EMIGRAZIONE SARDA: LA GERMANIA E’ LA PRIMA META. NE HANNO PARLATO LE ACLI IN UN DIBATTITO CON I RAPPRESENTANTI DEI CIRCOLI


di Moreno Pisano *

E’ la provincia di Cagliari a perdere più popolazione in favore di flussi migratori che riguardano tutta l’Europa e in particolarela Germania, seguita da Sassari e Oristano secondo i dati dell’anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire). Si è passati da 103.121 nel2011 a105.375 del 2012 e il dato non riesce a catturare coloro che pur stando all’estero non sono iscritti all’Aire e che portano il numero degli emigrati sardi a 5000 unità. Secondo i dati Acli illustrati ieri nella sede di via Roma dal presidente provinciale Mauro Carta la meta preferita èla Germaniacon 29.736 partenze, seguela Franciae il Belgio. Oltreoceano è l’Argentina ad aver accolto 3.313 sardi, preferita a Usa e Australia. Nei comuni sardi spicca il dato di Assemini e Monserrato che nonostante l’appartenenza all’hinterland cagliaritano perdono rispettivamente 229 e 215 cittadini seguiti dalla città di Nuoro. Nel 2012 42mila italiani si sono trasferiti in Germania. + 40% rispetto al 2011, di questi, 1200 sono Sardi. E’ sicuramente il dato sulla disoccupazione al 5% rispetto al 12% dell’Italia a rendere accattivantela Germaniaper un impiego soprattutto nei settori della ristorazione, dell’industria dolciaria e nelle gelaterie. Un’ulteriore commento rispetto ai dati è arrivato da Alexandra Porcu presidente del circolo sardo di Berlino che ha raccontato come lei in prima persona accoglie richieste di informazioni e di aiuto per la ricerca di una casa e di un lavoro da parte di emigrati sardi che partono in cerca di fortuna ma con pochissime informazioni per destreggiarsi tra comprensione della lingua e registrazione all’aire. I sardi sono disposti a svolgere in Germania lavori che non volgerebbero in Sardegna sacrificando le ambizioni dovute alla laurea e rischiando di dover sostituire il tetto sopra la testa all’automobile per trascorrere le notti. Carolina Bacciu, studentessa all’Università di Berlino ha parlato del primo scoglio che gli emigrati sardi trovano in Germania: la lingua. La difficoltà di comprensione nella pratica quotidiana necessita di corsi chela Germaniaoffre con le università del popolo e che in 600 ore danno al corsista un sufficiente livello per capire e parlare in tedesco e per conoscere la cultura e le istituzioni. C’è poi l’iscrizione all’Aire, la richiesta per la carta rossa dell’igiene e così via sino alla ricerca di un lavoro. Fabrizio Palazzari Ass. Tramas de Amistade -ex presidente Sardisches Kulturzentrum Berlin ha proposto chela Regione Sardegnainnalzi il livello della preparazione dei giovani sardi dal punto di vista linguistico anche con l’insegnamento del tedesco e che l’anagrafica dei giovani erasmus sia reso disponibile ai circoli e a chi svolge attività imprenditoriali in Germania per instaurare collaborazioni stabili. Dalle Acli sono arrivate 2 richieste per la nuova giunta regionale. Il presidente regionale Fabio Meloni ha chiesto che venga programmata una nuova formazione professionale all’altezza dei tempi e delle esigenze mentre il presidente del Crei Acli ha auspicato una sburocratizzazione degli uffici regionali. 

* cagliari.globalist.it

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