PER "BAZ", PRIMA IL TOUR IN SARDEGNA, POI GLI STATI UNITI. I PROGRAMMI DEL COMICO SASSARESE DOPO LA DECENNALE ESPERIENZA MILANESE CON "COLORADO CAFFE'"

Marco "Baz" Bazzoni

di Andrea Sini *

Il trampolino di lancio verso Los Angeles e un’esperienza tutta nuova è il teatro dietro casa. Tu vuoi Baz l’americano, si potrebbe dire. Perché Marco Bazzoni le sfide, più che accettarle, le lancia. Il comico sassarese a 34 anni si mette per l’ennesima volta alla prova con se stesso e con il mondo dello spettacolo, prende armi e bagagli e si trasferisce in California. Una piccola grande rivoluzione, preannunciata in modo più o meno voluto nel titolo dello spettacolo (“Revolutions”) che Baz porterà in scena nei prossimi giorni in tre teatri dell’isola. «Occhio però, ché non sono ancora partito», mette le mani avanti il geniale cabarettista. Nuoro, Sassari e Oristano sono le tre tappe che chiudono di fatto una tappa importante del percorso artistico di Bazzoni. «Si chiude un tour che è durato più o meno un anno e mezzo e si chiude anche un ciclo – dice il comico, che abita a Milano da una decina d’anni –. Però ci tenevo in modo particolare a portare lo spettacolo in Sardegna per chiudere in bellezza. È stato l’ultimo desiderio che ho espresso…». Scenografie di alto livello, un librone interattivo che troneggia sul palco con tutti gli argomenti della serata, per uno spettacolo curato in maniera decisamente puntigliosa. In “Revolutions” c’è un Baz già molto avanzato. «E’ lo spettacolo che sognavo di fare da parecchio tempo – spiega –. L’immagine è il filo conduttore di tutta la serata, dato che nella nostra società di oggi l’apparire conta molto più dell’essere. Fatta questa premessa, che sembra quasi intelligente, vorrei rassicurare il pubblico: ho intenzione di dire minchiate per almeno un’ora e mezza». Lo spettacolo è scritto e diretto a quattro mani da Bazzoni e Marzio Rossi, con la collaborazione di Lorenzo Beccati e Marco Vignorelli alle luci. Sul palco, il comico sassarese si sdoppierà come sempre in Baz e Gianni Cyano, con prese in giro nei confronti del musical, «che era il mio spettacolo precedente, quindi per non prendermi troppo sul serio mi sembrava giusto riderci su». Ma per queste tappe sarde ci sarà qualche sopresa particolare? «Diciamo che durante le feste ho girato parecchio per Sassari e ho raccolto tanto materiale. Sapete, dal punto di vista dell’ironia e delle situazioni surreali la mia città è piuttosto avanti…». E anche Baz, che già in passato ha sperimentato nuovi generi di comicità, conferma di essere decisamente avanti. E ora punta alla California. Con quali obiettivi? «Voglio essere il secondo sardo a giocare in Nba dopo Datome. Ho fatto un provino con la Dinamo ma hanno preferito prendere un play molto più basso di me… In realtà – spiega Marco Bazzoni – ho voglia di fare un’esperienza nuova e di mettermi alla prova con un tipo di comicità che è decisamente diverso da quello italiano. Voglio andare a scoprire qualcosa di nuovo, ancora non so cosa. In questi anni non mi sono mai fermato: ho studiato, provato, scritto, sperimentato. Ma nel mondo dello spettacolo in America sono avanti a noi di vent’anni. Spero di mettermi al passo con loro. Poi so già che la Dinamo ci ripenserà, ma a quel punto io sarò già una stella della Nba e avrò dietro tutte le cheerleades d’America».

* Nuova Sardegna

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