costi energetici sempre indicati come principale fattore antieconomico. “Continueremo – ha aggiunto Wilt- a rispettare gli impegni assunti con i nostri dipendenti e con gli stakeholder agendo in buona fede come abbiamo sempre fatto”. Una notizia che non turba Francesco Pigliaru: “È un annuncio che non ha alcuna conseguenza sulle trattative per la cessione dello stabilimento”. Secondo il presidente della Regione, infatti, la decisione di Alcoa è stata già resa pubblica nei mesi scorsi. La stessa Alcoa – spiega una nota di viale Trento – sottolinea che saranno mantenuti tutti gli impegni presi con il Governo, con la Regione Sardegna e i sindacati, e che la comunicazione relativa alla chiusura dello stabilimento era indispensabile ai fini contabili. E l’azienda spiega infatti, come “come da impegni presi con governo e sindacati”, di aver predisposto per i dipendenti “un programma di sostegno finanziario e sociale comprensivo di servizi per l’outplacement e la ricerca di una nuova occupazione. La chiusura di Portovesme – sottolinea la multinazionale statunitense – e? coerente con la strategia di Alcoa di creare un business nelle commodity competitivo a livello globale e con l’obiettivo di migliorare il proprio posizionamento sulla curva del costo mondiale di produzione dell’alluminio raggiungendo il 38esimo percentile entro il 2016”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *