ALBERTO CADDEO A DUBAI PER PROMUOVERE LE ECCELLENZE DELL'ISOLA: "AIUTO LE AZIENDE SARDE A TROVARE NUOVI MERCATI"

Alberto Caddeo

di Giovanni Runchina *

Da una parte: i prodotti eccellenti; dall’altra: i potenziali clienti; in mezzo il mare, fisico e non solo, nel quale ancora troppo spesso annegano molte idee. Poi la soluzione, un’Arca di Noè 2.0 nella quale metter dentro il bagaglio accumulato di esperienze, passione, entusiasmo e voglia di migliorarsi. Alberto Caddeo è un imprenditore cagliaritano di 29 anni che da sette mesi si è trasferito in pianta stabile a Dubai dove promuove il meglio dell’agroalimentare e del tessile sardo nella patria dei nuovi paperoni.

Pasta fresca e secca, sebadas, pane carasau, formaggi, bottarga, ricci, dolci secchi, olio d’oliva, prodotti tessili -tutti rigorosamente “made in Sardinia”- sono periodicamente caricati in un naviglio virtuale delle prelibatezze con nome gustosamente e attentamente provocatorio: Is Mellus. «Is Mellus – spiega Alberto, diploma di perito informatico e studi in Scienze della Comunicazione -in campidanese significa “I Migliori” ma, letto in inglese, crea una curiosità istintiva capace di catturare commercialmente il cliente». Start-up in piena regola, con collaboratori sguinzagliati nell’isola alla ricerca dei migliori, e organizzata minuziosamente per curare tutto il percorso delle eccellenze: dalla fabbrica alla vetrina.

«La società vuole aiutare le aziende sarde a internazionalizzarsi, creando una rete di distribuzione continua e sicura. Chiediamo flessibilità e serietà ai nostri partner ai quali forniamo tutta l’assistenza necessaria, a partire da quella di tipo logistico; tuttavia non importiamo soltanto i prodotti, ma anche la tradizione perché spieghiamo e raccontiamo la loro storia e, contemporaneamente, insegniamo a valorizzarli. Fungiamo sia da intermediari, sia da distributori».

Ma “Is Mellus” è l’approdo felice di una vicenda di ben altro segno vissuta nell’isola; gli ingredienti sono la fatica, la difficoltà a vivere in una realtà dove la crisi ha inchiodato malinconicamente il proiettore della felicità mandando in onda solo i fotogrammi di un passato glorioso. La storia lavorativa di Alberto Caddeo in Sardegna è costellata di molti tentativi, di partenze repentine e di brusche fermate che levano energie e ottimismo.

«Ho sempre svolto la professione di agente di commercio – racconta – ho fatto alcuni investimenti ma alla fine ho dovuto riporre nel cassetto i sogni, tra tasse e problemi di varia natura. Non vedevo margini di crescita e non intendevo accontentarmi. La scommessa è nata dall’esigenza di creare qualcosa di mio e di avere le giuste soddisfazioni. Il bisogno di espatriare era forte, ma ancora più forti sono le mie origini, e l’unico modo per non farmi mai mancare la mia terra amata era quello di portarmela dietro e farla conoscere al mondo; non ho rimpianti per essere andato via, però i sapori, i colori, i profumi e le sensazioni che la Sardegna ti regala sono unici. La lontananza dagli affetti ha un altro grande impatto, ma le nuove tecnologie accorciano anche queste distanze».

L’approdo per un nuovo inizio è stato per l’appunto Dubai, icona della nuova opulenza e meta dell’imprenditoria ad alto valore aggiunto e a tasso quasi nullo di complicazioni burocratiche. «Qui le regole sono precise e le scorciatoie non servono. La pressione fiscale è assente e le imprese godono di grosse agevolazioni bancarie, effetto di una grande fiducia nel mercato locale che è in crescita costante; Dubai è un luogo ideale tanto sotto il profilo fiscale, quanto sotto l’aspetto commerciale. Io ho fatto le mie ricerche di mercato con i miei collaboratori e, dopo un primo sopralluogo e la presenza agli eventi più importanti di settore, tramite Internet ho avviato l’azienda a distanza; ho traslocato solo in un secondo momento, per portare avanti di persona la fase di startup».

Le opportunità per le nostre aziende sono enormi: «La percezione della Sardegna a queste latitudini è pari a zero, l’Italia per gli arabi è la Penisola. Il paradosso è che mentre la nostra terra è ignorata, tantissimi conterranei sono estremamente apprezzati e hanno ruoli di grande rilievo e responsabilità, soprattutto nel settore turistico e nel campo della ristorazione. Certo, fa male, sapere che tutto questo capitale umano debba andare altrove per esprimersi. Tuttavia il fatto di promuovere una terra sconosciuta può trasformarsi in un enorme vantaggio; la Sardegna – conclude Alberto – è forte, bisogna solo crederci».

* Sardinia Post

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