TOLLERANZA O INTOLLERANZA? UN MONDO SOTTO PRESSIONE DOVE L’ODIO RELIGIOSO FOMENTA LA DIVISIONE


di Vitale Scanu

Il mare di dolore e di distruzione causati dagli estremisti, dai guerrafondai, dagli integralisti si va ogni giorno più estendendo. Tutti si credono autorizzati da Dio a far violenza e uccidere: Gott mit uns, In nome di Dio, In God we trust, Allah è grande… Il grido degli innocenti, dei poveri, dei distrutti dalla violenza – cristiani soprattutto – in questi ultimi tempi, sale ogni giorno al cielo, chiedendo giustizia e “liberazione dal male”. Impiccati, squartati dalle bombe, decapitati, crocifissi, sepolti vivi, lapidati, arsi vivi, calpestati nell’onore… Da anni, nel silenzio totale del mondo questi nostri fratelli subiscono queste scelleratezze in India, in Pakistan, in Egitto, in Siria, in Nigeria… Poveri fratelli nostri cristiani! Ogni buonismo, ogni tolleranza, ogni comprensione sono soverchiati da una crudeltà che chiamarla bestiale è fare offesa agli animali. “Per te ogni giorno siamo messi a morte, trattati come pecore da macello. Svégliati, perché dormi, Signore?… Sorgi, vieni in nostro aiuto; salvaci per la tua misericordia” (Salmo 43).

Eppure anche noi, io, tu, siamo diventati indifferenti a tutto questo dolore. Diciamo la verità: a chi importa veramente dell’uccisione di centinaia di fratelli nostri in Nigeria? (La banda jihadista di Boko Haram è ritenuta responsabile dell’uccisione di oltre duemila persone solo quest’anno nella parte nord della Nigeria). A quanti gli importa davvero qualcosa delle centinaia di cristiani di Mosul messi nell’alternativa o di convertirsi, o di pagare una tassa esorbitante, o di fuggire entro 24 ore, o di essere uccisi? E delle centinaia di migliaia di cristiani costretti a fuggire in questi anni dall’Iraq, dalla Siria e da tutto il mondo arabo? La stessa ONU ha mai presentato delle risoluzioni per loro? C’è da parte di tutti un grande silenzio o comunque un’inazione generali. Allora, per quietare la coscienza abbiamo chiamato questo disinteresse tolleranza. Ma, diciamolo senza mezzi termini, “la tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza. Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi… Dobbiamo proclamare il diritto di osteggiare le intolleranze, se necessario anche con la forza; perché può facilmente avvenire che esse non siano disposte a incontrarci sul piano dell’argomentazione razionale, ma pretendano ripudiare ogni dialogo; esse possono vietare ai loro seguaci di prestare ascolto a un ragionevole dialogo, perché considerato ingannevole, e invitarli a rispondere agli argomenti con l’uso della violenza…Ogni movimento che prédica l’intolleranza si pone fuori legge e dovremmo considerare come crimini l’incitamento all’intolleranza e alla persecuzione, allo stesso modo che consideriamo un crimine l’incitamento all’assassinio, al ratto delle donne o al ripristino del commercio degli schiavi”, alla propaganda nazifascista, della legittimazione della pedopornografia, dell’incesto libero… (K. R. Popper, La società aperta e i suoi nemici).

In questo bel contesto si piazza anche l’intolleranza degli integralisti musulmani, di Al Qaeda, dei Fratelli musulmani, di Hamas, dei talebani, di Hezbollah, di Boko Haram, dell’11 settembre 2001… Stessa matrice di barbarie. Nel novembre del 1914, da Istanbul il sultano Mohamed V, vicario in terra del profeta Maometto, e i suoi portavoce, gli ulema, incitavano i sudditi di tutto l’impero ottomano alla Jihad, la guerra santa contro gli infedeli. In nome dell’Islam i fedeli, i soldati e tutti i sudditi furono spinti alla guerra di religione contro i nemici cristiani. “Lo sterminio dei miserabili che ci opprimono è un dovere sacro, secondo la parola del Corano: ‘Uccideteli ovunque vi troviate; noi ve li consegniamo e vi diamo su loro (gli infedeli cristiani) potere completo’. Chi ne ucciderà anche uno solo sarà compensato da Allah. Che ogni musulmano, in ogni parte del mondo, giuri solennemente di abbattere almeno tre o quattro tra i cristiani che lo circondano, perché sono nemici di Allah e della vera fede” (H. Morgenthau, Mèmoires). Chi si sente di poter essere tollerante di fronte a un simile incitamento all’odio? Sono le stesse espressioni usate dal predicatore marocchino della moschea di San Donà di Piave contro gli ebrei , pochi giorni fa (espulso dall’Italia a piena ragione dal ministro degli interni Alfano). 

Attenzione dunque, e quardiamoci attorno, perché la tolleranza assoluta ci fa dei cristiani senza nerbo, dei molluschi senza schiena. Ci autodistruggiamo con le nostre “tolleranze”. “Buoni sì – ci dice Gesù – buoni come colombe. Ma fatevi furbi come serpenti” (Matteo 10, 16-18).

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