L'ORCHESTRA DA CAMERA DELLA SARDEGNA STRAPPA APPLAUSI A LONDRA: ALLA SAINT JAMES CHURCH, SIMONE PITTAU RIPROPONE ANCHE LE LAUNEDDAS


di Giacomo Serreli

Se ancora ci fosse bisogno ecco una riprova di come per le launeddas è praticabile un uso che può fuoruscire dall’ambito della tipica musica tradizionale isolana. La fornisce una intuizione di Simone Pittau, violinista, direttore d’orchestra, anima della rassegna “Culture festival” e ideatore dell’Orchestra da camera della Sardegna che proprio l’anno prossimo festeggia i suoi dieci anni di vita. Ha portato, a Londra il marchio dell’Orchestra allestendo un gruppo di nove elementi per un concerto tenutosi alla Saint James Church di Piccadilly, con una proiezione internazionale del suo festival giunto alla sesta edizione e che in questi anni ha esteso il suo campo d’azione dall’iniziale epicentro di Sanluri. Nell’organico lo stesso Simone Pittau al violino affiancato da un terzetto d’archi tutto inglese con Darragh Morgan, primo violino, Fay Sweet alla viola e Robin Michael al cello; quindi il sax dello scozzese Andrew McNeill, il bandoneon del marchigiano Daniele di Bonaventura, la chitarra dieci corde dell’algherese Marcello Peghin il contrabbasso di Richard Pryce e le launeddas di Andrea Pisu. Proprio quest’ultimo strumento, affidato all’abile e giovane suonatore di Villaputzu, ha mostrato di poter dialogare con il resto dei musicisti specie nei brani firmati da Carlos Gardel e Astor Piazzolla, privilegiando le atmosfere del tango cosi vicine al bandoneon,strumento tedesco di nascita ma che si è abituati a abbinare agli umori musicali dell’Argentina. Motivi proposti insieme ad altri firmati da Ronald Binge, Chick Corea e degli stessi di Bonaventura e Peghin, a un pubblico ove erano presenti anche una ventina di sardi giunti appositamente dall’isola (e alcuni residenti per lavoro a Londra) , ma soprattutto raffinati cultori inglesi della musica da camera rimasti affascinati da questo insolito connubio di strumenti e dalle insospettabili coloriture offerte da quelle tre canne. Nel bis insistentemente richiesto dal pubblico ha trovato posto anche una efficace riproposizione di uno dei temi più popolari e affascinanti di Ennio Morricone (tra l’altro presidente onorario di “Culture festival”), tratto dal film “Mission”.

Il risultato è stato cosi fortemente apprezzato dal pubblico presente nella chiesa londinese che rappresenta un eccezionale punto di aggregazione , aperto agli ultimi, senza alcun pregiudizio di genere o religioso; punto di sostegno anche per sbandati e homeless, alcuni dei quali riposavano sulle panche della chiesa poco prima dell’inizio dell’evento promossa da Simone Pittau. Che seguiva di appena 24 ore l’apertura di una coraggiosa campagna avviata in Inghilterra per respingere il programma di celebrazioni del centenario dello scoppio della prima guerra mondiale l’anno prossimo, per il quale il governo Cameron ha deciso di impegnare 55 milioni di sterline con l’obiettivo di esaltare la “britishness” lo spirito nazionale degli inglesi.
Al contrario sotto lo slogan “no glory in war” si è raccolto un movimento appoggiato da artisti, uomini di cultura gente comune, che ha già raccolto con una lettera aperta oltre seimila adesioni per indirizzare quel’anniversario verso azioni di solidarietà,pacifismo e aiuto ai popoli. Una serata tutta in chiave pacifista di poesia, canto polifonico, musica e pop impegnato (c’era anche il grande cantautore Billy Bragg) ha cosi anticipato il giorno prima questa serata voluta dalla Sardegna, nel cuore aristocratico di Londra con una proposta musicale che ha colpito Andrew Mc Neill, il sassofonista scozzese che in Sardegna ha già tenuto per “Culture festival” el apprezzate master classes e che per la prima volta si è trovato a suonare in un organico con le launeddas. Ma ha soddisfatto soprattutto Simone Pittau che intende sfruttare al meglio questo primo ingresso negli ambienti culturali londinesi, dove peraltro lui non è estraneo avendo perfezionato i suoi studi tra il 1995 e il 1997 alla prestigiosa Guildhall School of Music e avendo esordito come direttore d’orchestra nientemeno che con la London Simphonic Orchestra qualche anno dopo.
La trasferta londinese ha cosi consentito di avviare un dialogo con i responsabili della Guildhall che ha sede al Barbican Centre, per far si che la sua orchestra, costituita dai migliori allievi che frequentano i suoi corsi, provenienti da tutto il mondo, possa esibirsi in Sardegna. Intanto si lavora già da ora a un progetto che dovrebbe vedere impegnata tra un anno l’Orchestra da Camera della Sardegna ancora una volta a Londra. Sarebbe questo un nuovo ragguardevole riconoscimento per l’organico nato nel 2004 che ha l’obiettivo di mettere insieme i migliori strumentisti isolani, spesso protagonisti individualmente di importanti esperienze e performance anche all’estero. La rassegna infine approda di nuovo in Sardegna per la sua conclusione dopo un fittissimo cartellone di appuntamenti che hanno toccato anche Baratili, San Vero Milis, Arzachena, Santulussurgiu, Mogoro, Donori, Terralba, Villacidro , Cagliari; persino o Chieti e, ancora all’estero, Valkemburg in Olanda. L’8 e il 9 dicembre sarà il castello giudicale degli Arborea a Sanluri a ospitare l’incontro con la discendente garibaldina Anita Garibaldi Jallet per un convegno su Garibaldi, il suo mito, l’unità d’Italia ela Sardegna e per un incontro con gli studenti delle scuole sanluresi.

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