L'ISOLA CHE C'E' 2013 – SARDEGNA INCONTRA ROMA: INIZIATIVE ORGANIZZATE DALL'ASSOCIAZIONE SARDA "IL GREMIO" IN PIAZZA SAN GIOVANNI IN LATERANO PER I 65 ANNI DALLA FONDAZIONE


di Giuseppe Di Chiera

Anche quest’anno il Gremio dei Sardi e la GIA di Giorgio Ariu sono riusciti ad organizzare un evento che ha raccolto per la fase dell’inaugurazione e premiazione,  nello slargo di fronte la Basilica della capitale, cittadini sardi, romani, italiani e stranieri tutti radunati grazie ad un unico fil rouge che si è avvolto attorno quel rocchetto chiamato Sardegna. La tre giorni in cui l’Isola incontrerà Roma si è aperta all’insegna dei premi: il Presidente del Gremio Antonio Masia e Giorgio Ariu hanno condotto il pubblico fra storie e ricordi, fra speranze e futuro toccando le corde giuste per coinvolgere i presenti. Alla presenza del coro di Iglesias che ha magistralmente portato i suoni d’oltre Tirreno nella capitale, la mattinata è iniziata con la premiazione, inattesa, del Presidente Antonio Masia e del Gremio dei Sardi per i 65 anni di attività a cui Ariu ha regalato il pane dei centenari come augurio di lunga vita e continuità nelle attività.

Il trait d’union che lega Roma alla Sardegna si è poi manifestato in tutta la sua forza emotiva nella persona di Angelo Licheri. Non chiamatelo eroe il signor Licheri, non lo gradirebbe, neanche oggi, quando sono passati più di trent’anni da quel giorno in cui un pozzo rapì Alfredino Rampi, per sempre. Eppure Angelo Licheri, nato a Gavoi, capelli neri colpiti da qualche riflesso grigio, sorretto da una stampella e dalla moglie sempre vicina, qualcosa di grande lo ha fatto e in quella “bocca fredda e nera” ha lasciato più di una parte di sé. Si commuove e fa commuovere i presenti quando fra rabbia e amarezza racconta di quel giorno in cui, calatosi nel pozzo di Vermicino, non riusciva a proseguire nel cammino verso il bambino e nel parlare muove ancora le mani quasi a volerlo afferrare ancora oggi Alfredino, per riavvolgere le pieghe del tempo e cambiare un destino che era apparso da subito, ineluttabile. Un lungo applauso copre il volto rosso e la voce smorzata dall’emozione di Licheri, concedendo il giusto tributo ad un uomo troppo spesso dimenticato dalla comunità e che ha avuto il plauso anche del Consigliere di Roma Capitale, Michela De Biase, intervenuta in rappresentanza del Sindaco, e  in sostituzione della Consigliera sarda Gemma Azuni,  che si è complimentata, aggiungendo che se ci fossero più persone come Licheri la società sarebbe sicuramente migliore.

Secondo dei premiati è stato Pino Scaccia, giornalista Rai e non solo, presente in Sardegna per cronaca e per piacere, per lavoro e per amore che ha raccontato della sua esperienza fra Roma e Sassari, sottolineando come se nella vita potesse scegliere “un unico vero amico” lo sceglierebbe sardo.

Abbiamo detto che la manifestazione ha viaggiato lungo la storia, fra passato e futuro e quest’ultimo ha avuto la voce di Laura Cappon, giovanissima giornalista sarda catapultata nella realtà del Cairo come inviata e freelance, per un giornalismo nuovo e interessante, che affonda le sue radici nel territorio e non più dietro una scrivania ed è fatto di persone, sensazioni, esperienza. La ventiseienne nata a Guspini, trapiantata a Bologna a soli diciannove anni, ha ricevuto il premio dalle mani dell’assessore Mariano Contu presente alla manifestazione in rappresentanza della Regione, che si è complimentato con la giornalista aggiungendo “la speranza di vedere tanti sardi come lei nel mondo”. L’Onorevole Contu nel ringraziare Il Gremio, la Fasi e Giorgio Ariu per l’organizzazione  splendida  dell’evento ha ribadito e sottolineato l’importanza del ruolo dei Circoli dei Sardi nel mondo, quali vetrine insostituibili  della cultura, dell’economia e delle radici sarde fuori della Sardegna.

La fase della premiazione si è infine conclusa con i tributi a Massimiliano Morelli che ha confermato tutto il suo amore per la Sardegna citando il suo tifo per il Cagliari e la passione per la musica “in sa limba”, a Radio Radio network radiofonico/televisivo da sempre vicino all’Isola e infine ai ristoratori sardi a Roma come rappresentanti della cultura gastronomica sarda a Roma.

Ma la tre giorni dell’Isola che c’è si è aperta sotto forma di colori diversi raggruppando sapori, odori e emozioni diverse, che passano  da Cagliari, salendo per Oristano fino ad arrivare alla Gallura. Osservando  infatti la manifestazione si vedono  i colori della sartiglia oristanese presente con rappresentanti della politica del capoluogo sardo, ambasciatori in continente di una manifestazione sempre più conosciuta anche al di fuori dei confini sardi.

Non vanno dimenticati infine quei percorsi previsti per accompagnare il pubblico alla scoperta e alla ri-scoperta di quella parte di storia e costumi della Sardegna spesso dimenticati e relegati dal moderno advertising a fenomeno marginale. Si parlerà  quindi attraverso le immagini, dei tesori ambientali con il documentario “Il gioiello Gennargentu” di Stefano Lavra e il “Trenino verde e laghi di Sardegna” di Giorgio Ariu, si terranno durante la 3 giorni  dibattiti su alcuni personaggi storico politici della Sardegna, presentazioni di libri, canti e cori con Laura Pisano e il Coro di Iglesias.   

            Un’esperienza sicuramente  coinvolgente quindi quella dell’edizione 2013 che si concluderà  con il documentario “Nel Mondo Caritas di Cagliari” e la Santa Messa celebrata all’interno della Basilica di San Giovanni cantata in lingua sarda dal Coro di Iglesias  e che di certo animerà l’esperienza romana in tutto il suo sviluppo e che a conclusione rimanderà  l’appuntamento, insieme Gremio e Gia al 2014 per la nuova edizione de “L’isola che c’è 2014 ”.  

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