L'ULTIMO LIBRO DEL SACERDOTE SCRITTORE DON ELISEO LILLIU, "DIAVOLI E ANIME IN CONVENTO": INTERVISTA ALL'AUTORE


di Gian Piero Pinna

In questo particolare volume, Eliseo Lilliu raccoglie una serie di esperienze personali e di notizie sul male e del suo insinuante protagonista: il Diavolo. Tra fenomeni soprannaturali, predisposizioni e manifestazioni del Diavolo, l’autore, con prudenza,  fa una escursione tra menti, ragionamenti ed episodi relazionati al Male e al suo malefico demone. Al fine di poterne comprendere un po’ di più, di questo complesso, articolato e difficile argomento, della quale si parla nel prossimo libro, che Eliseo Lilliu ha voluto chiamare emblematicamente “Diavoli e anime in convento”, abbiamo intervistato l’autore.

Un libro che parla del diavolo perche?

Mi accingo a scrivere questo trentaquattresimo lavoro, ritenendolo mio specifico dovere sacerdotale, per aver vissuto in passato esperienze varie in sintonia con questo tema. Tuttavia mi resta sempre un piccolo dubbio, sulla necessità di far conoscere o no certi fatti, umanamente strani. Poiché mi ritrovo in un ambiente di diffidenza, di superstizione, d’ignoranza religiosa, di poca frequenza alla messa domenicale, di visioni varie, di paure strane e quant’altro. Con questo scritto desidero solo aprire la mente, verso la tradizione cristiana, anzitutto per i miei parrocchiani e i miei concittadini, che hanno fatto qualche volta confusione sui propri diritti, chiamando in causa i morti, attraverso sedute proibite dalla S. Scrittura, ma il libro è anche rivolto a tutti coloro i quali vorranno conoscere qualcosa in più sull’argomento.

Su che basi argomenti le tue tesi?

San Paolo, prima a Timoteo, con amore fraterno esorta: “Proponendo queste cose ai fratelli, sarai un buon ministro di Cristo Gesù, nutrito come sei dalle parole della fede e della buona dottrina che hai seguito. Rifiuta invece le favole profane, roba da vecchierelle”. I fenomeni soprannaturali e chi dovrà intervenire per verificarli, non sono affidati ai più santi nella chiesa, perché non esiste un vero e proprio termometro di santità per riconoscerla. Essa, sovente, è uno stato di grazia personale e nascosto ai più e spesso, ai più vicini. Decide il vescovo a chi deve affidare tale compito così delicato. Tuttavia ogni sacerdote ha il dovere di verificare, quanto può essere riconosciuto come fenomeno particolare, opera angelica o diabolica. Il suo compito deve essere sempre dettato dalla prudenza, dall’amore cristiano e dal desiderio di volere ad ogni costo il bene per le anime. La preghiera, i sacramenti e la Santa Messa, oltre che per sé sessi, devono essere in favore dei cristiani viventi e defunti.

Chi ha influito di più sul tuo pensiero?

Un santo francescano cappuccino, col quale ho convissuto un certo periodo, diceva sempre: “Ciò che nella vita ha più efficacia è senz’altro la sofferenza, quando è sopportata con grande pazienza e quando viene deposta con affidamento nelle mani della Madonna, affinché la utilizzi come meglio crede, sia persona viva che defunta”. Egli aveva una devozione tutta particolare per i defunti. Una volta, perché volevo capire il suo pensiero, gli avevo chiesto se era lecito far apparire l’anima di un defunto. Subito giustamente mi rispose di no e che era peccato grave solo tentare di farlo. Infatti esse vengono solo quando il buon Dio lo permette, per avere aiuto nella loro liberazione dal Purgatorio. Tuttavia, non credere alle apparizioni delle anime purganti non è un peccato, perché non è un dogma di fede. Non si è obbligati a credere, ma non è bene ridere di chi ha avuto tali esperienze, bisogna indirizzare tali persone da un sacerdote, specialmente se è esorcista incaricato dal vescovo.

I fatti che espongo, sono frutto della mia esperienza di venticinque anni vissuti quando indossavo il saio cappuccino, povero, elegantissimo, del quale ero veramente innamorato. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *