TOPINAMBUR ANTICRISI: LA COLTIVAZIONE A URAS DEL GIOVANE FEDERICO CASCIU

nella foto Federico Casciu

di Federica Melis

Sardegna, tempo di crisi. Parole che sentiamo in continuazione da ormai più di cinque anni. Una crisi che sembra essere senza fine, e che ha messo a dura prova la popolazione sarda. Una delle categorie più colpite è quella dei giovani, costretti ad arrancare alla disperata ricerca di un lavoro e di un futuro. C’è chi va all’estero a tentare la fortuna; chi resta, con la speranza di essere assunto da qualche azienda e chi, mentre spera, cerca di ingegnarsi. Ne sa qualcosa Federico Casciu (26 anni), giovane di Uras che, oltre a lavorare come volontario per i Vigili del Fuoco e dedicarsi all’apicoltura, ha deciso di coltivare un prodotto che nell’isola è ancora poco noto: il topinambur. Questa pianta, spesso confusa con il girasole, produce il tubero bitorzoluto conosciuto anche col nome di tartufo di canna o patata del Canada (Jerusalem artichoke in inglese), la cui consistenza è simile a quella della patata, mentre il sapore si avvicina a quello del carciofo. Varie proprietà sono attribuite a questa radice, tra cui quella di rafforzare il sistema immunitario e di essere particolarmente adatta a chi soffre di diabete. Chiedo a Federico di raccontarmi la sua esperienza.

Quando e perché hai iniziato a coltivare il topinambur ? Ho iniziato più di un anno fa, un po’ per passione verso la vera agricoltura biologica e un po’ spinto dalla crisi, che mi ha portato a cercare qualcosa di nuovo e magari unico. Insomma, in un periodo del genere ci si inventa di tutto.

Come è nata l’idea e perche proprio questo prodotto? A darmi l’ idea è stato un signore che coltiva l’orto vicino a un terreno di proprietà della mia famiglia: dopo aver vissuto in Germania per 40 anni è tornato in Sardegna portando con sé dei topinambur, dei quali i tedeschi sono grandi estimatori. Dopo una ricerca su internet e dopo essermi informato sulle tante proprietà curative attribuite a quello strano tubero ho deciso di provare. Al momento del raccolto sono rimasto stupito per l’abbondanza del prodotto ottenuto: non sapendo cosa fare di tutte quelle patate ho pensato di venderle.

Come avviene la coltivazione ? I topinambur si seminano in  primavera: si mette a dimora la patata in un terreno ben lavorato e si attende la germinazione. Da questo momento passano circa 8 mesi prima che la pianta raggiunga il suo massimo sviluppo, a Settembre, con una stupenda fioritura: una volta appassita, si passa alla raccolta –  rigorosamente a mano per non rovinare le radici.

Come reagiscono i negozianti e consumatori quando vedono il prodotto per la prima volta? A parer mio esistono due tipi di negozianti: il primo è quello propenso a vendere un prodotto di nicchia, diverso, particolare, biologico, sano e magari – perche no? Coltivato in Sardegna! Il secondo è quello poco aperto alle novità, che ti guarda strano e, non lo dice, ma pensa che tu lo voglia imbrogliare. In genere ti liquida con la frase “dovrei parlarne con il titolare”. Vendere è sicuramente la cosa più faticosa, ma devo ammettere anche la più divertente: è curioso vedere le reazioni dei negozianti e dei consumatori.

Come presenti il topinambur a chi non lo conosce? Per presentarlo e semplificare la vendita, utilizzo delle brochure curate dalla mia ragazza: in questo modo riesco a informare cliente e consumatore in modo semplice: ho cercato di sintetizzare al massimo le proprietà e la storia del topinambur, anche se in realtà ci sarebbe ancora tanto da aggiungere. Consiglio a chi è interessato a questo prodotto di visitare il sito http://www.topinambur.it/.

Insomma, un invito a tutti a vincere la diffidenza nei confronti dei cibi poco conosciuti e a provare questo tubero. In allegato a questo articolo trovate alcune foto mandate da Federico. Per chi volesse ricevere la brochure, ecco la sua email: chiccocasciu@hotmail.it

5 risposte a “TOPINAMBUR ANTICRISI: LA COLTIVAZIONE A URAS DEL GIOVANE FEDERICO CASCIU”

  1. Volevo sapere, se possibile, come si conservano i topinambur. Ho seminato ed ho ottenuto un buon raccolto ( per mio consumo…) ma dopo circa 30 gg i topinambur, che ho tenuto su un asse di legno in cantina ben areata, si sono ” prosciugati” divenendo duri e secchi.
    Che cosa ho sbagliato?
    Grazie
    renzo

  2. salute a voi, abbiamo un problemino da risolvere causa un colesterolo molto alto da una attenta visita dall’internista all’ospedale Brotzu il consiglio e l’alimentazione accurata sopratutto mangiare questo tubero miracoloso, la domanda e, voi vendete direttamente o avete dei negozi da consigliarci per l’acquisto?? grazie..

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