DAVIDE GROSSO, LA VOCE DELL'ESSERE: UNA SENSIBILITA' FRA LE RIGHE

nella foto Davide Grosso

di Valentina Usala

Lontano dalla terra che porti nel cuore, oltre ad essa, ma anzi soprattutto, sono le persone care, speciali, quelle che ritrovi in un pensiero o in un sorriso, a mancarti.

Esprimo come più mi piace, con le parole, la mia stima, amicizia e affetto a quelle persone che vivono lontano da me, là oltre il mare, ma che riposano nel cuore e si risvegliano come fa un fiore in primavera, in occasione di una telefonata, un messaggio, una mail, e quando è possibile con un incontro.

Dopo Fabio Marcello, parlo di un suo caro amico e collaboratore. Hanno insieme presentato svariati eventi, ricoprendo ognuno il suo ruolo.

Il personaggio che vado a presentarvi è la voce narrante di numerosi libri, a lui la parte dei reading durante le presentazioni; lui è l’amico che ripone la parola al giusta al momento giusto, combinata alla sua straordinaria sensibilità.

Attore teatrale e artista per eccellenza.

Lui è Davide Grosso.

Nasce a Cagliari il 09 Agosto 1953, segno zodiacale decisamente Leone.

Il suo cognome non desta sicuramente rimembranze barbaricine o logudoresi, la sua famiglia, sia da parte di padre che di madre (che pomposamente fa Napoleone), provengono da Carloforte, enclave ligure presso l’Isola sarda.

Forse per questa doppia insularità (Carloforte si trova presso l’isola di San Pietro, nel Sulcis), Davide si sente abbastanza sardo da commuoversi quando sente i canti a tenores fuori dalla Sardegna, ma assolutamente cittadino del mondo concettualmente senza patria e frontiere.

E’ un ragazzo affascinato dal pacifismo del ’68. Immaginandolo come in un film, la sua colonna sonora sarebbe accompagnata dalle note di Joan Baez oltre che dagli adorati Beatles.

Inizia a lavorare giovanissimo, in uno squallido ufficio dove i suoi sogni sono quotidianamente frustrati, e l’arte è la sua unica medicina, come ad esempio la musica: suona la chitarra, sempre con sé. E la poesia: scrive molti componimenti, che però non conserva mai.

Giungono i 28 anni e scoppia la grande passione: il teatro..

Casualmente va a vedere “Il soldato Schweik”, messo in scena dalla mitica Cooperativa Teatro Sardegna e ne rimane folgorato. Si informa, chiedendo ad un attore della compagnia come si fa a fare teatro, ma lui lo scoraggia subito (ah, la puzza sotto il naso degli attori!)

Non sarà questo a fermarlo e dopo pochi giorni infatti, inizia a studiare dizione e recitazione con una compagnia cagliaritana, diretta da un suo caro amico, Claudio Susmel.

La sua vita si spennella dalla magia del teatro, che vive con grande serietà, studiando e  rubando tempo al lavoro.

Sogna, sogna e…sogna sempre che un giorno, il telefono squilli e che Strehler gli dica di averlo notato e gli chieda appuntamento in via Rovello a Milano.

Quella telefonata non è mai giunta, anche se il grande Davide l’aspetta ancora, pur non essendo più in vita il grande Regista.

Dopo 10 anni di tanti spettacoli e tanto divertimento la vena artistica si mette a dormire fino a quando casualmente incontra tanti cari amici scrittori che, guarda caso, hanno bisogno di qualcuno che legga brani dei loro libri, durante le presentazioni.

Non è fare teatro, ma il premio più bello è scoprire un sacco di persone che, al di fuori dei circuiti pomposi dei vari premi letterari, sono veramente in gamba, sia come scrittori ma, quello che conta di più per Davide, come uomini e donne.

E allora i sogni, di cui sempre più è malato, sono alimentati dagli scritti di Emanuele,  Valentina, Claudia, Nicolò, Salvatore…

Ma è soprattutto con Fabio che sente una terribile sintonia intellettuale…basta la passione comune per l’opera lirica per dare corpo a un progetto da pazzi! Denunciare il fatto che la musica colta sia stata rinchiusa da sempre nei corridoi dei conservatori o nei salotti dei musicologi per renderla popolare, invitando ragazzi e quanti non possono permettersi i prezzi esosi dei biglietti dei teatri, per raccontargli che la lirica è una cosa bella, semplice da capire e niente affatto per vecchi.

Racconterà insieme a Fabio che Violetta della Traviata è un’ eroina simpatica e di cricca.

Chissà….forse Fabio è la reincarnazione di Strehler!

Questo il loro progetto.

E speriamo sia un successo.

Tempi addietro mi ero confidata con lui, dicendogli: “Mi manca la Sardegna”!

E la sua risposta, quasi come volesse addolcire l’amaro, causa di una distanza che nemmeno un cannocchiale riesce a risanare, mi ha risposto, dicendomi: “Pensa alle persone che la Sardegna non l’hanno mai vista e non hanno nemmeno i ricordi a cui aggrapparsi, da risvegliare ad ogni attimo di nostalgia. Tu sì, invece. E molto di più: sei parte di noi. ”

In quel momento ho capito che in realtà a mancarmi, è la gente di Sardegna. 

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