TANTI SILENZI, POCA VOGLIA DI FARE: LE PERIPEZIE DALLA LONTANA PROVENZA PER CREARE NUOVI FLUSSI TURISTICI TRA ALGHERO E MARSIGLIA

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di Sandrina Grimbert Serra

Il 23 luglio 2012, siamo soltanto una ventina di auto a sbarcare a Porto Torres con la nave da Marsiglia: dove sono finiti tutti i turisti? La disperazione è il leitmotiv di tutte le discussioni, la crisi fustiga la Sardegna ancora più violentemente, a causa del boicottaggio delle compagnie marittime che hanno fatto cartello, dopo il fallimento della Tirrenia. Gli italiani l’hanno disertata, e i francesi non la conoscono nemmeno, sono più che indignata. Bisogna provare a fare qualcosa, lamentarsi è insufficiente. Al rientro dalle vacanze, lancio una petizione per la creazione di un volo Marsiglia/ Alghero. Non sono sponsorizzata, né pagata da nessuno, è un’iniziativa personale, per sensibilizzare gli operatori sardi, e non, sul problema dei trasporti marittimi dalla Provenza in termini di frequenza e costi e ottimizzare il flusso turistico già esistente da Marsiglia per Cagliari. Il turista provenzale avendo la scelta di arrivare nel Sud il martedì/giovedì/ sabato e di ripartire dal Nord il lunedì/mercoledì/venerdì, sarà più propenso a visitare tutta l’Isola, ci sarebbe la possibilità di sviluppare, altri tipi di turismo, come il turismo d’affari, il turismo culturale, il commercio, gli scambi linguistici. Si favorirebbe l’out going sardo : Aix en Provence, ricca capitale della Provenza, la città di Cezanne, crocevia tra Italia e Spagna; Marsiglia, seconda città in Francia per numero d’abitanti, sarà nel 2013 la capitale europea della culturaappuntamento da non perdere Ma soprattutto l’in coming provenzale : Alghero, la prima città a fare turismo in Sardegna, è praticamente sconosciuta da queste parti. Già nella petizione per ovviare alla “diatriba” tra Cagliari e Alghero, propongo voli i giorni dispari per Alghero, in complemento ai voli i giorni pari per Cagliari, in un ottica “gagnant-gagnant”, in modo che tutta la Sardegna possa trarre vantaggio dal movimento interno di questo flusso turistico da implementare, creando una nuova porta d’ingresso dalla Provenza, che dopo la regione parigina è la regione più ricca in Francia.

Inizio a divulgare sul mio profilo, creo un gruppo, poi una pagina su Facebook, un conto Twitter, divulgo sul mio profilo Viadeo, sul mio blog (grazie al quale una francese che deve trasferirsi ad Alghero con suo marito, mi contatta per avere informazioni sulla città). Creo una mail in italiano e una in francese, sollecito il sindaco Stefano Lubrano, i servizi turistici e l’aeroporto di Alghero, Giommaria Uggias, il Comune di Castelsardo, la Regione Sardegna. Mi rivolgo a Buongiorno Alghero, Alguer.it, La Nuova Sardegna, L’Unione Sarda, Il Messaggero Sardo, e Alghero Eco, gli ultimi due, saranno gli unici a pubblicare un articolo. L’associazione dei sardi alla quale appartengo, mi aiuta in Provenza, la mia rete personale e professionale francese accoglie abbastanza positivamente la petizione, firmando senza esitazione, incuriosita da un link in francese, che parla di Alghero come di una bellezza selvaggia sconosciuta. Anche questo è un modo per promuovere, in attesa che le istituzioni sarde a livello locale o regionale, sostengano l’iniziativa. Mi sbaglio. Sollecito persone e enti che divulgano articoli sull’intenzione di considerare i sardi all’estero come agenti di sviluppo, ma che rimangono insensibili ai miei appelli. Contatto la mia rete di amici in Sardegna, contatto di nuovo il sindaco di Alghero e la Regione, richiedo un sacco di nuove amicizie per far circolare e avere firme, unico mezzo di pressione, linko a Mario Bruno, Marco Tedde, Mauro Pili, inoltro a Enrico Bachisio Daga. Contatto Antonio Marras, Gavino Sanna, Renato Soru, Paolo Fresu. Niente. Sollecito gli algheresi a più riprese, i primi lesi dai nuovi collegamenti con Bucarest e Sofia, target per me fallimentari, conoscendo gli stipendi medi nei Paesi più recenti e più poveri d’Europa. Ma in Sardegna la gente è restia, mi sembra di chiedere contributi per Equitalia. Continuo a linkare a passare diverse ore al giorno alla ricerca di nuovi contatti, indirizzi mail ad informarmi su quanto accade in Sardegna, (zona franca, fronte identitario, suicidi). Nel frattempo, grazie al mio statuto d’«auto-entrepreneur», propongo anche di diventare agente di sviluppo, per promuovere la Sardegna dalla Provenza. Un giovane imprenditore di Cagliari accoglie la mia proposta e iniziamo a collaborare insieme. Continuo a leggere i due tomi “La Sardegna di dentro, la Sardegna di fuori” che un giornalista sardo, incontrato a Macinaggio in Corsica, mi ha offerto nel 2008. Vivo in Provenza dal 1999, sono una sarda di fuori, nata a Grenoble nel 1969 da genitori sardi, e sono stata una sarda di dentro dal 1974 al 1999, perché sono cresciuta ad Alghero. La Sardegna di dentro e la Sardegna di fuori, ora più che mai hanno bisogno di essere sincronizzate. Contatto un giornalista che mi risponde reattivamente e mi propone di scrivere un articolo sulla petizione. In un mondo globalizzato, la reattività e una malattia benigna che permette di creare nuove sinergie, contro il male dei sardi, la letargia, che aggiunta al problema fondamentale dei collegamenti da e per la Sardegna, rendono l’isola «non competitiva». Continuerò indignata a chiedere firme, per riuscire a creare una nuova porta d’ingresso dalla Provenza, anche senza l’appoggio ufficiale della città di Alghero.

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