DATI DELLA FORESTALE: IN ITALIA GLI INCENDI SONO IN CALO. LA SARDEGNA E' TRA LE REGIONI PIU' COLPITE


La Sardegna è la seconda regione italiana per numero di incendi e la prima per superficie boscata bruciata. È quanto emerge da un rapporto del Corpo forestale dello Stato, che ha fatto un primo bilancio della propria attività di contrasto agli incendi in questa prima metà del 2013. Sono 1.850 gli incendi boschivi divampati dall’inizio dell’anno (su tutto il territorio nazionale), che hanno percorso 13.630 ettari di superficie (6.370 ettari di superficie boscata e 7.260 ettari di non boscata).  La mappa dei roghi identifica la Puglia come la regione più colpita con 356 incendi nel periodo primo gennaio-14 agosto. Seguono Sardegna (262), Sicilia (242), Campania (183), Piemonte (106), Calabria (98), Toscana (93), Lazio (83), Liguria (81), Lombardia (70), Basilicata (67), Molise (53), Friuli Venezia Giulia (37), Abruzzo (34), Veneto (29), Emilia Romagna (18), Trentino Alto Adige (15), Umbria (11), Marche (8) e Valle d’Aosta (4). Tuttavia, dal primo gennaio al 14 agosto, il numero dei roghi è diminuito di circa il 58% rispetto all’anno precedente (circa il 50% in meno rispetto alla media 2008-2012). Anche le superfici percorse dal fuoco fanno registrare valori piuttosto bassi (-60%) rispetto alle medie stagionali del medesimo periodo 2008-2012.  La più estesa superficie boscata percorsa dal fuoco è in Sardegna (1.573,7 ettari). Seguono Puglia (1.489,2), Friuli Venezia Giulia (923,2), Sicilia (420,0), Lazio (400,9), Campania (347,5), Piemonte (338,6), Basilicata (241,4), Calabria (206,9), Lombardia (154,0), Abruzzo (113,3), Molise (52,4), Liguria (46,9), Umbria (25,6), Emilia Romagna (9,1), Toscana (7,3), Marche (7,2), Trentino Alto Adige (6,0), Veneto (5,1) e Valle d’Aosta (2,0).  “Tra le ragioni della diminuzione – spiegano i responsabili del Corpo forestale – le abbondanti precipitazioni, distribuite in tutti i mesi invernali e primaverili fino ad arrivare a ridosso della stagione estiva: rispetto all’andamento iniziale dei mesi di giugno e luglio, le elevate temperature di inizio agosto hanno infatti portato ad un repentino incremento di roghi negli ultimi giorni. Tuttavia salvo alcune gravi situazioni localizzate e alcuni incendi particolarmente estesi e problematici anche per la pubblica incolumità, nel complesso il fenomeno resta comunque ancora sotto le medie del periodo”.

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