PAPA FRANCESCO HA INCONTRATO A ROMA I RAPPRESENTANTI REGIONALI DELLE EMITTENTI RADIOFONICHE E TELEFONICHE LOCALI


di Gian Piero Pinna

Il Papa, ha recentemente incontrato i rappresentanti delle emittenti radiofoniche e televisive locali. L’evento, è stato voluto dai vescovi italiani e dall’associazione di categoria, per consentire al Pontefice di parlare agli operatori di radio e tv dell’importante ruolo che svolgono attualmente. A cospetto del Papa, sono stati ammessi solo i rappresentanti di un’emittente per regione e quando, il 22 marzo scorso, i responsabili di Radio Studio 2000, emittente storica del territorio terralbese, che irradia le sue trasmissioni da più di 28 anni, è stata scelta per questo incontro, organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana e dall’associazione Aeranti-Corallo che rappresenta le imprese radiofoniche e televisive locali, nonché agenzie di informazione radiotelevisiva, con Papa Francesco e si è trattato di scegliere dei doni significativi del territorio, non hanno avuto dubbi e gli hanno portato un quadro di Dina Pala, che rappresenta la festa della Madonna di Bonaria a Marceddì, un documentario preparato dalla stessa emittente, che racconta la storia della borgata e la devozione novantennale per la Madonna di Bonaria con immagini storiche della festa e un rosario in ossidiana del Monte Arci, come segni dell’identità del territorio e della sua gente.

Molto apprezzata la decisione di scegliere un’opera di Dina Pala che oggi, arrivata alla bella età di 81 anni, la si può tranquillamente annoverare tra le massime espressione dell’arte sarda del ‘900. Dina Pala, si può dire che sia stata una pittrice sin dalla nascita, in quanto sin da piccola ha rivelato notevoli capacità artistiche e anche se l’età avanza, il suo gusto per la sperimentazione, è sempre fertile e fecondo. La sperimentazione che l’artista fa coi colori e con le tecniche, continua ancora oggi e nonostante gli 81 anni, seleziona e tratta soggetti e tendenze artistiche come quando era ragazzina, quando per ottenerlo le svariate tonalità di colore, mischiava terre, minerali, erbe e anche elementi del mondo animale, con il nero di seppia e il rosso con il sangue animale. Le erbe davano ottime gradazioni di verde, se venivano pestate con cura e lasciate fermentare in un recipiente chiuso per alcuni giorni, con le terre otteneva i gialli, i rossi e anche il bianco, mentre per il violetto, l´ingrediente essenziale era il papavero trattato come le erbe. Delle sue immutate capacità artistiche, si è avuto recentemente testimonianza, quando ha collaborato fattivamente per la realizzazione della grande composizione pittorica che è servita per la rappresentazione storica del primo Concilio cristiano tenutosi a Nicea e svoltosi nella piazza IV Novembre di Terralba, dove anticamente sorgeva la Chiesa dedicata a San Lucifero, uno dei più importanti protagonisti di quel concilio.

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