L'ALLUVIONE CHE HA COLPITO L'ORISTANESE: LE OPINIONI DI CHI SI E' TROVATO IN PRIMA FILA

RUSCELLO INTUBATO SULLA PEDEMONTANA MARRUBIU VILLAURBANA

di Gian Piero Pinna

Per quanto riguarda Solarussa – sottolinea l’assessore comunale Mario Tendas – il problema è rimasto, fortunatamente, circoscritto, alla zona basa del centro abitato, chiamata “Sa Paui”. Nello specifico, sono risultate interessate dall’alluvione ben 10 vie e circa 130 abitazioni per un totale complessivo di oltre 300 persone. In molte case l’acqua ha superato il metro d’altezza, con inevitabili e comprensibili danni che hanno coinvolto l’impianto elettrico, gli elettrodomestici, i mobili e quanto era dentro le abitazioni stesse. Non so quando finirà  questa emergenza che – per quanto mi riguarda – mi ha insegnato tante cose. Fra le quali primeggia la disponibilità, generosità  e senso di altruismo dei sardi. In questi frangenti l’attenzione, sicuramente a ragione, sono indirizzate sulle realtà che, purtroppo, hanno registrato la perdita di vite umane. Mi preme però evidenziare una aspetto davvero importante: la solidarietà. Si è proprio così: abbiamo registrato una autentica sfida di altruismo, disponibilità e generosità. Gente comune, organizzazioni istituzionali, gruppi spontanei che si sono rimboccati le maniche e hanno lavorato intensamente ripulendo le case, ricercando beni alimentari di primissima necessità, vestiario e via discorrendo. Una nota va fatta ai sardi che risiedono nella penisola. Personalmente mi hanno chiamato in tantissimi compaesani (e non solo) che vivono “in Continente”. Compaesani che ricoprono incarichi istituzionali (es. Giuseppe Tiana è consigliere comunale a Lecco) compaesani che lavorano con incarichi di responsabilità nei circoli dei sardi, nella FASI o più semplicemente cittadini che per questioni di lavoro risiedono fuori ma sono legatissimi alla terra di origine e si stanno prodigando venendo incontro, in tutti i modi, alle esigenze delle persone alluvionate”.

Per fortuna, Santa Giusta non ha subìto gravi danni dal ciclone, grazie al deflusso diretto nello stagno, delle acque meteoriche provenienti da Palmas Arborea e anche dal vicino quartiere del Sacro Cuore di Oristano. “Soprattutto, è stato tenuto sotto stretta osservazione il canale Rio Palmas, che passa a ridosso delle case presso l’ingresso sud del paese, sotto la SS131, la SP 56 e di fianco al ponte romano, che per il volume impressionante d’acqua che vi scorreva, ci ha preoccupati notevolmente, anche se possiamo dire che il livello di guardia non è mai stato superato – ha tenuto a sottolineare il sindaco di Santa Giusta Angelo Pinna – Diversamente, soprattutto per Palmas Arborea, ci sarebbero state conseguenze molto più gravi. Invece, nelle campagne, la situazione è stata diversa, soprattutto la zona del Monte Arci è stata colpita in modo importante, con diverse strade diventate canali, rendendo impossibile l’accesso alle aziende da parte di molti allevatori e agricoltori. Il 19 novembre – continua il sindaco – siamo stati costretti a chiudere al traffico una strada a valle della SS131 in zona Cirras, perché era stata sommersa da un metro e mezzo d’acqua”.

Nei pressi della borgata di Tiria, ai piedi del Monte Arci, quando fu costruita la pedemontana Marrubiu, Villaurbana, venne intubato un ruscello per farci passare sopra la strada. Durante il ciclone Cleopatra, la struttura si è rivelata assolutamente inadeguata a far defluire l’acqua, che ha invaso alcune abitazioni coloniche con una marea di fango, che ha raggiunto anche i due metri e mezzo di altezza, causando notevoli danni.

“Le strade cittadine sono rimaste percorribili piuttosto regolarmente per tutta la durata dei fenomeni di maltempo – aggiunge il sindaco di Santa Giusta – anche se ci saranno degli interventi più o meno piccoli da effettuare sul manto stradale a causa di diversi cedimenti causati dall’acqua. La situazione delle campagne di Santa Giusta è diversa: soprattutto la zona del Monte Arci è stata colpita in modo importante. Diverse strade sono diventate dei canali, rendendo impossibile l’accesso alle aziende da parte di diversi allevatori e agricoltori. Martedì mattina 19 novembre siamo stati costretti a chiudere al traffico una strada a valle della SS131 in zona Cirras, perché era stata sommersa da un metro e mezzo d’acqua. In questi giorni ho fatto il possibile per tenere informati i cittadini e tranquillizzarli rispetto a quello che stava succedendo – continua Angelo Pinna – Abbiamo collaborato con uomini e mezzi comunali a diversi interventi di aiuto nel vicino Comune di Palmas Arborea. È importante sottolineare e ringraziare tutti i volontari che da Santa Giusta si sono recati nei paesi vicini a noi e colpiti ben più duramente dalla furia di questa tempesta. Le misure di prevenzione adottate prima e durante questa settimana – conclude Pinna – sono state: 1) la pulizia delle caditoie – soprattutto nei punti nevralgici, ma successivamente anche in tutto il resto del paese; 2) l’attenta vigilanza da parte mia in prima persona di tutti i canali che portano l’acqua allo stagno e alcuni interventi degli operai per rimuovere dei “tappi” di vegetazione o rifiuti che ostruivano gli stessi canali; 3) l’attenzione costante rispetto al regolare funzionamento delle pompe di sollevamento presenti nel nostro Comune, hanno fatto sì che nessuno subisse dei disagi”.

Il sindaco di Riola Sardo, non le manda a dire a Gabrielli e dice chiaramente che ci sono alcuni aspetti che dal di fuori dall’amministrazione possono sfuggire: “Gabrielli, parla del suo messaggino inviato ai sindaci e lo ribadisce, immagino sappia il perché. In questo modo lui scarica la responsabilità ai sindaci e per lui è ok, si è parato il culo, ma questa è una catena. Gli uffici tecnici ti dicono, ed io che cosa faccio se non ho ne soldi ne personale per lavorare? Nel mio caso, io ai Comuni dei fenici avevo il piano, sulla carta, un referente vero ed esperto, Lelle Distefano, ma chiamando lui sai cosa mi avrebbe risposto? “Ivo io ci vado e mi porto la pala e la scopa da casa, ma tu non mi hai comprato l’attrezzatura e spero di trovare qualcun’altro”. Allora io avrei risposto, “cavolo hai ragione, non potevo darti i soldi perché colpa dello Stato, della Tares e del Patto di stabilità, ho il bilancio martedì prossimo (vero eh) a fine anno!” Poi aggiungi ci hanno tagliato tutto, il personale la burocrazia. Aggiungi poi la mano dell’uomo che non ha rispettato la natura, l’incompetenza di chi ha fatto canali e ponti e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Perché Arborea è salva? Perché le scuole di quel periodo sono in piedi, così pure i ponti, dighe ecc.? Perché Benito le cose le faceva fare bene. Negli ultimi 40 anni e forse più, molte non lo sono e chi sbaglia grandi opere, non paga!” 

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