L’ISOLA DEI FALLIMENTI: NEI PRIMI CINQUE MESI DELL’ANNO CHIUSE 144 AZIENDE


Continua a crescere in Sardegna il numero dei fallimenti: nei primi cinque mesi del 2014, 144 imprese sarde hanno portato i libri in tribunale, 40 in più rispetto allo stesso periodo del 2013. Secondo il registro delle imprese delle Camere di commercio dal 2008 al maggio 2014 sono stati accertati nella nostra regione oltre 1200 fallimenti. In sostanza in Sardegna ogni mese sono fallite 1,1 imprese ogni 10 mila imprese attive iscritte ai registri camerali nel 2008 (da cui sono esclusi liberi professionisti e imprese della pubblica amministrazione). I dati sono stati resi noti dal Centro studi dalla Cna Sardegna che attesta quanto la complessa crisi economica abbia fatto lievitare negli ultimi anni il numero di procedure concorsuali ai danni delle imprese isolane. Dai 77 fallimenti del 2008 e dai 107 del 2009 si è infatti passati alle 251 del 2012 fino alle 262 del 2013. “Stando ai dati relativi ai primi cinque mesi dell’anno in corso – spiegano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna – alla fine del 2014 le imprese in fallimento potrebbero essere ancora in aumento: ne risultano infatti censite 144, contro le 104 dello stesso periodo dello scorso anno. Occorre con urgenza rilanciare la domanda con una terapia d’urto che smuova l’effetto paralizzante che la stagnazione in corso produce sul sistema economico isolano”. In base allo studio della Cna quasi il 48% di fallimenti ha riguardato imprese di medio-piccola dimensione (tra 2 e 9 addetti) e per quasi il 30% imprese con un unico addetto.Tuttavia, considerando la micro-struttura del sistema imprenditoriale regionale (il 96% delle imprese ha meno di 9 addetti), in rapporto allo stock del 2008, la percentuale di fallimenti tra le imprese con più di 9 addetti risulta decisamente più elevata: quasi il 5% (cioè più di 6 imprese al mese ogni 10 mila imprese attive), contro lo 0,7% tra le imprese più piccole. “La situazione – dichiarano i vertici Cna – appare decisamente più grave per le imprese del settore edile, ancora nel pieno di una delle più importanti crisi della sua storia recente. Dal 2006 il settore ha iniziato a perdere investimenti e non ha smesso di farlo fino al 2013. Alla fine del 2013 il mercato ha perso circa il 40%, raggiungendo così il livello minimo degli anni 2000, e le prospettive per il 2014 non vanno oltre la stagnazione”. Tra le imprese di costruzioni la percentuale di fallimenti rispetto allo stock nel periodo 2008-2014 è pari al doppio rispetto al resto delle imprese regionali (1,4% contro lo 0,7%): il che vuol dire che ogni mese su ogni 10mila imprese di costruzioni attive in Sardegna a partire dal 2008 1,9 sono fallite (negli altri settori economici la frequenza risulta meno della metà).

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