STUDIARE A SIENA E SENTIRSI IN SARDEGNA: TANTI STUDENTI DELL’ISOLA SCELGONO L’ATENEO DEL 1240 DALLA RICONOSCIUTA DIMENSIONE UMANA

Piazza del Campo a Siena

di Anna Laura Carrus

I malloreddus, classici con la salsiccia o semplici con il solo sugo, sono un piatto comune delle tavole sarde. Ma per lo studente sardo fuorisede diventano un sogno nostalgico: il simbolo dei pranzi delle vacanze, quando il pensiero dello studio rimane insieme ai libri là, in continente. Da studentessa fuorisede a Siena, ho desiderato spesso i pranzi di casa quando dovevo affrontare la fila in mensa. Perciò fu davvero grande la sorpresa, e la gioia, quando un giorno lessi sul menù appeso alla bacheca Oggi Gnocchetti Alla Sarda, sì con tutte quelle maiuscole. Sarà stata la fame incalzante delle 13.30, ma sul momento interpretai quel piatto come un regalo che l’università di Siena mi stava facendo. In verità il rapporto tra la città toscana e la Sardegna è stretto, basato sulla presenza di fantini e cavalli sardi che abitualmente corrono e spesso vincono il Palio. È essenzialmente questo il motivo per cui in ogni bar del borgo medievale è possibile bere l’Ichnusa e i senesi si mostrano cordiali e generosi, come mi confermò la prima corregionale che incontrai appena arrivata: Siena è una città tranquilla nella quale un ragazzo sardo riesce a sentirsi benvenuto e benvoluto. Viveva a Siena da anni, divisa tra il lavoro al Museo della Tortura e gli studi all’università: anche lei una dei tantissimi fuorisede. Perché gli studenti che arrivano da altre zone d’Italia e del mondo costituiscono oltre il 60  per cento dei circa 19 mila iscritti all’ateneo senese. Ad attirare così tanti giovani, italiani e non, in una piccola città arroccata sulle colline è la qualità dell’offerta didattica, motivo inoltre del primo posto nella classifica Censis che l’università ha conquistato nel 2013, grazie al punteggio di 103,4 su 110. Un vero polo di eccellenza per gli studi fin dalla sua nascita nel 1240 e che ancora resiste nonostante i problemi economici della storia recente. Dopo le indagini per evasione fiscale e il timore per una possibile bancarotta a causa di un buco da 135 milioni di euro, si è aggiunta anche la crisi del Monte dei Paschi, a cui l’ateneo è da sempre legato. Per fronteggiare queste difficoltà, un forte aumento delle tasse universitarie tramite l’introduzione di una terza rata è risultato inevitabile. Ma, come si diceva, la qualità degli insegnamenti non è stata toccata, garantendo così un aumento degli iscritti nel corso degli ultimi anni. Secondo i dati forniti dal Miur, nel 2012 circa il 2 per cento degli studenti fuorisede italiani ha scelto Siena, tra questi 152 sono arrivati dalla Sardegna. L’anno scorso la Toscana ha accolto 1.714 studenti dall’isola, numero in crescita costante grazie soprattutto al collegamento aereo a basso costo con Pisa, da cui Siena è facilmente raggiungibile in treno o in bus. Tra chi si ritrova a fare spesso questo viaggio c’è Andrea, 22 anni di Lanusei. Ha deciso di frequentare Giurisprudenza a Siena proprio per l’elevata qualità dei corsi offerti dal dipartimento e per la curiosità di sperimentare una vita diversa. Una volta laureato il suo desiderio è di tornare a lavorare in Sardegna, ma l’idea di fermarsi in Toscana rimane. Gian Marco, di 25 anni, dopo la laurea triennale in Scienze politiche a Cagliari ha scelto di proseguire gli studi a Siena, centro d’eccellenza per le scienze internazionali e diplomatiche. Sebbene lasciare il capoluogo sardo non sia stato facile e la nostalgia rimanga, la nuova città si è rivelata molto accogliente e a misura d’uomo, anzi, di studente sprovvisto di macchina. Ogni posto è infatti raggiungibile a piedi, diversamente da Cagliari, dove il traffico e l’estenuante ricerca del parcheggio sono quotidianità. Anche Gian Marco, dopo un’esperienza all’estero, ritornerebbe volentieri a Siena per lavorare. Chi invece ci è capitata quasi per caso è Carla, di 19 anni. Il nuovo sistema di graduatoria nazionale previsto dal test d’ingresso a Medicina le ha permesso l’iscrizione a Siena, la sua terza opzione dopo Bologna e Modena. Infatti, per il prossimo anno, il desiderio di Carla è proprio quello di proseguire gli studi presso l’ateneo bolognese, nonostante la vita senese non le dispiaccia.

Perché, sebbene non sia proprio uguale a quella di Milano, la vita di Siena ti conquista grazie alla sua semplicità fatta di cene casalinghe, dove si possono incontrare giovani di tutto il mondo che amano la Sardegna, o di nottate in Piazza del Campo passate a offrire l’Ichnusa a tutti. E può capitarti di scambiare due parole con il vicino di fila in mensa, che dopo averti sentito chiedere gli gnocchetti ti domanda se sei sarda in un accento simile al tuo. E per qualche minuto parli di quello che succede nell’isola lontana, come se fossi a casa. Ma la sensazione di stare sulla terraferma non scompare, se non altro, per gli gnocchetti conditi con un sacrilego ragù. Siena per un giovane sardo può rappresentare un’ottima prima esperienza fuori casa, perché permette di avvicinarsi al modo di vivere di tante culture, senza doversi allontanare da quello isolano. Ciò è possibile solo grazie a una storia unica e magica, quale quella senese: diversissima da quella sarda, ma di cui la Sardegna è stata ed è compagna nel Palio, ovvero nell’essenza della città.

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