IN SARDEGNA, AUMENTANO GLI ANZIANI CHE VIVONO SOLI. E CRESCE IL NUMERO DI FAMIGLIE

 

In Sardegna aumentano gli anziani che vivono soli: nel 1982 la popolazione anziana rappresentava l’11,1% dei residenti, oggi la percentuale raggiunge il 20,1. Ma cresce in maniera esponenziale il numero di famiglie sarde. Nonostante nel corso dell’ultimo decennio la popolazione isolana sia sostanzialmente rimasta stabile (circa 1,6 milioni di abitanti), tra il 2001 e il 2012 il numero di famiglie sarde ha registrato un incremento del 21,4% (contro una media nazionale del 18,6% nazionale).Tra le regioni italiane la Sardegna ha avuto un incremento dei nuclei familiari inferiore solo a Lazio (33%), Umbria (23,4%) e Abruzzo (21,8%). A rivelare questo record è una recente ricerca del Centro studi della Cna Sardegna che analizza l’evoluzione della struttura demografica della regione. Due, secondo lo studio della Cna, sono le ragioni di questo exploit. Da un lato una progressiva trasformazione culturale, economica e sociale che ha portato alla scomparsa, anche in Sardegna, del modello di famiglia allargata tradizionale con un elevato numero di figli e la frequente presenza di anziani, con l’affermazione di nuovi modelli aggregativi con un sempre più ridotto numero di figli e una crescente quota di anziani soli e giovani single. L’altra ragione è più contingente: la Sardegna è infatti una delle regioni italiane in cui è stato maggiormente sentito il cosiddetto baby boom degli anni degli anni Sessanta e tra il 2001 e il 2012 circa 400mila sardi hanno raggiunto un’età tra i 25 e i 39 anni, ovvero l’età della fuoriuscita dalla famiglia di origine. Questo fatto ha contribuito a determinare il forte incremento del numero di nuove famiglie sarde che però si sono ridotte numericamente: se nel 1971 una famiglia media aveva 3,35 componenti (in Sardegna come nel resto d’Italia) attualmente ne ha mediamente 2,29. Lo studio della Cna rivela che se nel resto d’Italia la crescita delle famiglie è stata determinata soprattutto dalla presenza di stranieri, in Sardegna l’eccezionale crescita del numero di famiglie è caratterizzata dalla netta prevalenza della componente endogena, direttamente riconducibile alla struttura demografica. In un’ottica futura però i fenomeni alla base dell’eccezionale incremento del numero delle famiglie sarde sembrano aver già esaurito la loro spinta propulsiva: il netto calo delle nascite verificatosi a partire dagli anni Settanta ha già ridotto di oltre il 16% la popolazione compresa tra i 25 ed i 39 anni di età rispetto ai livelli del 2001, lasciando intravedere per i prossimi anni una progressiva netta riduzione del numero di nuove famiglie. «L’eccezionale incremento del numero di nuove famiglie si inserisce in un contesto socio-economico in gravissima difficoltà che oggi non in grado di fornire ai più giovani risposte adeguate in termini di welfare, lavoro e prospettive future», spiegano Bruno Marras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna sarda.

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