UN COLPO LETALE AL PRINCIPIO DELLA CONTINUITA' TERRITORIALE: LA REGIONE SARDEGNA HA CHIESTO DI CANCELLARE I VOLI CHE NON HANNO IL 50% DI PASSEGGERI

 
di Mauro Pili

E’ stata la Regione a chiedere al governo di consentire, con decreto, alle compagnie di poter cancellare i voli se non gli aerei non hanno superato il 50% dei passeggeri. Si tratta di un fatto di una gravità inaudita. Voglio sapere chi ha firmato quell’atto servile e di asservimento alle compagnie aeree. I voli devono essere garantiti a prescindere del numero dei passeggeri. E’ come se non facessero partire il Freccia Rossa perché non ha i numeri sufficienti, o se chiudessero l’autostrada del sole perché ci passano poche macchine. Siamo dinanzi al più grave atto compiuto sulla continuità territoriale. Aver modificato quel decreto su richiesta della Regione significa mortificare il servizio della continuità territoriale. Scoprire questo gravissimo atto deve far aprire gli occhi su come è stata gestita la continuità territoriale da e per la Sardegna. Si deve subito revocare subito quel decreto e ripristinare il principio di servizio pubblico.

Affermo questo dopo aver ricevuto la risposta all’interrogazione che avevo sottoposto al governo sulla modifica del decreto che consentiva alle compagnie aeree di poter cancellare i voli se non si fosse raggiunto il 50% dei passeggeri. Salire su un aereo e poi farti scendere perché non si è raggiunto il 50% dei passeggeri è quanto di più aberrante possa accadere in un servizio pubblico. Solo averlo pensato è colpevole. Averlo chiesto e ottenuto è criminale nei confronti di un’isola isolata e umiliata. Questa risposta del Ministro Lupi è disarmante. E’ indispensabile capire chi della Regione ha firmato un atto così grave di sottomissione alle compagnie aeree e soprattutto con un’argomentazione puerile, quella della presenza delle compagnie low cost. Un atto di vassallaggio nei confronti di Meridiana e Alitalia, indecente sul piano morale, insostenibile su quello giuridico e politico. Modificare le carte in corso d’opera significa fare un regalo alle compagnie, significa favorire un imbroglio ai danni dei sardi e della Sardegna.

E’ disarmante la risposta di Lupi che scrive: “Si informa, altresì, che in data 18 dicembre 2012, la regione autonoma della Sardegna ha richiesto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di adeguare il servizio aereo di linea sulle rotte sarde operate in regime onerato alle effettive condizioni del mercato del trasporto aereo sardo – mutate dall’emanazione del decreto 103/2008 – in ragione principalmente della presenza degli operatori low cost sui collegamenti tra i principali scali sardi e lo scalo di Roma-Ciampino e gli scali milanesi. Si è così provveduto con decreto ministeriale n. 19 del 21 gennaio 2013 a modificare la formulazione del decreto n. 103/2008, permettendo ai vettori che operano i collegamenti fino all’entrata in vigore dei nuovi oneri di ridurre, previa autorizzazione dell’Enac e d’intesa con la Regione Sardegna, la frequenza dei voli quando il coefficiente di riempimento divenga inferiore al 50 per cento mantenendo la possibilità, già concessa dal predetto decreto, di variare la capacità degli aeromobili”.

Mentre prima era concesso solo di modificare il tipo di aereo, adattandolo alla capacità, ora quei voli possono essere cancellati se non si raggiunge il 50% di passeggeri. Tutto questo è inaudito. Ed è gravissimo che nessuno intervenga per impedire che la continuità territoriale sia funzionale alle compagnie aeree piuttosto che ai sardi. Nessun sardo aveva interesse a questa modifica ed è grave che chi l’ha proposta sia stata proprio la Regione. Tutto questo non può e non deve restare in silenzio.

2 risposte a “UN COLPO LETALE AL PRINCIPIO DELLA CONTINUITA' TERRITORIALE: LA REGIONE SARDEGNA HA CHIESTO DI CANCELLARE I VOLI CHE NON HANNO IL 50% DI PASSEGGERI”

  1. eppure c’è qualche IMBECILLE che continua ad insistere con le politiche di austerity, prendendo a modello paesi come ad es. la germania. qualcuno può dirmi cosa possono insegnare gli economisti tedeschi di quest’epoca o dei primi anni trenta all’italia e alla sardegna? o forse è meglio che qualcuno si rilegga la storia tedesca, di cui sicuramente io, anche a qualche economista masterizzato in germania posso dare lezioni gratuite!

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