ANNA LODDO E IL TREMOLIO DI CANNE: TRA LE PRIME AMBASCIATRICI DEL FOLK SARDO NEL MONDO

Anna Loddo

di Ennio Porceddu

Qualcuno ha scritto che la cantante è un “vulcano in eruzione” e, tra le più rappresentative del folk sardo. Un critico, invece, ha affermato che Anna Loddo “sa esprimere con la sua musica la magia e l’arte popolare, vibrazione di un sentimento profondo, dove riaffiora, con struggente malinconia, la nostalgia per modo d’essere e “diverso”, più intimo e sofferto”. Anna Loddo, nata a Carbonia, ma cagliaritana di adozione, è un’interprete dotata di gran sensibilità percettività e raffinata espressività, con la sua voce calda e appassionata, canta d’istinto l’antica anima dei progenitori barbaricini ripartendo dalle esperienze del profondo Sulcis, dalle brutture della vita e dalla fatica per esistere, dai drammi della gente fino alla fine.
Nelle sue canzoni c’è sempre la dolcezza, le gioie, e insieme i tormenti, le passioni e la disperazione e solitudine di un popolo da sempre vessato e costretto alla recessione. Sono canti che la Folk Singer, interpreta con grande amore. Sono lamenti reconditi di Sardegna, una terra, una patria perduta, con una cultura autentica e genuina che è stata soffocata, ma che, per fortuna, si può ancora salvare. “La speranza è sempre l’ultima a morire”. Anna Loddo è la voce dell’Isola. L’unica e vera ambasciatrice del folklore sardo nel mondo. Tantissime le tournée, la partecipazione a programmi televisivi nazionali: Adesso Musica; Un’ora con voi con Corrado; Canto popolare con Lilian Terry; Natale ‘76; L’altra campana con Enzo Tortora; Fantastico 5 con Pippo Baudo. Diversi anche i concerti e le apparizioni televisive all’estero. La carriera della Folk Singer Sarda è nata a metà degli anni ‘50, ma fin da bambina si è sempre dedicata al canto studiando musica e solfeggio. Ha vinto tanti concorsi nazionali e internazionali, due medaglie d’oro; ma il più importante riconoscimento per lei, quando classificò prima al concorso nazionale: “Alla ricerca del folklore italiano”, organizzato dalla RAI-TV. Tra le dieci finaliste per la Sardegna, si piazzò al 1°posto con la canzone “A Desulo”, poesia del famoso poeta Antioco Casula “ noto “Montanaru”, che la cantante adattò al canto Nuorese. L’esibizione fu un grandissimo successo; un successo che le aprì le porte del firmamento musicale e dei contratti discografici. Da quel momento Anna Loddo s’impose al grande pubblico in Italia e all’estero.
Di Anna, il giornalista e critico d’arte prof. Fernando Pilia aveva scritto: “Nel quadro del recupero e del rilancio del fascinoso patrimonio etnomusicale della Sardegna, in concomitanza col nuovo corso del folk italiano, notevole è la presenza di Anna Loddo che, ripartendo dal profondo Sulcis. dalle doloranti esperienze di fatica, di dramma e di morte, ha ritrovato l’antica anima dei suoi progenitori barbaricini. Con la sua voce calda e appassionata, canta d’istinto, con duttile versatilità, nelle diverse “mode” isolane, esprimendo tutta la dolcezza e tutta la disperazione di un popolo ingannato dalla fortuna, vittima della sua solitudine, segregato in un antica recessione, ma ancora oggi capace di slanci vigorosi verso originali e suggestive melodie che sono rimaste immutate da millenni (…) Nelle interpretazioni di Anna Loddo si sente la magia di questa arte popolare, c’è la vibrazione di un sentimento profondo, riaffiora, con struggente malinconia, la nostalgia per un modo di essere che è “diverso”, più intimo e sofferto”. Sentimento profondo che ha saputo ancora una volta esternare nel concerto all’Anfiteatro con Noa un’artista israeliana profondamente impegnata nell’utilizzo della musica come strumento di riavvicinamento fra popoli in conflitto.
Quando qualche giornalista le chiede qual è il brano che l’affascina di più, la risposta dell’amica Loddo è sempre la stessa: “Non potho reposare”, incluso nel 33 giri “”Tremolio di canne”, una interpretazione molto diversa da altri artisti, interpretazione particolare e soprattutto genuina. Durante tutta la sua lunga carriera ha inciso quattro dischi LP e un 45 giri. Due per la Fonit – Cetra di Torino, gli altri con l’Aedo: “Anna Loddo tremolio di canne (ca so tremende che fozzas de canne) ”. Quest’ultima pubblicazione risale al 1975; “Sardegna”; “In concerto”; “A unu frade sorridente”, contenente una poesia di Graziano Mesina “Unu frade sorridente (“Visita in camposanto”), scritta nel 1972 in carcere e, dedicato al fratello Giovanni, ucciso nel pieno della sua giovinezza, che Anna Loddo ha voluto rivestire di musica; e infine “Es nadu su bambinu”/”Pizzineddu” (disco 45). Altri brani sono inclusi in alcuni CD che fanno bella mostra nelle vetrine dei negozi di dischi specializzati e nelle piattaforme On line. Nel 1976 la troviamo “madrina” al Festival dei Bambini La Palma d’Oro di Cagliari, chiamata da chi scrive, organizzatore dell’evento, dove ottiene un gran successo. Sempre lo stesso anno, in collaborazione col coretto “I Piccoli Cantori Sardi”, diretti da chi scrive, il 45 giri “Es nadu su bambinu”, un disco prodotto dall’Aedo di Pizzi, e distribuito nell’Isola e all’estero in occasione del Natale. Diverse le apparizioni in televisione, sia locali che Nazionali e i concerti nelle piazze dell’isola, in occasione delle feste popolari.

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