"OCHE" E "MESU OCHE" DEI TENORES DI BITTI REMUNNU 'E LOCU: SI E' SPENTA LA VOCE DI PIERO SANNA

"l'ultimo saluto" di Piero Sanna

di Andrea Deplano

Una campanedda dringhijòla arrivò a segnare l’ingresso di nuovi interpreti nel panorama musicale del canto a tenore. Bitti si presentava con una formazione composita per fasce anagrafiche ma assai ben assortita sul piano vocale. Cantori rodati per una formidabile pratica di canto maturata contonanne in sos caminos: basso tziu Battore Bandinu (Pante) classe 1922, contra Tancredi Tucconi classe 1932 come Tanielle Cossellu mesu-voche. Il solista era Piero Sanna (1942), il più giovane del nuovo sodalizio artistico che avrebbe finito per rappresentare la Sardegna in tutti i continenti portando a conoscenza di grandi masse il canto polivocale simbolo della nostra isola. Piero Sanna era voce di canto popolare portata ad intonare i balli lestru e seriu come usava nella tradizione dei balli in piazza e la boche ‘e notte degli angoli delle strade e de sos tzilleris. Pastore di professione, uno dei pochi nel novero degli interpreti del canto a tenore contemporaneo,  pronto alla risata con gli amici e sempre disposto al canto, scherzava spesso sul destino dell’artista, lui, prestato dall’ovile al palco e alle sale di registrazione fino ad essere insignito del titolo di cavaliere dal presidente della Repubblica. Alternava nel suo repertorio di canto solennità e la spontaneità della pura espressione popolare. T’amo pro chi dotàda ses naschida diventò un modello di nuovo canto dopo la pubblicazione del primo volume antologico. Forse per le sillabe sonore assestate in modo perentorio da Tancredi, per il ritardo d’ingresso di tziu Batore e della mesu-voche di Tanielle, quel canto fu definito da molti appassionati “da brivido”. I volumi pubblicati fra il 1976 ed il 1996 proiettarono Bitti come il paese del canto a tenore e fra le nuove generazioni dei centri vicini Piero Sanna diventò modello di canto da imitare. Ma se può essere facile ripetere intonazione, ritmo e trasposizioni del cantore Piero, la spontaneità e la naturalezza de s’omine sono doti personali. Sa lilla, sa viola, su ziranu sbocciavano nel canto di questo uomo dall’aspetto bonario distinto dal sorriso incastonato fra due gote rossissime e incorniciate dai capelli bianchi nascosti sotto il berretto. Oje torrat a s’inghiriu ‘e su nurache.  

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