A DONIGALA FENUGHEDU, PREMIO DI MERITO DELLA CULTURA MEDITERRANEA AD ADRIANA MANCA SORDI


di Gian Piero Pinna

Nei giorni scorsi, è stato consegnato ad Adriana Manca Sordi, il “Premio di Merito della cultura mediterranea”, per il suo impegno a favore delle persone emarginate, colpite da malattie invalidanti o in difficoltà economiche. La consegna del meritato riconoscimento, con tanto di emblema araldico e pergamena attestato, consegnatogli dal Gran Maestro cerimoniere, Martino Fadda, gli permette di far parte di una selezionata elite di artisti, giornalisti, gastronomi, imprenditori, armatori, poeti e letterati. Il premio consiste nella attribuzione di una pergamena artistica e di uno stemma araldico che, nelle sue ricche simbologie, caratterizza l’origine, le aspirazioni e il carattere della persona premiata.

Il Premio  di  Merito “Cultura  e  Creatività Mediterranea”, giunto ormai alla sua XXVIII edizione, è stato istituito quattro anni fa  dalla  Casa  Editrice  EPDO di Roberto Cau, con sede in via Bellini ad Oristano e dal Laboratorio Artistico “Antico Mare” di Martino Fadda, il riconoscimento, oltre che un gesto di stima, è un premio per l’impegno di singoli o collettivi, che svolgono un ruolo determinante nell’ambito culturale, artistico, civile e del lavoro, e viene assegnato a persone che con le loro azioni, operano nell’intento di contribuire a proiettare l’individuo verso una società migliore. Un premio che sta crescendo di anno, in anno ed è stato già ricevuto da alcuni dei più noti personaggi di Oristano e dintorni.

Nella motivazione, si spiega che Adriana Manca Sordi, è stata scelta perché “se, nel campo del sociale, esiste nel nostro territorio una persona meritevole di essere ricompensata con un riconoscimento per le opere che ha svolto, questa non può essere che lei, che nonostante gravi avversità familiari e precarie condizioni di salute, abbiano contrastato la sua esistenza, la Adriana Manca Sordi, ha dedicato completamente la sua vita al volontariato. Fondatrice del gruppo scout ad Oristano, per 40 anni è stata un pilastro di questo gruppo e punto di riferimento di generazioni di ragazze presso la parrocchia di San Giuseppe Lavoratore. Attiva nell’assistenza ai bisognosi e organizzatrice di mostre di beneficenza i cui proventi vanno devoluti alle categorie di persone emarginate e povere. Si batte con coraggio per la tutela dei diritti dei più deboli e contro tutte le forme di ingiustizia, assiste direttamente i carcerati, gli extra comunitari e gli appartenenti alle classi più disagiate. Da decenni è Presidentessa dell’AIFO, organizzazione non governativa per la lotta alla lebbra che opera nei paesi in via di sviluppo e realizza progetti di prevenzione e tutela delle fasce più deboli e vulnerabili a questa terribile malattia. Inoltre, è particolarmente attiva nella raccolta di fondi e di qualsiasi genere di beni che possa aiutare i più sfortunati e sensibilizza le persone a questo dramma con corsi di aggiornamento, incontri con le scolaresche, attività di informazione”.

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