BASTA DISCRIMAZIONI CONTRO LA SARDEGNA: L’ON MAURO PILI A BRUXELLES PER PRESENTARE IL MEMORANDUM ALLE ISTITUZIONI EUROPEE. CHIAMATI A RACCOLTA GLI EMIGRATI DEL BELGIO


“Se lo Stato e l’Europa ignorano la Sardegna bisogna passare dalle proteste alle azioni. Non bastano più le proteste, bisogna alzare la voce e la clava giudiziaria. Occorre una mobilitazione concreta che vada al cuore del problema: eliminare le discriminazioni palesi, evidenti che lo Stato italiano e l’Europa infliggono alla Sardegna. Bisogna passare alle vie di fatto, compreso il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione del Popolo Sardo. Tutto questo va perseguito a livello istituzionale, politico ma da oggi anche giudiziario. Questa sfida allo Stato e all’Europa va perseguita in un contesto internazionale, in sintonia con altri popoli che rivendicano il diritto all’autodeterminazione. Per questo motivo si avvia oggi, con la partecipazione di Unidos a Bruxelles alla manifestazione dei Popoli liberi e con la consegna alla Corte di Giustizia Europea di un articolato e puntuale questo memorandum, il percorso politico, democratico e giudiziario per la difesa e l’autodeterminazione del Popolo Sardo nel più ampio quadro internazionale del riconoscimento dei diritti universali. Un percorso che intendiamo condividere con quei Popoli che in Europa e non solo, dalla Catalogna alla Crimea, dal Kosovo ai Paesi Baschi, intendono esercitare l’universale diritto di autodeterminazione.” Lo ha detto l’on. Mauro Pili annunciando la presentazione alla Corte di Giustizia Europea di un memorandum sulle discriminazioni che subisce la Sardegna e la partecipazione domani a Bruxelles alla mobilitazioni dei popoli liberi per rivendicare il diritto all’autodeterminazione. “La Sardegna e i Sardi – ha detto Pili – hanno pagato, e continuano a pagare, un prezzo altissimo per le gravissime e reiterate discriminazioni democratiche, economiche, infrastrutturali e sociali che lo Stato e l’Europa hanno esercitato contro la più isolata regione insulare dell’intero mediterraneo. Sia lo Stato che l’Europa hanno sistematicamente ignorato la condizione insulare della Sardegna e hanno ripetutamente danneggiato con provvedimenti gravemente discriminatori la rappresentanza democratica, l’economia e la società sarda. La discriminazione più rilevante sul piano democratico è, infatti, quella dell’esclusione della Sardegna dal Parlamento Europeo considerato che l’accorpamento con la Sicilia ne preclude per il rapporto elettorale qualsiasi possibilità di accesso. Si tratta di una discriminazione grave sul piano democratico, insostenibile su quello sostanziale considerato che l’Europa, in concorso con lo Stato, ha messo in atto provvedimenti che ledono l’appartenenza stessa della Sardegna al contesto europeo. Per questo motivo, DOMENICA 30 marzo ( esattamente un mese e mezzo prima delle elezioni europee ) insieme a movimenti di autodeterminazione europei e non solo avviamo la più ampia e importante azione per la difesa e l’affermazione del diritto di promuovere l’autodeterminazione dei cittadini, dove c’è una maggioranza sociale e o politica a favore”. “Nel dichiarare la decisione di non partecipare alle prossime elezioni europee il movimento UNIDOS SARDEGNA – annuncia Pili – avvia con questo manifesto politico, economico e sociale un percorso democratico e giudiziario nel più ampio contesto internazionale per il superamento delle discriminazioni verso il Popolo sardo e il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione. In questo contesto si affida agli organi istituzionali e giudiziari internazionali il memorandum sulle discriminazioni statali ed europee da rimuovere con il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione del Popolo Sardo”.

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