LE INTERVISTE QUASI IMPOSSIBILI: IL PUNTO DI VISTA DI UN AMMINISTRATORE LOCALE IN PERENNE LOTTA COL PATTO DI STABITÀ, CHE AFFERMA CHE GLI STANZIAMENTI SONO NUMERI E NON SOLDI REALI


di Gian Piero Pinna

Mi son preso la briga di chiedere ad un amministratore locale che cosa sia il famigerato Patto di stabilità? “La più grande presa per i fondelli inventata dalle banche inculcata o “penetrata” ai politici italiani e trasferita agli amministratori locali, senza nessuna precauzione – risponde senza titubanze – Parto direttamente con degli esempi pratici e concreti. Immaginiamo un Comune di 10.000 abitanti, o di 1001, la minestra tanto non cambia, lo chiamiamo per convenzione “X Sardo” in Provincia di “Y”. Il Comune di X Sardo, in Provincia di Y, ha nelle casse 3.000.000 di €, derivanti da fondi di bilancio o di residui. X Sardo, ha le strade sfasciate da Abbanoa, come il resto della Sardegna e decide, in virtù di un sano principio caro all’impero romano, di riparare le vie di comunicazione, attraverso le quali, favorire la viabilità e di conseguenza, gli scambi commerciali, economici, culturali e infine, ma non ultimo in ordine di importanza, evitare noie agli amministratori da parte delle persone, che chiedono ai Comuni di ripristinare le strade e i danni, fatti appunto da Abbanoa, che per quanto mi riguarda, è uno degli enti più odiati nella storia, da parte delle amministrazioni sarde. Detto questo, cosa dovrebbe fare l’amministratore? Facciamo un esempio,prende 2.000.000 di Euro e aggiusta le strade, crea nel contempo un po’ di occupazione, che di questi tempi, dove la fame comincia a farsi sentire, non guasta e aggiusta le strade. Si lascia per sicurezza 1.000.000 Euro, per vari ed eventuali urgenze. No! Non si può, se il Comune di X Sardo in Provincia di Y, ha 3.000.000 di Euro in Banca, non li può toccare, perché se al 31/12/2013, 0 2014, non fa differenza la scadenza, se questi soldi non sono in banca, giusti, giusti, denunciano, il Sindaco, il responsabile della ragioneria e penso che abbia qualche grattacapo, anche il revisore dei conti. Uno si chiede, ma come se hai i soldi? No è li l’inghippo! Faccio un altro esempio e poi rispondo ai “se”. Io spendo 170.000 Euro, durante l’anno, ma solamente se sono certo, che al 31/12/2013, posso aver ricolmato, con delle strategie lecite per lo stato-banca. Strategie che però sono diaboliche per gli amministratori, il debito fuori bilancio, naturalmente, se questo non dovesse accadere, allora arriva la denuncia. Bene, anzi male, ora vi svelo un ipotesi, sta a noi capire se questa è pura follia o invece è il segreto di Pulcinella. Si riparte da un’altra prospettiva, il Comune di X Sardo in Provincia di Y, ha dei numeri, che dicono “Caro X Sardo, tu hai 3.000.000 di Euro, bene, il Sindaco allora pensa, faccio opere per il bene del mio paese e dell’umanità”. “Una “pergola” – risponde la Banca-Stato – non li puoi toccare”. Il Sindaco allora dice: “Ma non è che per caso questi soldi non esistono? le teorie sono 2: primo, se questi soldi esistono, e non ci credo, sono gli stessi del Comune in questione, sempre in Provincia di Y e dell’altro comune vicino; secondo, i soldi non esistono, la Banca-Stato non li possiede, tu Comune hai solamente numeri e io Banca-Stato o Stato-Banca, con il patto di stabilità ti illudo di averti lasciato dei soldi in cassa, ma in verità questi non esistono, non ci sono, tu possiedi solamente 7 numeri, niente di più. Ora inizio a pensare male, o probabilmente molto bene. Io ho i soldi canalizzati in banca, dai mille Euro, fino agli spiccioli. Tu mi vendi una casa, la pago 200.000 Euro. Vado in banca e dico al cassiere: “Dammi i miei 200.000 Euro, devo comprare casa. Lui mi guarda come se io fossi un ingenuo e mi dice: Quanto vuoi? 200.000 Euro, dico io e apro la valigetta per mettere i soldi. Lui inizia a ridere e ti dice: Devi fare il bonifico. Io insisto, voglio i mie soldi, sono miei! E lui indispettito, ti dice: Oh la smetti o chiamo i carabinieri, i soldi tuoi non esistono! Come sarebbe?”, estrae il suo conto e fa vedere i numeri al banchiere. Il banchiere si ricompone e spiega al correntista: “Per legge lei non può manovrar contanti, quindi mi dia il conto di colui che le venderà la casa, ed io trasferisco la somma”, Io chiedo: “I numeri non la somma e continuo, perché lui a sua volta avrà numeri, che non potrà toccare e sa cosa penso? Questa in termini bancari si chiama trasparenza, tracciabilità, a Londra, dove io ho vissuto a lungo, la chiamano in un altro modo. Concludo che probabilmente i soldi non ci sono, o meglio, se esistono, sono nascosti da un altra parte, pronti ad essere succhiati dalle Banche-Stato.

Ci sono due esempi recentissimi del dopo alluvione: Palmas Arborea e Olbia, ma va bene anche per gli altri comuni. Un grosso politico, viene in Sardegna e dice: “Sono vicino alla vostra sciagura, lo stato per l’alluvione elargirà tot milioni di Euro!”I sardi, anche se tristi sono sempre riconoscenti e rispondono: “Meno male, forse è meno … di quel che sembra!” Altri che magari pensano male, o anche bene invece dicono: “Non ne può far a meno stavolta, mi sembra strano però, siamo morti di fame e questo brandisce tutti quei milioni di Euro, ma se pagano i danni della Sardegna, come fanno a elargire lo stipendio dei parlamentari dei vari funzionari e dei vari pensionati d’oro?” Ecco la risposta: ci hanno preso per i fondelli, la scadenza per presentare i danni subiti, era a fine gennaio e a sorpresa, l’hanno anticipata a dicembre. Ma che bravi. Chi riuscirà a presentare tutto quel malloppo di documenti? In quanti riusciranno a sbrogliare solamente le burocrazie create ad arte per arenare tutto? In pochi, o nessuno! In compenso le banche pubblicizzano una finanziaria! C’è di peggio, su un importante quotidiano sardo troneggia un titolo “Ad Olbia buttano vestiario nuovo, mai usato, ancora imballato”. Sapete come la leggo? Devono far passare il messaggio che gli alluvionati non hanno più bisogno di niente, che ne hanno talmente tanto, che ormai buttano la roba buona! Io non credo che l’organizzazioni di volontariato, abbiano fatto tale scempio, credo invece nel diabolico progetto Banca-Stato sempre pronto a colpevolizzarti e violentarti senza nemmeno prendere le dovute precauzioni. Po caridadi!”

Una risposta a “LE INTERVISTE QUASI IMPOSSIBILI: IL PUNTO DI VISTA DI UN AMMINISTRATORE LOCALE IN PERENNE LOTTA COL PATTO DI STABITÀ, CHE AFFERMA CHE GLI STANZIAMENTI SONO NUMERI E NON SOLDI REALI”

  1. la nostra è proprio un’illusione di credere le favole che per ogni occasione hanno pronte nel cassetto, i contanti gli stanno ritirando dalla circolazione per ammassarli, siamo presi in ostaggio. Certi danno la colpa a l’Europa ma dico io l’Europa siamo noi o chi? dovè andata a finire l’Europa che abbiamo sperato e sognato ad occhi aperti? che fanno i nostri parlamentari europei che ogni cinque anni vengono a chiederci il voto?le carte di credito non sono una libera scelta, ci sono state imposte mettendoci in testa che saremo stati aggrediti se abbiamo un soldo in tasca, siamo stati accecati, hanno decretato che non possiamo avere contanti alla mano ect. siamo arrivati al punto non siamo più liberi di niente, che averrà domani?

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