IL SAN SALVATORE BASKET DI SELARGIUS IN VENETO: PASSEGGIATA E BANCHETTO CON GLI AMICI DEL CIRCOLO SARDO DI TREVISO


di Giampaolo Puggioni

La tavola sarà imbandita anche per le giallo nere. E non sarà un pranzetto domenicale come tanti perché quando c’è da fare sul serio, quelli del Circolo Amicizia Sarda di Treviso, non si limitano a spostare le seggiole. La fortuna delle cestiste è stata quella di capitare a fagiolo: proprio quel giorno l’associazione degli emigrati trevigiani organizza il pranzo sociale, evento che si celebra una volta all’anno. Notizie dettagliate sul menù della giornata saranno divulgate nei prossimi giorni: quel che conta sapere è che atlete e convitati si ritroveranno nell’unico ristorante sardo della città veneta chiamato “La Rosa Peonia”. E chi poteva prendere spunto dalla pianta che cresce sul Gennargentu se non un ristoratore nativo di Desulo? Acclarato che l’intera comitiva selargina si troverà di sicuro a proprio agio in un contesto in cui porterà notizie fresche dall’isola, resta da capire come anche nella media pianura veneta i sardi si sono stanziati da quasi quarant’anni. Il presidente del Circolo Adalberto Garippa, nativo di Fordongianus ma figlio di transumanti fonnesi, come molti suoi corregionali decise di arruolarsi volontario. Finì che lui e gran parte di loro venissero assegnati proprio nel Triveneto. Amante dell’avventura, Garippa sente che la sua voglia di conoscenza non si deve limitare alla sola Italia. Dopo aver seguito un corso d’inglese alle scuole serali, si sente pronto per il grande passo. Con la Nato avrà modo di conoscere Turchia, Belgio, Inghilterra e Francia: “Dalla vita ho avuto molto di più di quanto mi aspettassi” rimarca con fierezza il presidente che ha scelto Treviso per motivi sentimentali, visto che Lorenzina, la sua signora, è proprio di quelle parti. Due figli: Francesca è avvocato, Davide attore e regista. Emblemi di una gioventù che cerca timidamente di farsi avanti in una società afflitta dalla crisi. Ma nella sede di via Jacopo Bernardi di nuove leve se ne vedono poche, anche se il numero degli iscritti è in forte ascesa: “Prevalgono di gran lunga i cinquantenni – ammette – purtroppo il ricambio generazionale non c’è”. Le otto province sarde sono ben rappresentate dai soci che durante la settimana si incontrano nei due spaziosi ambienti caratterizzanti il circolo: la sala polifunzionale e la segreteria. Anche qui si commerciano i prodotti sardi, attività indispensabile per la sopravvivenza dell’associazione e non mancano gli appuntamenti conviviali e le cene. Merito di affiatati collaboratori che gratuitamente mettono a disposizione il loro tempo libero. La divulgazione culturale rimane una peculiarità nell’attività annuale che viene organizzata in città. Di recente ha avuto grande successo “Paradiso di Sardegna”, una doppia conferenza di stampo scientifico che il Professor Carlo Solinas ha allestito per spiegare come la Sardegna si é spostata nelle varie ere geologiche. Ma si è parlato anche di parchi, acque e fondali. A giugno invece è stato il glottologo Salvatore Dedola a spiegare in tele conferenza le origini e l’evoluzione della lingua sarda. Forse è superfluo rimarcarlo, ma i sardi trevigiani si sono subito integrati con la popolazione autoctona: “Abbiamo sempre destato una particolare simpatia nei confronti dei veneti – ammette Garippa – credo che ci stimino molto perché siamo poco invadenti e veniamo da una terra molto ambita per le vacanze; in definitiva c’è un reciproco e profondo rispetto”. Stretti sono i rapporti con la municipalità e anche con l’istituzione provinciale.  Prima del pranzo di domenica, fissato alle 12,30, Adalberto e altri soci porteranno la squadra del San Salvatore a fare un giro in città. Oltre alle numerose architetture religiose, non saranno trascurate la Piazza dei Signori e il Palazzo dei Trecento. Lo striscione Sardegna scalpita per essere nuovamente srotolato. 

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