OTHOCA RIEMERGE DAL MITO: LA CITTA' RISALENTE ALL'VIII SECOLO A.C. PORTATA ALLA LUCE DAI RECENTI SCAVI ARCHEOLOGICI


di Sara Pinna *

Dal mito alla storia. Dai libri alla realtà. «Eccola. Dopo trent’anni l’antica città di Othoca è riemersa». Parola dell’archeologo oristanese Raimondo Zucca. «Ormai è evidente. C’è qualcosa per capire e conoscere l’urbanistica di Othoca». È venuta alla luce una struttura in blocchi di basalto e di arenaria, lunga cinque metri e con uno spessore di sessanta centimetri, risalente all’VIII secolo avanti Cristo. Con tutta probabilità si tratta di un elemento murario appartenente a un edifico pubblico dell’antica città punico-fenicia. Ma pochi giorni fa sono stati recuperati anche diversi oggetti domestici di uso quotidiano. Siamo nel piccolo centro di Santa Giusta, nell’Oristanese. Gli scavi archeologici interrotti negli Ottanta e ripresi lo scorso 17 giugno sono tra via Alfieri e via De Amicis, nel quartiere di Is Olionis, sorto venticinque anni fa poco distante dall’ingresso del paese. Sotto un sole caldissimo, un nastro arancio delimita uno scavo non tanto profondo: si tratta di un vasto terrazzo alluvionale che presenta una scarpata accentuata nei settori settentrionale e occidentale, in corrispondenza con l’antico porto di Othoca. Tremila anni fa lo stagno di Santa Giusta ancora non esisteva e le acque del Golfo di Oristano delimitavano il tozzo rilievo alluvionale dell’abitato di Othoca, circondando l’isolotto di Sant’Elia, dove sorgeva un grande complesso nuragico. In quest’area esisteva già una comunità sarda, e lo dimostra il ritrovamento di uno spillone nuragico in bronzo a testa mobile risalente all’VIII secolo avanti Cristo, assieme a grandi frammenti di una conca in ceramica con il manico a maniglia orizzontale. Ma c’è un’altra importante scoperta che testimonia la presenza dei Fenici: un piattello con due fasce circolari sul fondo. Verso il 620 avanti Cristo, ad Othoca inizia dunque un processo di formazione urbana: i Fenici e i Sardi costruiscono l’antica città che commercia con l’Etruria, con Cartagine e con la Grecia. Rapporti testimoniati dalle vestigia e dai reperti rinvenuti grazie al lavoro di dieci allievi specializzandi in Beni archeologici del Consorzio Universitario di Oristano, che da circa venti giorni scavano ininterrottamente sotto l’attenta regia dell’archeologo Raimondo Zucca.  «Questo importante risultato è per noi motivo d’orgoglio – tiene a precisare Pupa Tarantini, presidente del Consorzio Uno -. Per noi è una missione fatta con passione». È fiducioso Paolo Bernardini, docente dell’Università di Sassari, che non dimentica che il Golfo di Oristano ospita importanti giacimenti di fondazione fenicia: «Le ricerche appena iniziate qua ad Othoca promettono bene». Oltre la presenza visibile di un edificio monumentale, le mani dei giovani archeologi hanno scoperto materiali punici, in particolare anfore da ricomporre trovate accanto a preziosi oggetti greci come le “kilikes”, le coppe utilizzate per bere il vino, in vernice nera di fabbricazione ateniese risalente al V secolo. E ancora, lucerne e il più grande esemplare di “askos”, un piccolo contenitore che anticamente veniva utilizzato per versare olio nei lumi, decorato a figure rosse con animali e mai rinvenuto finora in Sardegna. Ma non solo oggetti di uso quotidiano: sono state ritrovate pure monete puniche del IV secolo avanti Cristo. Le ricerche archeologiche proseguiranno, anche se il futuro degli scavi non si presenta facile.  La zona dei recenti ritrovamenti è in pieno centro abitato, proprio nell’area dove sorge il parco giochi comunale. Per questo gli studiosi andranno avanti con indagini mirate grazie all’utilizzo di georadar, strumenti capaci di osservare i frammenti sotto terra, avvistati in tre dimensioni ancor prima di scavare. «I cittadini, sono sicuro, saranno ben felici – commenta il sindaco Angelo Pinna -. Gli archeologi andranno a scavare solo dove il georadar suggerirà». Raimondo Zucca parla chiaro: «Ora che la scoperta è fatta, è giusto che Santa Giusta conviva con le recenti scoperte archeologiche».

* Unione Sarda

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