PIRATI, TORRI, INGEGNERI MILITARI E FORTIFICAZIONI CINQUECENTESCHE: CONFERENZA A PESCHIERA BORROMEO (MI) CON IL CIRCOLO "NUOVA SARDEGNA"


di Mariella Cortès

Se l’esclamazione “Mamma li Turchi!” è giunta, pressoché inalterata, sino a noi, ci sono delle ragioni precise. Le stesse che hanno portato a fortificare la Sardegna costellando le sue coste di torri costiere e a fornire le città di bastioni in grado di reggere anche i più feroci degli attacchi! La minaccia ottomana, infatti, nel corso del 1500 stava raggiungendo dimensioni spropositate, gettando nel panico l’intero mar Mediterraneo.

Questo avvincente periodo storico è stato protagonista dell’ultimo appuntamento delle Strade del Tempo con il Circolo Sardo di Peschiera Borromeo che ha ospitato, il 16 novembre,  nella conferenza Torri costiere, città fortificate, architetti e pirati nella Sardegna del Cinquecento, la scrivente e lo storico dell’arte Francesco Ledda per la quinta volta!

La conferenza, che ha visto partecipare un vasto pubblico di sardi e non e i rappresentanti istituzionali del Comune di Peschiera Borromeo, ha affrontato la tematica delle fortificazioni e degli attacchi pirateschi da due punti di vista: da una parte il contesto europeo che si ritrovava a fronteggiare un nemico spietato e dall’altra quello sardo che, grazie agli interventi di Rocco Capellino, pregevole ingegnere militare cremonese, inviato in Sardegna da Carlo V, si premuniva contro gli attacchi.

A seguito dei saluti di Elena Bacchitta, presidentessa del Circolo Nuova Sardegna e di Luigi, socio (sardo acquisito) del circolo che per l’occasione ha indossato la mise da pirata cinquecentesco, siamo partiti con la prima parte della conferenza, quella dedicata alle complesse dinamiche politico-culturali della metà del Cinquecento in Italia e Europa. Ci si è concentrati, in particolare, sull’espansione dell’impero Ottomano (detto anche “Sublime Porta”) e sui principali protagonisti dell’epoca con particolare risalto ai due “re del mare” Mediterraneo, il pirata ottomano Barbarossa (Khairedin) e il grande condottiero genovese  Andrea Doria.

Le lettere e le cronache del tempo, alcune delle quali provenienti dal ricco carteggio di San Carlo Borromeo, hanno impreziosito la narrazione facendo vivere, quasi in prima persona, gli attacchi e le terribili violenze come quella che devastò l’isola di Cipro e restò impressa nella memoria collettiva per l’inumano trattamento riservato al governatore veneziano Marcantonio Bragadin.

Spazio, infine, alla battaglia di Lepanto la quale vide, secondo una leggenda – con un probabile fondo di verità – la partecipazione di un gruppo di sardi che ne conservò la bandiera.

Francesco Ledda ha approfondito, invece, la situazione politico territoriale della Sardegna ai tempi di Carlo V che ci inviò, per realizzarvi il primo progetto di fortificazione moderna, l’ingegnere militare Rocco Capellino. Durante ben vent’anni, il Capellino ebbe modo di studiare il territorio sardo, realizzando diversi studi cartografici sull’Isola e sulle principali città e di mettere a punto delle nuove strategie di difese che avrebbero cambiato l’assetto urbano e che sono, ancora oggi, visibili.

Quello di Capellino  è uno studio attento e ricercato: egli ha infatti pieni poteri di realizzazione e i mezzi economici per attuarli. Le opere principali realizzate sono ancora oggi visibili nell’impostazione dei bastioni di Cagliari: la porta dei leoni, sulla quale campeggiava l’iscrizione dedicatoria e gli altri bastioni da lui realizzati sono opera tangibile della sua attività così come il circuito fortificato della piazzaforte di Alghero. Interessantissimi sono poi i due studi per l’ammodernamento della cinta medievale delle città di Sassari e Oristano che non furono attuate per l’eccessivo modificarsi della situazione politico-militare generale che portò alla realizzazione del sistema delle torri costiere. Lo stesso Rocco Capellino, pur avendo dato un contributo fondamentale alla difesa dell’Isola, vien raramente citato e pochi sono gli studi che lo riguardano a tal punto che, nella sua stessa città natale, risulta praticamente sconosciuto. 

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