LEI, REGINA DEL SUO AZZURRO: INTERVISTA AD ANGELICA PIRAS, CHE RACCONTA IL VIAGGIO NELLA SUA POESIA

Angelica Piras

di Carmen Salis

“Regina delle ombre” (edizioni Amicolibro) è un percorso emozionante e coinvolgente espresso nel modo che a lei riesce meglio: la poesia. Angelica Piras, in quest’opera, ci racconta il dolore e la forza con i quali ha dovuto sopravvivere ad una realtà  faticosa  da accettare. Raccontando però, anche la volontà di capire, di perdonare, di esistere e amare e di sperare di essere amata. Angelica Piras nasce a Cagliari, vive a Elmas da vent’anni. Lavora come operatore socio-sanitario in un centro socio-riabilitativo. Scrive da sempre.

Un libro che racconta il tuo percorso di crescita. Scegliere di dare voce a quella bimba è stata una necessità. Il bisogno impellente di dare traccia al mio poetare e di regalare piccoli palpiti di vita, ha bussato senza sosta alla mia anima. Ma c’è anche stata la necessità di recapitare il messaggio di come sia possibile con l’autodeterminazione e con l’amore, lottare per una vita migliore. Io ne sono un esempio.

Prosa e poesia insieme: perché. Il tutto è stato costruito inseguendo le scie del tempo. Sono di altra materia, di un’era lontana, sono antica, volevo che il libro avesse il mio profumo, la mia impronta. Scrivere miscelando prosa e poesia è chiamato prosimetro, ormai abbandonato nella produzione letteraria contemporanea. La sento mia questa forma letteraria. In questo modo volevo che il bisogno di raccontarmi divenisse di più persone, questa comunicazione letteraria, mi permette di avvicinare più lettori alla bellezza e all’efficacia della poesia. Poi, fa parte della mia essenza questa dualità, gioco con le parole, ricamando prosa e poesia, così da percepirne quell’esilarante profumo d’azzurro che fa parte di me. È mio questo modo di narrarmi, infatti ho scelto lo stesso stile anche per il prossimo libro che ho già in cantiere.

L’azzurro, il tuo. Sì, l’azzurro. Un segreto per viaggiare tra i sogni. Do sempre il solito significato, ma alla fine non svelo mai come e da dove è nato, anzi resuscitato. È presente in tutta l’opera, rimbombante come scelta, voglio si senta il suo rintocco e  il suo aroma. Ha per me un valore assoluto. Racconta anche di quel segreto che ha sostenuto quella bimba, divenuta Regina delle ombre, quando gli gnomi neri le stringevano la gola. Racconta anche delle sue passioni, del suo amore per la vita e  per la natura. L’azzurro ha medicato quelle ferite profonde trasformando la vita in poesia, nonostante tutto quell’orrore che mi gravitava intorno. Sono innamorata dell’amore e del suo potere sulle mie labbra sulle mie palpebre. Senza mi spengo lentamente.

Le critiche, ti spaventano? Le critiche fanno parte del contesto Vita. Quando si sceglie di vivere secondo i propri canoni, curando soprattutto la propria individualità, senza mai omologarsi al resto della massa, si sceglie di esporsi. Oggi non mi spaventano più, perché ho imparato ad amarmi da morire e a essere orgogliosa di tutto ciò che mi appartiene. Perché tutto ciò che ho oggi, me lo sono conquistata con tenacia e impegno. Le critiche ovviamente quelle costruttive quando sono arrivate da persone competenti e intelligenti, sono servite per migliorarmi e crescere, dunque le ricevo come doni da sfruttare. Quando si decide di esporsi, così come ho fatto io, devi avere anche la consapevolezza che le critiche sono lecite, sempre se mantengono la correttezza, se non sono volgari e offensive. Se avessi continuato ad avere paura, avrei continuato a tenere tutto nel cassetto segreto.

Scrivi da tempo, come e quando ti ha scelta la poesia? Mi è sempre piaciuto tantissimo scrivere. Ho ripreso nel 2004 circa. Le parole rimaste dentro ferme per troppo tempo, hanno iniziato a scavare crepe profonde. Mi sono ammalata, diversi problemi di salute arrivati tutti insieme, molto ricoveri. Stavo abbandonando la vita, mi stavo arrendendo, il corpo mi stava abbandonando un dolore fisico importante da togliermi il fiato e la voglia di lottare. Non per ultimo, una emiparesi facciale, mi aveva trascinato in un baratro chiamato “rassegnazione”. Un giorno in uno dei miei ultimi ricoveri, quando ormai avevo perso la speranza, sentii in lontananza quel meraviglioso profumo della poesia e così che decisi di ribellarmi a tutto. Così la vita riprese il suo profumo e il suo colore naturale “Azzurro”. Ho lottato per riprendere, ballare e sognare. Ho ripreso in mano la mia vita, curandomi attraverso le mie passioni. Così ho ripreso a scrivere, dipingere e cantare, mi sono rimessa in gioco anche partecipando a vari concorsi letterari, ottenendo inaspettati risultati sia in lingua italiana che in lingua sarda. Infatti nel libro ho scelto di metterne sei in sardo-campidanese, perché parte di quel percorso di vita, ecco perché la scelta di un sottotitolo in sardo “In asulu bisendi” il suo significato – Nell’azzurro sognando –  ha  come parole chiave, presenti in tutta l’opera letteraria l’azzurro e i sogni.

Una pubblicazione questa, fortunata e vincente. Stai portando il tuo “Regina delle ombre” in giro per l’Italia. Sono molto soddisfatta, il libro piace tanto e per il momento ho avuto solo riscontri positivi. Dopo il fermo obbligato per un problema importante di salute di una delle mie Gemme, riprendo la corsa, perché il libro merita. Il messaggio arriva al cuore dei lettori, uno dei miei obiettivi è proprio raccontare il dolore attraverso il mio sorriso e il mio amore per l’amore. Collaboro da anni con il compositore fiorentino Lorenzo Pescini, molte mie poesie sono ispirate dalla sua meravigliosa musica. Sono presente con due poesie nel suo ultimo CD La strada di Venere, e per me è un grande onore. Nel libro ci sono sei poesie ispirate dalla sua musica. La passione per la musica di Lorenzo mi ha permesso di conoscere la Professoressa Tina Volpe, pianista e docente del conservatorio Paisiello di Taranto, il quale mi ha organizzato alcune presentazioni nella bellissima Puglia. Nella prima, grazie anche all’attenzione della professoressa Maria Rosaria Mutasci,  ho presentato il libro nel palazzo baronale di Castellaneta, mentre La Professoressa Volpe mi accompagnava al pianoforte e la Professoressa Sabrina Lucani con la sua arpa,  il bravissimo ed esperto Preside Stefano Milda faceva da relatore. Lo stesso  ha voluto, la stessa presentazione nel suo liceo Ruggieri di Massafra, sempre insieme all’amica Tina Volpe che ha eseguito numerosi brani del Pescini, mentre io recitavo le poesie ispirate dalla sua splendida musica.  La presenza di tantissimi studenti che hanno ascoltato con attenzione e interesse, mi ha inorgoglito.  Alla fine alcuni si sono avvicinati per raccontarmi le loro emozioni e quello che aveva acceso sentire i miei versi. Bellissimo sentirsi così vicino a loro.
Meravigliosa esperienza. Devo dire grazie anche alla Professoressa Annamaria Giannelli, per aver organizzato un incontro nel suo salotto delle arti a Triggiano in provincia di Bari, dove il relatore Professore Rocco Dicillo, ha dato voce al mio libro con serietà e competenza, mentre le bravissime professoresse Tina Volpe al pianoforte e  Sabrina Luciani all’arpa e Anna Fasanella al violoncello, mi accompagnavano mentre recitavo alcune poesie contenute nel libro.  Ma questo, è solo l’inizio: ho in programma e spero di portare in giro il mio libro con tante altre presentazioni, emozionandomi sempre come se fosse la prima.

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