"TRACCE DI TE", VIAGGIO NELLA MUSICA DI FRANCESCO RENGA: IL LEGAME DEL CANTAUTORE ALLA SARDEGNA E IL RICORDO DELLA MADRE

Francesco Renga a Sanremo 2014

a cura di Massimiliano Perlato

Francesco Renga è nato a Udine il 12 giugno 1968 con la sorella gemella Paola. Ad accoglierli oltre ai genitori, anche il fratello Stefano, di otto anni più grande. Nato in Friuli per puro caso visto che il padre, maresciallo della Guardia di Finanza, all’epoca prestava servizio ai valichi dell’ex Jugoslavia. Poi, i Renga si sono trasferiti a Brescia dove Francesco è cresciuto ma con il cuore anche orientato verso la Sardegna, regione di provenienza del papà, originario di Tula. Francesco cresce dimostrando attitudine per lo studio, la lettura e il disegno, ma soprattutto per la musica e il canto seguendo il fratello maggiore che si esibiva nei locali della città lombarda con gli amici. La sua carriera prende il via a 15 anni quando al Liceo Scientifico Carini assieme ad amici costituisce il gruppo “Modus Vivendi” . Il primo concorso che lo vede protagonista è quello fra band bresciane denominato “Deskomusic”. Renga ha già un’ottima presenza scenica e a quel concorso è iscritto anche un altro gruppo destinato a segnare la biografia di Renga, gli allora sconosciuti “Precious Time”, poi diventati “Timoria”. Fra la giovane band lombarda e il cantante in erba scocca il feeling, e Francesco entra nella loro formazione.  I Timoria fanno subito tendenza ed in un breve lasso di tempo si trovano a calcare i palcoscenici di vari paesi dell’Europa, lanciati anche dalla partecipazione fra i Giovani del Festival di Sanremo 1991 dove vincono il Premio della Critica col brano “L’uomo che ride”. Alla fine del 1998 Francesco lascia la band, in seguito ad un litigio con Omar Pedrini. E’ del 2000 il suo ritorno sulle scene da solista, con l’album che porta il suo nome. Un album che, a sentire le parole dello stesso Renga, non rivela ancora del tutto le sue potenzialità. Renga si impone da solista l’anno dopo in seguito alla partecipazione al Festival di Sanremo 2001 fra i Giovani con “Raccontami”, che gli vale il Premio della Critica. “Tracce”, il disco della definitiva affermazione, esce nel 2002 contemporaneamente alla sua prima partecipazione a Sanremo in veste di Big, con “Tracce di te”. E proprio su questo brano ci soffermiamo, perché la canzone è dedicata alla mamma defunta e al ricordo di Sardegna. Un tentativo quello di Francesco di esorcizzare il dolore della morte, pur con la paura di perdere il ricordo della persona amata. “La malattia di mia mamma è durata tre anni: è morta qualche mese prima del mio diciannovesimo compleanno. Anni in cui, di certo, la qualità della sua vita è peggiorata; ma lei non ha mai vissuto momenti drammatici, se non nell’ultimo periodo che è stato molto difficile. Lei cercava di proteggerci e di tener lontani dalla sofferenza mia sorella gemella, mio fratello maggiore, mio padre che non si era mai occupato delle questioni domestiche. Cercava di sdrammatizzare, ma soffriva: non tollerava di non avere più forze per seguire la casa, non accettava di essere in disordine e quando andava in ospedale per una terapia, o per un semplice controllo, doveva essere perfetta, con i capelli e con i vestiti. Quei capelli bellissimi, neri e crespi come i miei, che la chemioterapia le aveva rubato … No, non ci si può abituare al dolore, ma si cerca di isolarlo, per poter continuare a vivere.”

Successivamente dopo due anni di pausa Renga pubblica nel 2004 il suo terzo album di inediti “Camere con vista” e racchiude alcuni singoli che hanno avuto un discreto successo. Un altro successo è rappresentato da “Angelo”, canzone con la quale nel 2005 ha vinto la 55esima edizione del Festival di Sanremo. Nel 2007 viene pubblicato “Ferro e cartone”, quarto album del cantautore, dal quale viene estratto come primo singolo “Cambio direzione”. Nello stesso anno esce anche il primo libro di Francesco Renga, intitolato “Come mi viene – vite di ferro e cartone”. Nel 2008 l’attesa collaborazione con il gruppo sardo dei “Tazenda” nella canzone “Madre terra”. Sempre nel 2008 duetta con Irene Grandi e Patty Smith nel brano “Birima”, canzona incisa per sostenere il progetto umanitario del microcredito in Senegal. Il 2009 vede Renga un’altra volta in gara a Sanremo con il brano “Uomo senza età”, una canzone che cerca di far capire al suo pubblico che Renga è anche altro, che non è solo quell’animale rock dei Timoria o il romantico maledetto dei primi album da solista. Il brano gli consente di spaziare fino alle sonorità liriche, anche attraverso una citazione della celebre Turandot” di Giacomo Puccini; durante la serata dei duetti Renga sceglie come compagna il soprano Daniela Dessì. Il 13 novembre 2009 è stato pubblicato l’album “Orchestra e Voce”, che Renga ritiene utile per affermarsi in Europa divenuto disco di platino, vendendo oltre centomila copie. Poi ha partecipato all’album di Claudio Baglioni “Q.P.G.A”, nella canzone “Lungo il viaggio”, che è il titolo originale della canzone meglio conosciuta col titolo di “In viaggio”. Il 21 aprile 2009 insieme ad artisti celebri come Ligabue, Jovanotti, Laura Pausini, Tiziano Ferro e tanti altri, ha registrato la canzone “Domani 21/0472009”, cover di un brano di Mauro Pagani, realizzata a scopo benefico a seguito del sisma avvenuto in Abruzzo. Nel 2010 al Festival di Sanremo condotto da Antonella Clerici, Renga vi partecipa però come Ospite per eseguire “La voce del silenzio” in occasione dei festeggiamenti per i 60 anni della kermesse canora. Pubblica l’album di inediti intitolato “Un giorno bellissimo” di cui vince il disco d’oro per il singolo omonimo. Al Festiva di Sanremo 2012 partecipa con “La tua bellezza” e lancia l’album “Fermoimmagine”. Nel 2013 esce il brano “La vita possibile” realizzato per il film “Razza bastarda” di Alessandro Gassman. Interviene nell’album di Max Pezzali di nome “Max 20” cantando “Eccoti”. Partecipa al Sanremo 2014 con “Vivendo adesso”. Successivamente esce il nuovo album “Tempo reale”. L’album debutta subito in testa alla classifica dei più venduti in Italia. E chiudiamo parlando di Sardegna. “La mia Sardegna. E’ la musica, quella che, negli anni ’70, faceva da colonna sonora alla mia adolescenza.  Parlare dell’isola è per me fin troppo facile. Le uniche origini che sento mie, e che cerco di rivisitare con costanza. I miei parenti sono tutti ancora a Sassari. Cugini, zii, sono lì, e io lì, solo lì, mi sento a casa.“

Ricordi? “Tanti e meravigliosi. Mi fermo un attimo; li riporto alla mente, li ascolto, mi cullo sopra quello che è stato e sarà per sempre.  Da bambino passavo le mie estati dai miei nonni, loro abitavano a Tula, sul lago Coghinas. Mi resterà impressa per tutta la vita l’immagine di mio nonno, incarnazione perfetta del fiero uomo sardo. Forte, sicuro, orgoglioso. Onesto. Leale. Mi ricordo quando stava seduto nel porticato e con la pattadese tra le mani tagliava i pezzi di pecorino, o la frutta che aveva appena raccolto.”

L’isola è sempre nel tuo cuore anche a distanza. “Certe volte, quando racconto aneddoti della Sardegna, c’è chi mi guarda storto perché non faccio altro che riempirmi la bocca di quella terra, ma è difficile spiegare questa vicinanza culturale, umana, spirituale a chi non ci conosce. Mio padre quando andò in pensione comprò una casa ad Alghero, e ci andava di continuo. Ora che non può più farlo vediamo da vicino quanto gli pesa non poter essere lì, ed è la dimostrazione di quanto ci si leghi ad una terra meravigliosa come questa. “

Francesco Renga ha due figli avuti dalla compagna, l’attrice Ambra Angiolini: Jolanda di dieci anni e Leonardo di otto.

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